È una NextGen ancora all’insegna dell’equilibrio. La Primavera resta imbattuta e con il Manchester City porta a casa un pareggio (1-1) in rimonta. Al Moccagatta di Alessandria è la pioggia a farla da padrona e a rendere il gioco complicato. Vantaggio inglese a fine primo tempo con il difensore Meppen su azione d’angolo. Pareggio bianconero a una manciata di minuti dalla fine grazie a Rugani, bravo a ribattere in gol dopo una traversa colpita da Beltrame. Lo stesso Beltrame ha sbagliato un rigore a inizio ripresa.
mercoledì 31 ottobre 2012
Condoglianze a Mister Alessio
Una tragica notizia ha colpito l'attuale tecnico della Juventus, Angelo Alessio, il vice di Antonio Conte. Alessio stasera dovrebbe sedere in panchina nella sfida dello Juventus Stadium contro il Bologna, ma lo farà con la morte nel cuore.
Suo zio, Domenico Alessio, è infatti scomparso oggi all'età di 65 anni, per colpa probabilmente di un malore. L'uomo si era allontanato di casa nella serata di ieri e non aveva più fatto ritorno. La famiglia ha contattato i Carabinieri della stazione di Capaccio, comune della provincia di Salerno dove il parente dell'allenatore risiedeva.
Oggi la macabra scoperta: il corpo senza vita di Domenico Alessio, ritrovato in una strada fuori città. Da una prima ricostruzione effettuata dai Carabinieri, è assai probabile che Domenico Alessio sia morto a causa di un malore, dal momento che non ci sono segni tangibili di un incidente stradale o di un’aggressione subita.
Juve-Bologna solo a parole.
Di Catania-Juve c’è poco da raccontare sotto l’aspetto tecnico tattico. Solita Juve, sprecona, vincente e bella a metà e soliti avversari schierati a specchio. Ne è uscita una partita in cui finalmente si è potuto vedere di che pasta è fatto Bendtner e a che livelli potesse esprimersi Pogba: entrambi non hanno demeritato, anzi. Il primo ha dimostrato di saperci stare in questa Juve e negli schemi di Conte, arrivando spesso in anticipo sul pallone a differenza del diretto avversario di reparto, Matri. Ha forza fisica e discreti margini di miglioramento per poter fare da spalla a Vucinic. Il secondo, analogamente, seppur da mezzala adattata ha dato un’impronta importante al centrocampo bianconero grazie alle sue lunghe leve sia in fase d’attacco che in fase di non possesso. I pesi massimi sono promossi e aspettano di potersi riconfermare ancora. Unico dato statistico della partita che mi sento di citare è quello dei tiri delle due squadre: 9 per il Catania di cui 0 nello specchio della porta, 19 quelli della Juve di cui 9 nello specchio ed altrettanti fuori, a suggellare e confermare l’ormai noto dominio territoriale, mai sfruttato adeguatamente. Non è stata una bella partita quella giocata dalla Juve che, proprio come nelle sue ultime uscite, non è riuscita ad affondare il colpo finale. Eppure, proprio il dominio territoriale attesta che, anche se non ne abbiamo la certezza matematica, al di là dei discutibili errori arbitrali, la partita l’avremmo portata in porto, con tutto ciò che si possa dire a questa Juve.
Juventus-Bologna, ore 20.45: le probabili formazioni.
Potremmo chiamarlo turnover, ma in realtà è un vero e proprio esame. La rosa è lunga, questo però non basta: Antonio Conte è come San Tommaso, vuole verificare la competitività delle riserve. E non ama concedere seconde o terze chance: chi spera di avere un po’ di spazio deve dimostrare di meritarlo alla prima occasione. Oggi l’allenatore della Juve concede una vetrina importante ad alcuni giocatori poco utilizzati finora e si aspetta una risposta convincente. Ecco perché non c’è dubbio sull’approccio alla sfida con il Bologna: la Juve si gioca tre punti, alcuni calciatori si giocano di più.
Le novità Se le indicazioni dell’ultimo allenamento saranno confermate (non sempre è così), ci sarà spazio per sei riserve: Caceres, Isla, Padoin, Pogba, Bendtner e Quagliarella. In difesa c’è l’esigenza di far riposare Chiellini: Caceres è in vantaggio su Lucio. A centrocampo era scontata la presenza di Pogba al posto dello squalificato Vidal. Marchisio non ha recuperato dall’infortunio alla caviglia: meglio per il Principino concentrarsi sulla sfida di sabato con l’Inter. Al suo posto, a sorpresa, Padoin sembra aver vinto il ballottaggio con Giaccherini: Simone non è titolare dal 13 maggio, ha giocato dall’inizio appena tre volte in campionato con la Juve e in questa stagione è stato in campo 46 minuti. Sulla fascia destra probabile turno di riposo per Lichtsteiner: tocca di nuovo a Isla, su cui Conte punta molto. Il cileno ha un bilancio attuale di 51’ in campionato, tre presenze complessive e una sola gara completa (a Copenaghen). Infine l’attacco: Bendtner dovrebbe essere confermato dopo la discreta prova di Catania e Quagliarella è stato provato a lungo accanto a lui.
