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    Rapporti contrattuali Roma-Gazzetta. Telefonata pesantuccia di Agnelli al direttore della rosea.

    Il noto giornalista Cesare Lanza si è soffermato sui rapporti tra la Roma e "La Gazzetta dello Sport". Ecco le sue considerazioni:

    "Si è venuto a sapere, ma penso che già si sapesse da tempo, che tra la Roma e la Gazzetta dello Sport esistono rapporti – contrattuali – commerciali. Pare che tra gli impegni della Roma ci sia quello di fornire anteprime, o interviste di rilievo, notizie, ecc, alla mitica Gazza.

    La rosea ha anche l’esclusiva della commercializzazione di alcune iniziative di marketing, non ho capito bene (scusatemi) quale sia la contropartita a vantaggio del club giallorosso.

    Fatto sta che la montagna di buone e ambigue intenzioni ha partorito un topolone: ovvero un’intervista, esclusiva si capisce, del portiere Morgan De Sanctis. Il quale è un tipo tosto e senza peli sulla lingua e ha sparato a zero, dopo i fattacci legati all’indecente arbitraggio di Juventus-Roma, a favore della sua squadra e contro la Juventus…

    La Gazzetta dello Sport, felice per il privilegio dell’esclusiva, ha dato giustamente enorme rilievo all’intervista, in prima pagina. E qui la faccenda si è complicata, come succede spesso, non a caso la fantasia popolare ha inventato proverbi con pentole, coperchi, diavoli dispettosi, verità che viene sempre a galla anche quando è in fondo al pozzo.

    Decisioni del giudice sportivo: Padoin squalificato per una giornata

    b) CALCIATORI
    CALCIATORI ESPULSI
    SQUALIFICA PER UNA GIORNATA EFFETTIVA DI GARA

    PADOIN Simone (Juventus): per avere, al 50° del secondo tempo, nonostante precedenti
    richiami, contestato platealmente, dalla panchina, l'operato arbitrale ed il comportamento dei
    calciatori avversari; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale.

    Legaseriea.it

    D'Amico , Giovinco al bivio: "O gioca o può andare via"

    Il momento difficile degli attaccanti della Juve, Tevez escluso, riguarda anche Sebastian Giovinco. Almeno perché, come Llorente e Coman, la "Formica Atomica" non è ancora riuscita ad andare a segno. Le sue prestazioni, però, sono state finora positive e anche per questo il suo agente, Andrea D'Amico, chiede ai bianconeri di fare chiarezza sul suo futuro. "O c'è un progetto valido per lui o altrimenti.. A chi piace? A tutti", ha detto a Tiki Taka.
    Parole importanti, anche aggressive, ma confortate da un inizio di stagione da protagonista visto che quando è stato chiamato in causa, anche se per pochi minuti, Giovinco ha fatto la sua parte, Nazionale compresa. Adesso, però, bisogna decidere il suo futuro, visto che il suo contratto scadrà a giugno e non è detto che la sua avventura in bianconero prosegua. "Giovinco è cresciuto nella Juve, poi è andato fuori e ha dimostrato il suo valore - ha aggiunto D'Amico - . Mi stupisco di quelli che si stupiscono quando gioca bene...". La verità è che "Seba", a 27 anni, è arrivato al top della condizione tecnica e mentale ed è pronto a giocare da titolare nella Juve, soprattutto se Allegri cambierà modulo, abbandonando il "3-5-2 contiano" per varare un attacco a tre punte. Con l'Apache inamovibile, sarebbe impensabile un reparto di soli "piccoletti" e per questo bisogna puntare sul tridente, affiancando il torinese all'argentino e a uno a scelta tra Llorente e Morata. Dopo aver pagato lo scotto di essere considerato l'erede di Del Piero e aver dimostrato che il fisico minuto può essere anche un pregio, ora Giovinco ha bisogno di avere fiducia. Non solo dall'allenatore o dai compagni, a partire da Tevez che ne riconosce le grandi doti, ma soprattutto da un ambiente che non è mai stato capace di apprezzare il suo talento.

    Sportmediaset.it

    Jiménez Gago, portiere Olympiacos: "Llorente in crisi? Io non ci credo. Ma vinciamo noi 1-0."


    Domani Olympiacos-Juve, Vidal torna titolare. Più Marchisio che Pirlo. Asa-Licht sulle fasce.

    E’ tentato, Massimiliano Allegri. E’ tentato, in vista della delicatissima sfida in programma ad Atene contro l’Olympiacos, di affidare la bacchetta da direttore d’orchestra a Claudio Marchisio. E non ad Andrea Pirlo, come invece da prassi ormai consolidata (se Pirlo è disponibile) da che il genio bresciano veste il bianconero. Tentato, s’intende, Allegri. Così come combattuto. Ché una scelta giusta a priori non esiste, non c’è; semmai c’è la certezza che in caso di esclusione di Pirlo dal primo minuto si verrebbe a creare un discreto vespaio fatto di retroscena, illazioni, déjà vu, ricami e richiami ad un più o meno acclarato/certificato/smentito “tiepido” rapporto tra centrocampista e tecnico ai tempi della comune esperienza rossonera.

    Discriminanti
    Ma non è tanto questa eventualità, ovviamente, la discriminante cui bada maggiormente Allegri. No, le discriminanti, le considerazioni, elucubrazioni, ragionamenti che stanno catalizzando l’attenzione del tecnico toscano sono ben più massicciamente concentrate su questioni di stampo tattico, motivazionale, di equilibri, di tenuta fisica. Perché, vien da sé e lo si è già notato in maniera abbastanza netta, la Juventus “diretta” da Andrea Pirlo è diversa dalla Juventus “diretta” da Claudio Marchisio.

