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De Ceglie in prestito al Parma

Juventus Football Club annuncia di aver raggiunto l’accordo con il Parma FC per la cessione di Paolo de Ceglie in prestito per la stagione in corso. Dopo l’esperienza al Genoa, il difensore classe 1986 cresciuto nelle giovanili bianconere si unirà al club emiliano fino al 30 giugno 2015.

La quadratura del cerchio (Prima Parte)

Alzi la mano chi ha capito cosa è successo quest’estate. Un incubo per i tifosi juventini, una bufera forse preannunciata dalle avvisaglie invernali ma nessuno si sarebbe aspettato un simile epilogo, l’arrivo di Allegri alla Juve e l’approdo di Conte in Nazionale. Dopo i mugugni di maggio, la conferma non proprio convinta di Conte senza rinnovo, la rescissione consensuale, l’ultimo capitolo della telenovela ci ha riservato il finale più imprevedibile e il cazzotto più doloroso. Andava gestita prima e meglio, magari già a Gennaio. E hanno sbagliato ad andare oltre Maggio. Conte troppo coinvolto emotivamente ha voluto provarci, la Juve un po’ per presunzione, un po’ per arroganza, non ha voluto guardare in faccia la realtà, ha tirato la corda credendo che sarebbe passato il mal di pancia a Conte. Conte se n’è reso conto e se n’è andato. Invece di trovare un degno sostituto la Juve ha messo in allarme solo l’unico allenatore libero sul mercato(Allegri), piuttosto malleabile e gestibile in una situazione fatta di conferme e passi indietro come quella che è venuta a crearsi. E ha condotto un mercato all’insegna del completamento della rosa. Insomma, non ha fatto in modo che si tornasse a parlare subito di Juve(allenatori e giocatori passano, la Juve resta) e ci si dimenticasse di Conte, in fretta. Quello che si può dire ad oggi è che lo stress supposto da molti media non è mai esistito. E che nelle dichiarazioni ufficiali, nella lettera e nei video Marotta, Agnelli, Nedved e Conte hanno detto tante bugie. Per come è Conte e per come è fatta questa dirigenza era intuibile che l'addio sarebbe stato traumatico. Ma c’è poco di logico nella scelta di accettare le dipendenze di chi ti ha confinato per quattro mesi, senza una prova, dando retta ad un pentito pallonaro, privandoti del tuo lavoro, cercando di stroncarti la carriera ed emarginandoti. “Il patteggiamento è un ricatto” urlava Conte, con orgoglio, sbraitando, in quella conferenza stampa, contro la Federazione complice, come nel 2006, nel tentativo di affossare la Juve. Conte che pareva molto poco incline ai compromessi sacrifica al denaro la propria dignità di uomo. Perché per molti tifosi juventini è di questo che si tratta, sostanzialmente. Si trattava di una scelta di sano orgoglio che il mister ha deciso miseramente di sacrificare sull'altare della propria carriera.

Juve, il piano B inizia da Denis. L'Atalanta vuole 5 mln, si può chiudere a 2,5.

Stiamo arrivando alla resa dei conti. Saltano i pezzi da novanta ma, comunque, in queste ore ci sono alternative importanti su cui si può lavorare. Una di queste è l’atalantino Denis che non sarà un fenomeno come Falcao ma un ottimo giocatore che in Italia ha sempre segnato parecchi gol. Uno che può stare nella rosa e all’occorenza rendersi utile. Ad Allegri questa possibilità va bene, con lui l’organico sarebbe completato. Coman giovanissimo e Denis maturo. Ecco le principali alternative.

Trattativa
L’Atalanta ha subito chiesto cinque milioni ma sa bene che la cifra è troppo alta per un giocatore della sua età. A due milioni e mezzo si può tranquillamente trovare l’intesa, una cifra che i bianconeri possono tranquillamente spendere considerando che con l’eliminazione del Napoli dalla Champions si sono trovati dieci milioni in più a disposizione. L’Atalanta, dal canto suo, può trovare un giovane da lanciare, visto che da sempre questa è la sua politica.

Venti di guerra
C’è sempre Luiz Adriano, attaccante dello Shakhtar Donetsk. Il brasiliano, 26 anni, vuole lasciare l’Ucraina per la guerra che sta toccando parte della Nazione. E davanti a tanta insistenza i dirigenti potrebbero accontentarlo. La squadra si è trasferita a Kiev dove la situazione è normale ma, lo ripetiamo, Luiz Adriano è uno di quelli che intende raggiungere un’altra nazione. La Juve ha un collaboratore di fiducia a Kiev che sta monitorando.

Toro, la sorpresa last minute può essere Giovinco: affare difficile, non impossibile.

Ma non c’è soltanto Amauri per Ventura. Marco Borriello resta solo una suggestione, è un bomber da 4 milioni a stagione in scadenza con la Roma. Leonardo Pavoletti è un’idea: il bomber del Sassuolo è da tempo inseguito dal Torino. Ma non è da escludere che, all’ultimo momento, il vero regalo del presidente Urbano Cairo ai propri tifosi possa essere quel Sebastian Giovinco spesso accostato ai colori granata in queste settimane di mercato. Operazione sicuramente non facile ma non impossibile.

Fonte: Tuttosport (estratto dall'articolo a firma di M. Salvetti)

Juve, domani la ripresa: Morata rientra col gruppo. Alvaro potrebbe giocare qualche minuto con l'Udinese.