Verso l’Inter Naturalmente le scelte di Conte vanno lette considerando anche la sfida di sabato contro l’Inter. Al tecnico della Juve il turnover non piace, maè evidente che va tutelata la condizione di alcuni giocatori. Quattro giorni dopo la partita con i nerazzurri, i bianconeri ospiteranno il Nordsjaelland e saranno costretti a vincere per non abbandonare in anticipo ogni speranza di qualificazione agli ottavi di Champions. Ribadito che solo dopo la rifinitura di stamattina Conte prenderà le decisioni definitive e che il rendimento di oggi può incidere sulle scelte di sabato, si può ipotizzare che contro l’Inter il tecnico schiererà sei giocatori riposati: Chiellini, Lichtsteiner, Vidal, Marchisio, Vucinic e Giovinco. Un bel vantaggio, masolo se stasera la Juve batterà il Bologna.
Fonte: GdS (articolo a firma di G.B. Olivero)
martedì 30 ottobre 2012
In 23 per la sfida con il Bologna
Per la sfida di domani sera con il Bologna, valida per il turno infrasettimanale di campionato, Antonio Conte ha convocato 23 giocatori.
Rispetto alla sfida di domenica a Catania, torna Lucio. Non è invece ancora a disposizione Marchisio. Turno di stop anche per Vidal, fermato per squalifica.
Ecco l’elenco completo dei giocatori disponibili per il match dello Juventus Stadium:
1 Buffon
2 Lucio
3 Chiellini
4 Caceres
6 Pogba
7 Pepe
9 Vucinic
11 De Ceglie
12 Giovinco
15 Barzagli
17 Bendtner
19 Bonucci
20 Padoin
21 Pirlo
22 Asamoah
24 Giaccherini
26 Lichtsteiner
27 Quagliarella
30 Storari
32 Matri
33 Isla
34 Rubinho
39 Marrone
Sondaggio Sportmediaset : Pirlo da Pallone d'oro!
I soliti Messi e Cristiano Ronaldo? Xavi? Iniesta? Drogba? No, il Pallone d'Oro del 2012 lo merita Andrea Pirlo. A dirlo sono i lettori di Sportmediaset.it, che hanno votato in massa il nostro sondaggio e, in poche ore, hanno scelto lo juventino tra i 23 candidati per il premio di France Football e Fifa. Pirlo si è guadagnato il 24% degli 11mila voti arrivati, precedendo il portoghese del Real Madrid e la Pulce del Barcellona, entrambi fermi al 21%.
Un riconoscimento importante che va oltre i colori della maglia e la rivalità in campionato e che all'Italia manca dal 2006, quando a essere premiato fu il capitano azzurro campione del mondo, Fabio Cannavaro. Certo, non sarà facile trasformare il desiderio in realtà, anche perché la concorrenza ha più fascino internazionale, dato soprattutto dalla marea di gol realizzati dai due fenomeni della Liga.
Pirlo nella stagione in corsa ha vinto lo scudetto con la Juve e la Supercoppa italiana, ma è anche rimasto solo spettatore della Champions League la scorsa stagione e in quella in corso, almeno finora, non è andato oltre tre pareggi. Con la Nazionale, invece, ha conquistato il secondo posto agli Europei, guadagnandosi, se ancora ce ne fosse bisogno, gli apprezzamenti della platea continentale. Guardando bene, comunque, non è che i suoi diretti rivali abbiano fatto molto meglio quest'anno. Perché anche Messi e Cristiano Ronaldo, risultati alla mano, hanno vinto qualcosa con i rispettivi club soltanto in Spagna, mentre al di fuori dei loro confini si sono fermati alle semifinali di Champions, con CR7 che alla rassegna di Polonia e Ucraina ha guidato il Portogallo fino alla semifinale.
In carriera, inoltre, Pirlo con Milan e Juve ha vinto tutto in Italia (campionato, Coppa Italia, Supercoppa italiana), in Europa (Champions League, Supercoppa Uefa) e nel Mondo (mondiale per club), oltre ai Mondiali del 2006 con l'Italia. Proprio i risultati con la propria Nazionale possono fare la differenza, visto che Messi e Ronaldo hanno raccolto molto meno. A questo punto, insomma, fanno più paura gli spagnoli Xavi e Iniesta, che vantano i recenti trionfi da dominatori con "La Roja" oltre ai successi con il Barça.
GUARDA I RISULTATI DEL SONDAGGIO
lunedì 29 ottobre 2012
Sconcerti: Moratti è meglio che eviti di parlare del 2006. Quando Facchetti...
Intervenuto in serata negli studi di Sky Sport 24 l'editorialista de Il Corriere della Sera Mario Sconcerti ha parlato delle polemiche arbitrali in seguito ai fatti di Catania-Juventus: "Il dossier di Panorama.it nasce da un probelma di competenza, l'ha scritto un arbitro? E' un gioco, è come fare le sentenze giudiziarie per nostro conto dato che le decisioni arbitrali sono soggettive. La sudditanza e la malafede sono cose diverse, chi ha detto la seconda cosa deve prendersi la responsabilità e farsi querelare da Gervasoni. La prima esiste ovunque, non solo nel calcio. Il problema è che una consultazione ha portato ad annullare una decisione giusta, è paradossale. Sei arbitri hanno fatto confusione, si sono aumentate le opinioni ma non è migliorato il giudizio. La moviola mostra e non decide, poi a prendere le decisioni sono sempre gli arbitri. Quante volte ci siamo trovati di fronte a una decisione della moviola concordi tutti? Poche. Temo che siamo in una situazione ad imbuto, non ci sono certezze. Gli arbitri sono portati a dire nell'immediato ciò che hanno visto e l'arbitro deve gestire questo cumulo di segnalazioni. Gli arbitri di ieri sono modesti ma innocenti, per essere in malafede devi avere grandi capacità tecniche e avrebbero subito annullato il gol, senza mettersi così alla mercè.