    Moggi: "Le parole di De Sanctis-Totti gravissime: cosa accadrà all'Olimpico per Roma-Juve?"


    Bacconi: "Con Allegri la figura del regista non più centrale, Pirlo deve riadattarsi."


    Marotta nella Hall of Fame del calcio italiano

    Giuseppe Marotta farà parte della ‘Hall of Fame del calcio italiano’: lo ha stabilito una giuria di esperti riunita oggi presso la sede della Federcalcio a Roma.
    Assieme a lui, ne entreranno a far parte l’ex bianconero Fabio Cannavaro, Diego Armando Maradona, Carlo Ancelotti, che in passato ha allenato la Signora, l’ex arbitro Stefano Braschi, Sandro Mazzola, Ferruccio Novo, Carlo Carcano e Giacomo Bulgarelli.
    La sezione del Museo del Calcio di Coverciano, istituita nel dicembre 2011 con lo scopo di celebrare e ricordare le figure più rappresentative ed emblematiche della tradizione del calcio italiano, vanta già i nomi di illustri ex bianconeri del calibro di Roberto Baggio, Dino Zoff, Giampiero Boniperti, Marcello Lippi, Giovanni Trapattoni, Michel Platini e Gaetano Scirea
    La premiazione della IV edizione della "Hall of Fame del calcio italiano" avrà luogo nel mese di gennaio a Firenze, e ognuno dei premiati consegnerà un cimelio simbolico della carriera che andrà ad arricchire la sezione dedicata del Museo.

    Lippi: «Questa Juve non è più feroce»

    Questa squadra è meno feroce, gioca un calcio un po' diverso, predilige il possesso palla maggiore e le verticalizzazioni meno veloci". Marcello Lippi, dalla Cina, parla della Juve di Allegri, confrontandola con quella di Conte. L'ex ct azzurro è intervenuto a "La politica nel pallone", trasmissione di Gr Parlamento. "Ma Allegri ha fatto bene a non cambiare atteggiamento e impostazione di una squadra che domina da tre anni il campionato" continua Lippi, che si appresta a vincere il suo secondo campionato consecutivo con il Guanghzou Evergrande.

    PARAGONI - Quindi l'argomento Nazionale, con il filotto di successi ottenuti da Antonio Conte, tra amichevoli e qualificazioni europee. "Gli accostamenti fra Conte e il sottoscritto sono frequenti, prima con la Juve e poi con la Nazionale. Antonio ha cominciato alla grande con la Juve e gli auguro di fare lo stesso con la Nazionale, si vede gia' la sua mano. Ha il vantaggio di avere tanti giocatori della Juve ma ha già dato un'impronta di grande determinazione, di grande voglia che è quello che la gente ama vedere di più - continua ai microfoni de 'La Politica nel Pallone' su Gr Parlamento - Se l'Italia può vincere gli Europei? L'autostima e' qualcosa che cresce con le vittorie e con i risultati importanti e questa Italia e' partita col piede giusto. Al Mondiale del 2006 non pensavamo di vincere ma piano piano ci siamo resi conto che potevamo riuscirci".

    BALO OUT - Balotelli, per adesso, non ha trovato spazio "ma credo che Antonio abbia intenzione di utilizzare tutti gli attaccanti a disposizione e se non lo ha chiamato è perché, penso, non giocava o non giocava bene. Ma credo che abbia l'intenzione di provare Balotelli non appena avrà trovato la condizione migliore e si sarà inserito nel Liverpool, nel frattempo ha fatto bene a provare gente nuova come Zaza o Pellè".

    Verso Olympiacos-Juve, Allegri chiede riscatto: in campo i più in forma.

    Niente drammi è la parola d’ordine. L’hashtag della giornata juventina. Quel «niente è pregiudicato» ripetuto come un mantra da Massimiliano Allegri nella notte di Reggio Emilia è riecheggiato anche a Vinovo, dove ieri la Juventus ha fatto scattare l’operazione Olympiacos. E’ la missione greca l’occasione per l’immediato riscatto: dal pareggio con l’ultimo in classifica e dalla sconfitta di Madrid, che per quanto vecchia resta l’ultima tappa di Champions League.

    Errori ed omissioni
    Per guardare avanti, Allegri ha dato un’occhiata indietro. E in particolare al video della partita con il Sassuolo rivisto con i suoi giocatori per analizzare gli errori e parlare dei cali di concentrazione che lo hanno fatto arrabbiare non poco sabato sera, quando lui stesso ha più volte sottolineato come la Juventus «poteva fare di più», soprattutto alla luce degli avvertimenti che aveva lanciato alla vigilia.

    Il progetto di Max
    L’impressione, tuttavia, è che Allegri stia ancora plasmando la sua creatura, dopo un’estate senza tempo per lavorare e i primi rutilanti mesi della stagione, nei quali le nazionali gli succhiano la rosa una volta ogni quattro o cinque settimane. L’eredità di Conte è stata finora gestita con intelligenza e attenzione, ma si percepisce che il tecnico vorrebbe imprimere più a fondo il suo marchio. Tuttavia, gli infortuni hanno reso complicato qualsiasi lavoro in difesa (dove il passaggio “a quattro” deve essere ancora completamente digerito dalla squadra nel suo complesso). Il centrocampo che finora è ruotato intorno alla garibaldina regia di Marchisio, dovrà in qualche modo cambiare le nuove abitudini per riadattarsi alla flemmatica classe di Pirlo. In attacco, devono essere finalmente scoperte le potenzialità di Morata e Coman, finora assaggiati di sfuggita in trailer golosi, ma troppo brevi. Per tacere del Giovinco rigenerato in azzurro e che, forse, potrebbe meritare l’ennesima chance in bianconero. Ci sono insomma ancora incognite, dubbi da sciogliere e idee, per ora, solo nell’aria.