Dal Chievo all’Udinese, con nel mezzo la pausa per gli impegni delle Nazionali. L’affaccio dei bianconeri al campionato è rivolto alle squadre del Nord-Est: l’obiettivo, dopo il successo contro un Chievo apparso assai modesto, sono i tre punti da aggiungere ai tre già in cassa anche contro i friulani. Che, sabato 13 settembre (data presumibile, visto che martedì 16 la Juventus esordirà in Champions contro il Malmoe), potranno essere affrontati da Massimiliano Allegri con due rinforzi in più. Sia Alvaro Morata che Andrea Barzagli traguardano infatti la sfida all’Udinese quale prima gara in cui essere protagonisti.

Lavoro ed esordio
Il più vicino ad accarezzare l’idea di scendere per la prima volta in campo con la maglia bianconera, e per lui sarebbe l’esordio assoluto, è il centravanti spagnolo che Beppe Marotta e Fabio Paratici hanno portato a Vinovo prelevandolo dal Real Madrid. Dopo un avvio di stagione particolarmente sfortunato - al secondo giorno di allenamento si è scontrato con Rubinho riportando la lesione di secondo grado del legamento collaterale mediale del ginocchio sinistro -, finalmente lo spagnolo può tornare a lavorare con i compagni. Per lui la sosta arriva quindi nel momento propizio: quindici giorni di duro allenamento possono essere sufficienti per fargli guadagnare almeno uno scampolo di partita, contro l’Udinese. Nel complesso sarà comunque l’intero reparto di Allegri a giovare della sosta: Fernando Llorente, in campo per una ventina di minuti contro il Chievo, potrà tirarsi a lucido dopo la febbre perdurante che di recente ne ha un po’ condizionato il lavoro. Lo stesso discorso vale per Sebastian Giovinco, ieri lasciato in panchina dal tecnico livornese.

Cinque bianconeri convocati da Conte in Nazionale

Buffon, Bonucci, Chiellini, Marchisio e Giovinco: sono questi i cinque calciatori della Juventus che figurano nell'elenco dei 27 convocati da Antonio Conte per l'amichevole contro l'Olanda (4 settembre a Bari) e la gara d'esordio delle qualificazioni al campionato europeo in Norvegia, prevista per il 9 settembre.
Gli Azzurri, come si legge sul sito della Nazionale italiana di calcio, si raduneranno a Coverciano alla mezzanotte di domenica per iniziare lunedì mattina gli allenamenti agli ordini del nuovo commissario tecnico.
Al loro ritorno a Vinovo dopo gli appuntamenti di calcio europeo, i cinque bianconeri continueranno la preparazione in vista di #JuveUdinese, la prossima partita di campionato in calendario.

Ieri Felicevich a Verona. Vidal è confermato. Allegri ci scherza: "Arturo, quand'è che parti?".

Se la godono, in casa Juve. Buona la prima è la frase più usata, ripetuta, masticata. E poco importa che si sia sofferto un po' più del previsto e che si sia sciupato un po' più del dovuto... E' semmai più giusto e doveroso guardare il bicchiere mezzo pieno, esser soddisfatti per i primi tre punti della stagione, per i messaggi importanti e inequivocabili all'insegna del «siamo sempre noi: forti e affamati» mandati alle rivali nonché per tutta una serie di altre buone notizie da celebrare. Partendo dall'esplosione di Kingsley Coman per finire alla presa d'atto della conferma di Arturo Vidal, ancora in maglia bianconera a dispetto dei timori - giustificati - d'uno "scippo" da parte del Manchester United che hanno caratterizzato questa sessione estiva di mercato. A questo punto la permanenza di Re Arturo a Torino è data per scontata alla faccia delle voci che continuano a filtrare dall'Inghilterra. Tanto che neppure la presenza dell'agente del cileno, Fernando Felicevich, ieri allo stadio Bentegodi, ha scalfito la serenità dei dirigenti e dello staff tecnico bianconero. Addirittura, a fine gara, Massimiliano Allegri scherzava sul tema con il suo campione. «Allora, Arturo: quand'è che parti?», gli domandava sornione incrociandolo in zona mista nella pancia dell'impianto veronese. E lo faceva, peraltro, gettando nel panico gli astanti... Poi, ancora Allegri, col sorrisone: «Mannò, che avete capito... Io intendevo "quando parti per la Nazionale", eh!».

Sensazioni positive
Il ragionamento non fa una grinza: c'è da stare Allegri, sì. Del resto, se pure falcidiato dagli infortuni e con gli uomini contati, colpendo tre pali, riesci a vincere la prima di campionato grazie ad un autogol... Beh, allora vuol dire che davvero puoi essere ancora alle prese con una di quelle annate che vanno per il verso giusto. Che possono considerarsi fortunate. Come peraltro argomenta pure Carlitos Tevez: «Ho buone sensazioni. Con il nuovo allenatore si è instaurato da subito un buon feeling: stiamo lavorando bene e speriamo di continuare a dimostrarlo sul campo». Una volta snocciolato tutto il suo ottimismo, l'Apache se ne va. Scambiando due parole proprio con il compagno Vidal. Scambiandosi complimenti: avanti così. Insieme...

Fonte: Tuttosport (articolo a firma di Fabio Riva)

Juve, De Ceglie al Parma in prestito con diritto di riscatto. Motta andrà all'estero.