L'accusa di Agnelli: «La Juve è assediata»
"La Juve ha dato ieri una testimonianza di assoluta professionalità, ha riconosciuto subito l'errore arbitrale. Ciò che fa riflettere è l'atteggiamento che abbiamo ricevuto prima, durante e dopo la partita, un duro accanimento contro i dirigenti che hanno dovuto lasciare la tribuna insultati da prima della partita, quindi prima del fatto". Andrea Agnelli commenta così le polemiche dopo Catania-Juve di ieri. "Fa riflettere - aggiunge il presidente bianconero - il ritrovarsi già ieri sera nelle trasmissioni televisive e oggi in uno stato di quasi assediamento che trovo assolutamente anormale e atipico. Gli errori ci sono stati a nostro favore e a nostro sfavore. È stato interessante leggere oggi un sondaggio di panorama.it che dice che, mettendo ad oggi in fila gli errori, la Juve è la più danneggiata".
BRASCHI - "È stato assolutamente sgradevole il fatto di coinvolgere il designatore Braschi a commentare: credo che la pressione che si esercita debba essere esercitata a ogni singolo errore e non solamente su alcuni errori".
«JUVE, BENE COSI'» - "Se mettiamo insieme le ultime undici partite dello scorso anno e le prime nove di questo campionato, abbiamo ottenuto diciotto vittorie e due pareggi. Se giochiamo peggio, va bene cosi". Andrea Agnelli ha risposto così ai giornalisti che gli chiedevano un parere sul fatto che la Juve gioca meno bene della scorsa stagione eppure ha più punti e vittorie. "Tra l'altro - ha aggiunto il presidente bianconero - mi preme anche ricordare che stiamo andando avanti senza una buona dose di carica in panchina che è il nostro allenatore, Antonio Conte, il quale freme, aspetta con ansia il 9 dicembre quando potrà tornare a sprigionare tutte le sue energie sul campo, che è il posto che gli compete. Siamo veramente felici di averlo con noi".
Vidal salta il Bologna
Niente Bologna per Arturo Vidal. Il cileno, ammonito contro il Catania e già in diffida, è stato squalificato per una giornata dal giudice sportivo.
Tra gli emiliani turno di stop nella 10° giornata per Alessandro Diamanti che, diffidato e ammonito contro l’Inter, dovrà saltare la sfida dello Juventus Stadium.
Annullata conferenza stampa pre Juventus-Bologna
La Juventus sceglie la via del silenzio dopo le forti polemiche seguite alla sfida di Catania. La società bianconera - riferisce Sky Sport 24 - ha annullato la classica conferenza stampa originariamente in programma domani in vista del match di mercoledì contro il Bologna. Angelo Alessio, dunque, non incontrerà i cronisti come era nella previsioni.
Pallone d'oro : Buffon e Pirlo nella lista dei 23
Double di juventini per il Pallone d'oro. Gigi Buffon e Andrea Pirlo sono tra i 23 candidati al riconoscimento targato Fifa-France Football. Nella lista dominano uomini di Real Madrid e Barcellona. Le merengues vincono questa particolare sfida con 6 giocatori rispetto ai 5 blaugrana. Inseguono il City con 3 rappresentanti e lo United con 2. Nella corsa al premio, come accade da qualche anno, è sfida all'ultimo voto tra Ronaldo e Messi.
Per quanto riguarda le nazioni, è dominio assoluto della Spagna con ben 7 giocatori. L'Italia è seconda, come detto con 3. Al terzo posto accanto all'Argentina una sorpresa: la Costa D' Avorio con Drogba e Yaya Tourè.
I tecnici che competono per la vittoria del premio miglior allenatore del 2012 (lo scorso anno il premio fu vinto da Guardiola) sono: Vicente del Bosque, Roberto Di Matteo, Alex Ferguson, Pep Guardiola, Jupp Heynckes, Jargen Klopp, Joachim Law, Roberto Mancini, Josè Mourinho, Cesare Prandelli.
Questo l'elenco completo dei 23 candidati al Pallone d'Oro:
Sergio Aguero (Argentina/Manchester City)
Mario Balotelli (Italia/Manchester City)
Karim Benzema (Francia/Real Madrid)
Gianluigi Buffon (Italia/Juventus)
Sergio Busquets (Spagna/Barcellona)
Iker Casillas (Spagna/Real Madrid)
Didier Drogba (Costa D'Avorio/Chelsea-Shanghai Shenhua)
Radamel Falcao (Colombia/Atletico Madrid)
Zlatan Ibrahimovic (Svezia/Milan-Psg)
Andre's Iniesta (Spagna/Barcellona)
Lionel Messi (Argentina/Barcellona)
Manuel Neuer (Germania/Bayern Monaco)
Neymar (Brasile/Santos)
Mesut Ozil (Germania/Real Madrid)
Gerard Piquè (Spagna/Barcellona)
Andrea Pirlo (Italia/Juventus)
Sergio Ramos (Spagna/Real Madrid),
Cristiano Ronaldo (Portogallo/Real Madrid)
Wayne Rooney (Inghilterra/Manchester United)
Yaya Tourè (Costa D'Avorio/Manchester City)
Robin van Persie (Olanda/Arsenal-Manchester United)
Xabi Alonso (Spagna/Real Madrid)
Xavi Hernandez (Spagna/Barcellona)
Juve-Inter è già sold out
Che Juventus-Inter fosse una partita da sold out non c’erano dubbi. Che bastassero meno di quattro ore per esaurire tutti i biglietti è però sorprendente. Lo Juventus Stadium e i tifosi bianconeri però non finiscono di stupire: la vendita libera dei tagliandi è iniziata questa mattina alle 10.00 e poco dopo pranzo non c’era già più un posto disponibile. Certo, la prevendita riservata agli Juventus Member era già andata a gonfie vele, ma “bruciare” tutti i biglietti rimasti in un lasso di tempo tanto breve è davvero un record.
Ricordiamo che, qualora si liberassero disponibilità degli aventi diritto, eventuali tagliandi residui saranno rimessi in vendita da venerdì.
Tra l’altro le occasioni per seguire la Juventus dal vivo non mancano certo: prosegue infatti la vendita per le due partite di Champions League contro Nordsjaelland e Chelsea. Oggi è l’ultimo giorno di prelazione riservato ai Premium Member per la sfida con i danesi del 7 novembre e da domani inizierà la vendita libera. Per la gara contro i Blues del 20 novembre è invece ancora in corso la prelazione riservata agli abbonati e proseguirà sino alla fine della settimana.
[Video] Moviola Catania-Juventus 0-1 - Premium Calcio
Rivedendo la moviola. 1 rigore non dato al Catania , 2 rigori non dati alla Juventus , 3 rossi per il Catania (Spolli , Marchese , Legrottaglie ) , 1 gol regolare annullato al Catania , 1 gol irregolare assegnato alla Juventus. Non sappiamo più rubare come prima [Cit.]
Juventus–Bologna a Romeo
Per Juventus-Bologna di mercoledì, valida per il turno infrasettimanale, è stato designato l’arbitro Andrea Romeo di Verona. I bianconeri ritrovano il direttore di gara veneto a distanza di un paio di mesi dal match di fine agosto vinto con il Parma, alla 1ª di campionato.
Quella di mercoledì sarà l’8ª direzione di Romeo con la Juventus. Tutte a Torino le altre sette, con un bilancio bianconero di quattro vittorie, un pareggio e due sconfitte. Tra i ko subiti ce n’è uno in una gara con il Bologna, del 26 febbraio 2011.
Per la sfida dello Juventus Stadium, Romeo sarà coadiuvato dagli assistenti Marco Barbirati e Andrea Padovan. Il quarto uomo sarà Maurizio Viazzi. Gli assistenti d’area saranno Domenico Celi e Carmine Russo.
Panorama : Ma senza errori degli arbitri la Juve sarebbe in fuga
Come sarebbe la classifica senza gli errori degli arbitri? Diversa, non c'è dubbio. Ma a sorpresa ad avvantaggiarsene maggiormente sarebbe proprio la Juventus finita nel mirino delle polemiche dopo l'ultima giornata. Secondo il dossier di Panorama.it la squadra di Conte avrebbe - in un'ipotetica classifica - addirittura 5 punti di vantaggio sul Napoli secondo in classifica e non 3 come nella classifica reale.
Il dato sconfortante, però, è il numero sempre maggiore delle partite condizionate da errori dei giudici di gara. Solo nell'ultimo turno sono state quattro: Milan-Genoa con il gol di El Shaarawy viziato dal fuorigioco di Abate, Catania-Juventus di cui si è visto e scritto di tutto, Fiorentina-Lazio in cui i biancocelesti si lamentano a ragione per almeno due episodi chiave, Napoli-Chievo con rigore su Pellissier non visto nel finale e Roma-Udinese con un 'rigorino' e un mezzo offside.
Non è tutto, perché anche a Bologna ci sono state discussioni, un fallo di Palacio sul gol di Ranocchia e il sospetto di fuorigioco per Cambiasso e Ventura considera la sconfitta contro il Parma provocata dall'espulsione di Sansone decisa da Giacomelli per simulazione (secondo giallo).
Moviola 9° giornata : Cosa è successo e cosa ci fanno vedere!
ROMA-UDINESE (Massa)
40' st (2-2): Pereira controlla il pallone, viene affrontato da Castan e cade a terra. L'arbitro non fischia assolutamente ma soltanto qualche secondo dopo su segnalazione dell'arbitro di porta e va ad ammonire il giocatore della Roma. Cesari: la gamba sinistra di Castan va sul polpaccio sinistro di Pereira. Da qui la torsione. Il rigore ci sta. Il regolamento parla sempre di negligenza o impridenza da parte di un difendente verso l'avversario.
10' st (2-2): Sputo di Armero nei confronti di Tachtsidis. Cesari: possibile materia per il giudice sportivo: ci può essere la prova tv.
NAPOLI-CHIEVO (Celi)
35'st (1-0) Il Chievo reclama un calcio di rigore per fallo di Campagnaro su Pellissier. Cesari: era calcio di rigore e probabilmente anche rosso per il difensore del Napoli.
11' (0-0) Il Napoli protesta per un tocco di mano di Dramè a contatto con Hamsik. Cesari: il calcio di rigore ci poteva stare
domenica 28 ottobre 2012
Juventus, Marotta replica: Pulvirenti non merita risposta
Il direttore generale della Juventus Giuseppe Marotta, intervistato al termine della gara contro il Catania, ha commentato la vittoria al Massimino: "Il gol di Bergessio - ha dichiarato ai microfoni di Sky Sport - era regolare, ma questo non avrebbe matematicamente portata alla nostra sconfitta. Siamo abituati alle rimonte e spesso giochiamo meglio nella ripresa. La Juventus ha dimostrato di avere una padronanza territoriale. Da una parte riconosco l'errore dei giudici di campo, dall'altro dico che ai punti avremmo vinto".
Pulvirenti ha detto che il gol è stato annullato dalla panchina della Juventus. Come risponde?
"C'è stato un consulto tra l'assistente di linea, il giudice di porta e l'arbitro. Che i nostri giocatori abbiano tale potere mi sembra illogico e non merita risposta".
Passiamo alla prestazione. La squadra ha meno cattiveria rispetto allo scorso anno?
"Se analizziamo lo scorso anno credo che abbiamo fatto qualcosa di straordinario. Quest'anno paghiamo l'aver partecipato alla Champions League e tanti nostri giocatori stanno partecipando ai vari impegni con le Nazionali. Anche oggi abbiamo dimostrando stringendo i denti nel finale di reggere il confronto e portato a casa tre punti molto importanti".
Come giudica la prestazione di Bendtner?
"E' la prima partita che gioca in Italia dall'inizio, deve ancora abituarsi. Ha fatto il lavoro sporco e ha ampi margini di miglioramento".
Catania-Juventus, ore 12.30: le probabili formazioni.
Niente Catania per Claudio Marchisio e il brasiliano Lucio. Di nuovo in gruppo Simone Pepe. Queste le novità dell’ultima ora. Infermeria che comunque non preoccupa. Marchisio sarà infatti a disposizione già per la gara di mercoledì, contro il Bologna: è rimasto a casa per un fastidio alla caviglia destra, colpita duro a Copenaghen, in Champions League. Finora, il Principino era l’unico bianconero ad aver giocato tutte e dodici le gare ufficiali, undici da titolare. Lucio è invece alle prese con un’influenza intestinale.
Vai Pogba! Un solo dubbio di formazione per Antonio Conte, che poco prima di arrivare allo stadio deciderà chi fra Bendtner e Quagliarella affiancherà in avanti Mirko Vucinic. In mezzo al campo, nuova occasione per Paul Pogba, reduce dal fantastico spezzone con gol contro il Napoli, ma una sola volta titolare in questa stagione, il 22 settembre scorso in Juve-Chievo 2-0. Rispetto a Copenaghen, in difesa ritorna Andrea Barzagli, e sulle fasce ecco i titolari Lichtsteiner e Asamoah.
Fonte: GdS (articolo a firma di Mirko Graziano)
Il Sydney va : Del Piero di rigore
Terzo gol consecutivo per Del Piero con la maglia del Sydney. Al 58' Pinturicchio ha segnato il rigore che ha permesso agli Sky blues di pareggiare l'iniziale vantaggio del Perth Glory firmato da Dodd, con un azione solitaria, al 18'. Poi, con gli ospiti in 10 per l'espulsione di Pantelidis per il fallo che ha portato al penalty, ci ha pensato Emerton a siglare il 2-1 definitivo con un delizioso pallonetto dal limite dell'area. Sydney a 6 punti
Il modo migliore per festeggiare le 800 partite in carriera. Un altro match da protagonista per ADP in Australia in cui ha trovato il gol numero trecentoventitre, 323. L'ex Juve è sempre il più brillante degli undici dell'allenatore Ian Crook. Nel primo tempo, dove tutti i suoi compagni faticano, Alex è l'unico a cercare di invintare qualcosa e a prendere per mano la squadra schiacciata dal Perth Glory, meritatamente in vantaggio al 18'. Azione personale di Dodd che parte dalla distanza e industurbato arriva in area di rigore a battere Necevski. La fase difensiva degli Sky blues va rivista: problema già ampiamente evidenziato nelle precedenti tre partite di campionato.
Una partita ogni 4 giorni. In panchina c’è un tesoro: Juve pronta a sfruttarlo
Dentro i secondi è un’opzione per la quale la Juve è stata costruita, se nessuno in Italia ha investito così tanto per l’armamento in panchina, oltre 70 milioni di euro, e pochi in Europa hanno tale vastità d’arsenale. Dall’agenda dei bianconeri, dieci partite nei prossimi 39 giorni, tra campionato e Champions, pare questo il momento per sparare tutto quel che si possiede, il che ovviamente non significa cambiare undici giocatori a ogni scontro. Però è un conto che la Juve fa, nonostante la parola turnover non sia troppo di moda: «Di volta in volta si valuteranno le condizioni dei singoli calciatori e le scelte dei giocatori da mandare in campo», ha ripetuto ieri Angelo Alessio. Dal mare assolato di Catania, oggi all’ora di pranzo, alle acciaierie innevate di Donetsk, il 5 dicembre, la Juve si giocherà gli ottavi di Champions, e un terzo di campionato. Dunque, se non ora, quando? C’è bisogno di pit stop, come del resto Antonio Conte aveva fatto prima e dopo il duello con il Chelsea, per fare un’esempio di successo, cambiando mezza squadra. Se con il nuovo anno, qualificazione permettendo, in Europa verranno i duelli senza domani, è l’autunno della Champions a portare una concentrazione record di partite. Che poi un giocatore, a 25 anni, possa tranquillamente giocare tre gare in una settimana è una chiacchiera da bar sport, con tutto il rispetto per la magnifica icona di Stefano Benni: si poteva, una volta, quando il chilometraggio da fare era la metà, e lo si percorreva a metà della velocità. Oppure sì, ci si può spremere, ma poi il risultato balla come le prestazioni di Arturo Vidal: dall’eroico, il gol strepitoso a Londra, da zoppo, a malinconico, nel ciondolante primo tempo di Copenaghen. «Chiaro che siamo abituati a vedere Vidal giocare sempre al top - ha ammesso Alessio - masiamo consapevoli che questo non è possibile, per qualsiasi calciatore. Devo dire però che nella seconda parte della partita dell’altra sera ha fatto bene. Siamo fiduciosi per il prosieguo». Vidal, per sua stessa ammissione, non più tardi di una settimana fa, aveva detto di essere un pochino stanco, umanamente: «Le partite sono tante». Semmai, il guaio per Conte è che due pezzi di ricambio fondamentali, Isla e Pepe, fin qui non hanno funzionato: il cileno ha giocato, ma mai ai suoi livelli, perché il recupero da un’operazione al ginocchio richiede pazienza, e Pepe non c’è mai stato, e ieri è spuntato per la prima volta nell’elenco degli arruolati. Tanto per rendere l’idea, un anno fa di questi tempi, Pepe era uno di quelli che faceva la differenza. Però, da Caceres a Giaccherini, fino a Pogba, altre alternative in mezzo non mancano. E proprio il centrocampo è, ed è stato, il cuore della Juve, con quel formidabile terzetto, Vidal-Pirlo-Marchisio. Ma pure con un’avvertenza, sottolineata da Conte la scorsa stagione, tanto per tenere i piedi di tutti ben attaccanti a terra: ragazzi, se non andiamo ai duecento all’ora, siamo una squadra normale. Quel che è successo a Firenze e, nel primo tempo, a Copenaghen. Del resto, come ripete l’ad Beppe Marotta, forse nessun top player verrà ora in Italia, ma non inseguirlo alla follia fu anche una precisa scelta. Piuttosto mi corazzo in mezzo (Isla e Asamoah) e dietro (Lichtsteiner e Caceres): prezzo totale, 56,3 milioni. Non tenere presente questa scelta sarebbe una sconfitta, non solo tattica, ma anche strategica.
Fonte: La Stampa (articolo a firma di Massimiliano Nerozzi)
Juve, oggi Buffon gioca la partita numero 500 da professionista. A giorni rinnoverà fino al 2016 coi bianconeri
La prima se la ricordano tutti perché fin da quel giorno fu semplicemente il migliore. Era il 19 novembre 1995, il Parma ospitava il Milan e quella mattina Nevio Scala decise che era giunto il momento di lanciare il suo giovane portiere. Gigi Buffon, con le qualità del fenomeno e la sana incoscienza dei suoi 17 anni, parò il parabile e anche l’imparabile. Strategicamente, un errore gravissimo: abituare tutti così bene fin dall’inizio ti costringe a ripeterti, a dimostrare che non è stato un caso, a rendere normale quello che è speciale. In realtà si capì in fretta che quella di Gigi non sarebbe stata una storia come tante altre.
La partita migliore Oggi a Catania Buffon gioca la partita numero 500 in campionato. La Juve era nel suo destino e non a caso il primo avversario a batterlo, una settimana dopo il debutto, fu Ciro Ferrara. Contro il Milan Gigi prese 8 nelle pagelle della Gazzetta. Poi gli è successo altre otto volte: non poche considerando che spesso davanti a sé ha avuto dei grandi difensori che hanno fatto il possibile per... non farlo divertire. In diciannove incontri ha meritato 7,5 e una volta ha preso addirittura 8,5: una partita che rischia di essere dimenticata e invece va ricordata. Era il 12 maggio 2007, campionato di Serie B, Juve quasi promossa (la festa sarebbe scattata la settimana seguente) e impegnata in casa contro il Bologna. Al 91’ i bianconeri sono in vantaggio per 2-1, il traguardo è ormai centrato, un minimo di deconcentrazione dopo la lunga cavalcata sarebbe quasi umana. Buffon, invece, fa due parate sensazionali nel giro di quattro secondi (azione di corner: prima un colpo di testa, poi un tiro deviato) ed esulta giustamente come se avesse segnato. Perché quel doppio intervento vale un gol e perché l’esempio che ha dato nel corso di quella stagione vale più del Pallone d’oro sfiorato nel 2006.
sabato 27 ottobre 2012
È tornata la Primavera!
È tornata la Primavera. In un sabato pomeriggio dal clima mite, la squadra di Marco Baroni torna ad assaporare il dolce sapore della vittoria. E lo fa scegliendo l’occasione giusta: il derby con il Torino. Al Chisola finisce 1-0 grazie a un gol di Stefano Beltrame dopo cinque minuti.
Per una delle gare più attese, Baroni deve fare a meno di pedine importanti. Agli indisponibili Ruggiero, Emmanuello, Untersee e Larson, si uniscono anche le squalifiche di due possibili protagonisti quali capitan Schiavone e il bomber Padovan. Dentro una squadra giovanissima ma compatta. Davanti a Branescu, la difesa a tre composta da Rugani, Magnusson e Garcia Tena, con Tavanti e Mattiello sugli esterni pronti a scalare in caso di necessità. In mezzo al campo Slivka, Hromada (classe ’96!) e Kabashi. Davanti spazio all’estro di Beltrame e Bonatini.
Il Toro schiera una formazione molto esperta. Ai tre ’93 (Diop, Diarra e Gomis) si aggiunge anche un “marpione” della Serie A quale Mario Santana a dare ulteriore spinta alla squadra di Longo, al suo esordio nei derby Primavera.
Catania-Juve per l’immediato riscatto.
La Juve si catapulta nel campionato. Non si sa per quale motivo ma da sempre soffre la sindrome da Champions e il senso d’impotenza di Coppa e, puntualmente, torniamo a parlarne, quasi fosse qualcosa di stregato. Terzo pareggio su tre partite e sicuramente qualche riflessione costruttiva da fare per il futuro. Tipo l’ormai consueto e solito primo tempo d‘attesa e sotto tono con la manovra ceduta nelle mani degli avversari a far possesso, movimenti negli spazi e palleggio corto. Giovinco sì attivo e ancora una volta in palla ma inconcludente, Vidal fuori dal gioco. Quando si spreca un tempo, però, può capitare, prima o poi, che si metta subito in salita il secondo se non si comincia ad imporre il proprio gioco. Detto fatto. Questa volta a passare in vantaggio sono stati gli avversari a causa di uno stupido fallo di Chiellini e una malmessa barriera. Il vizio di aspettare gli avversari ci ha punito e in Champions, competizione in cui nessuno ha timore reverenziale di nessuno, se giochi col freno a mano tirato prima o poi ti va male. Senza gli inserimenti di Marchisio e gli spunti di Vucinic (prima del suo ingresso), si è tornato a sviluppare un gioco monotematico e troppo rinunciatario, semplicistico per la Champions e che ti porta ad essere poco aggressivi e poco pressanti.
23 convocati per Catania , out Marchisio e Lucio
La Juventus parte per Catania con 23 giocatori. Nell’elenco diramato da Antonio Conte al termine dell’allenamento di rifinitura, oltre ad Asamoah e Lichsteiner che non avevano partecipato alla trasferta di Champions in Danimarca, figura Simone Pepe, alla prima chiamata in questa stagione.
Non fanno invece parte dei convocati Claudio Marchisio e Lucio. Il centrocampista non è a disposizione a causa della riacutizzazione del fastidio alla caviglia destra, infortunata a seguito del trauma contusivo subito martedì a Copenaghen. Il difensore accusa una sindrome influenzale intestinale.
Questo l’elenco completo dei giocatori che prendono parte alla trasferta di Catania:
1 Buffon
3 Chiellini
4 Caceres
6 Pogba
7 Pepe
9 Vucinic
11 De Ceglie
12 Giovinco
15 Barzagli
17 Bendtner
19 Bonucci
20 Padoin
21 Pirlo
22 Asamoah
23 Vidal
24 Giaccherini
26 Lichtsteiner
27 Quagliarella
30 Storari
32 Matri
33 Isla
34 Rubinho
39 Marrone
Palombo: Agnelli prenota un posto in Consiglio federale, ma le sue tesi sono giuste.
Lucida e impietosa. L’analisi di Andrea Agnelli sullo stato di salute del calcio italiano non è confutabile. Il «declino rapidissimo che non accenna a diminuire», il «tracollo strutturale che non può essere spiegato solo con la crisi economica» sono sotto gli occhi di tutti e non può bastare una Nazionale capace di restare a galla a rendere meno drammatica la situazione. Le figure rimediate dai club italiani in Europa sono lì a ricordarcelo. Agnelli ha parlato da manager, prima ancora che da presidente. «Si candida a recitare un ruolo» ha osservato a taccuini chiusi il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete e in questa considerazione non c’era il minimo intento polemico. Tra i due non è certo scoppiato l’amore, ma è un fatto che giovedì Agnelli fosse a Roma alla presentazione del «Bilancio sociale 2012» della Federcalcio e che ieri Abete abbia mostrato sincero apprezzamento per quello che a Torino è stato un vero e proprio intervento programmatico di politica sportiva.
La nuova Juve stile Llorente
Si parla tanto di numeri e riforme all'assemblea degli azionisti Juventus, ma è sul mercato che la platea si interroga e sollecita risposte. Al tempo della crisi i dirigenti sono costretti a ingegnarsi per trovare formule alternative e strappare il campione senza spendere troppo tra cartellino e ingaggio. Una situazione che Beppe Marotta conosce bene per essere riuscito a portare a Torino fuoriclasse del calibro di Andrea Pirlo e Arturo Vidal , campioni come Andrea Barzagli , giovani come Paul Pogba . E anche per il futuro l'ad bianconero dovrà barcamenarsi perché la parola d'ordine in casa Juventus è nessuna follia. Come società virtuosa, oltreché vincente, l'obiettivo è arrivare a un pareggio di bilancio «pur raggiungendo il massimo nei risultati sportivi - sottolinea Marotta -. Ma in Italia certi salari da 7-8 milioni non ce li possiamo permettere. Negli Anni Novanta, per prestigio e per forza economica, l'Italia era appetibile e sono arrivati i migliori giocatori al mondo, adesso stiamo assistendo al declino peggiore del nostro calcio: il fatturato delle italiane si è fermato mentre per i competitor di altre nazioni è raddoppiato. E poi mantenere un'omogeneità di ingaggi significa dare allo spogliatoio maggiore senso di appartenenza».
venerdì 26 ottobre 2012
Agnelli: Vado in discoteca? Ultima volta per lo Scudetto
Andrea Agnelli risponde con ironia a Diego Della Valle, che lo ha accusato di lavorare poco e di passare troppo tempo in discoteca: «Della Valle? È una battuta anche riferita all’età: c’è chi ci va in discoteca, chi no, io ci vado poco, però l’ultima volta mi sono divertito molto perché era la festa dello scudetto, auguro anche a lui di andarci presto per festeggiare qualcosa».
Il Procuratore Federale deferisce la Juve e Giaccherini
Il procuratore federale della Figc Stefano Palazzi ha deferito alla Commissione disciplinare il giocatore della Juventus Emanuele Giaccherini che, in occasione dei festeggiamenti per la vittoria dello scudetto della formazione bianconera, espose su un autobus uno striscione dal contenuto offensivo nei confronti di un tesserato del Milan. Per responsabilità oggettiva deferita anche la Juventus.
IL COMUNICATO - «Il Procuratore Federale, espletati i necessari accertamenti e ascoltati i soggetti interessati, ha deferito alla Commissione Disciplinare Nazionale: per la violazione dell’art. 1, comma 1, del C.G.S. il Sig. Emanuele GIACCHERINI, calciatore della società Juventus F.C. S.p.A.; per avere, in occasione dei festeggiamenti seguiti alla conquista dello scudetto 2011/2012 da parte della Juventus, esposto su un autobus uno striscione dal contenuto offensivo nei confronti di un tesserato della società A.C. Milan S.p.A.; per la violazione dell’art. 4, comma 2, del C.G.S.: la Società JUVENTUS F.C. S.p.A.; a titolo di responsabilità oggettiva per le violazioni disciplinari ascritte al proprio calciatore».
Juve, Marotta show all'assemblea dei soci
Beppe Marotta si difende dagli attacchi degli azionisti che lo hanno criticato per le operazioni di mercato. "E' vero, ci sono stati degli errori. Cito su tutti Martinez, ma solo chi fa sbaglia e negli ultimi due anni abbiamo dovuto operare non dico una rivoluzione, ma comunque un forte rinnovamento. Sono stati presi 22 giocatori e qualche acquisto sbagliato ci può essere stato. E tuttavia non dimentichiamo quelli giusti, penso a Pirlo arrivato a parametro zero, a Pogba, a Vidal, arrivato a 10 milioni e per il quale abbiamo ricevuto un'offerta tripla, rifiutandola perché la Juventus non è una società "venditrice" per tradizione. Immobile? E' stato ceduto in comproprietà perché per valorizzare i giovani bisogna che la controparte sia incentivata a farlo, se si cede solo in prestito spesso questo non accade. Giovinco è stato ceduto al Parma in un momento di involuzione e nel quale non c'erano offerte per lui. Lo abbiamo ceduto in comproprietà per 4 milioni e lo abbiamo ripreso, dopo che si era ampiamente rivalutato, pagandolo 11, ma ora vale 15... Pensiamo anche a Sorensen pagato 20mila euro e ceduto in comproprietà al Bologna per 2,5 milioni, o Pasquato ceduto per 2,5 milioni o Troisi, preso a zero e rivenduto in comproprietà a 2. Berbatov? La verità è questa: noi lo abbiamo contattato e lui ci ha detto: alla Fiorentina non andrò mai, ma devo scegliere fra voi e il mio ex allenatore Jol che è andato al Fulham. Alla fine ha scelto il Fulham. La Fiorentina ci attacca, ma la verità è che abbiamo evitato loro una figuraccia".
Juve, Marotta: “Rifiutati 30 milioni per Vidal. Su Berbatov…”
La Juve non vende i suoi migliori giocatori. Dall’assemblea dei soci, Beppe Marotta parla ai microfoni di Sky: “Ci hanno offerto 30 milioni per Vidal, li abbiamo rifiutati. La Juve compra i campioni, non li cede”. Marotta parla anche del bilancio: “L’obiettivo é il massimo risultato sportivo e l’equilibrio di bilancio. Ho commesso errori, ma abbiamo conquistato due trofei. Inaspettati, ma sono stati dei successi meritati. Berbatov? Il giocatore ci aveva detto che mai sarebbe andato alla Fiorentina e che avrebbe preferito il suo ex allenatore. Semmai abbiamo evitato alla Fiorentina una brutta figura. Ci hanno attaccato per coprire una loro lacuna”.
Tutto esaurito per il Bologna
Lo Juventus Stadium non perde le buone abitudini e fa registrare l’ennesimo sold out della sua storia. Per la gara contro il Bologna, in programma mercoledì 31 ottobre, tutti i biglietti disponibili sono andati esauriti. Qualora si liberassero disponibilità degli aventi diritto, eventuali tagliandi residui saranno rimessi in vendita da martedì.
Prosegue intanto la prevendita di altre tre gare di grande fascino e di fondamentale importanza: sono infatti in corso la prelazione riservata ai Premium Member per le sfide contro Nordsjaelland e Inter e quella dedicata agli abbonati per Juventus-Chelsea.
Per tutte le informazioni e per scoprire le date delle vendite libere visita la sezione biglietteria.
Il discorso del Presidente agli Azionisti
Il presidente Andrea Agnelli ha aperto come di consueto i lavori dell’Assemblea degli Azionisti della Juventus, riunitasi questa mattina al Lingotto di Torino. Queste le sue parole:
«La Juventus è Campione d’Italia.
La Vostra società è Campione d’Italia.
Per troppo tempo i Presidenti della Juventus, incluso chi vi parla, hanno dovuto affrontare questa assemblea per commentare, spiegare e analizzare i risultati economici della società, senza avere nel cuore il calore che una vittoria come quella che abbiamo vissuto da pochi mesi porta con sé.
Per troppo tempo i colori bianconeri hanno cercato la strada che li riportasse dove la storia li ha collocati. Se il calcio fosse ancora un fenomeno come quello di trenta, venti o forse anche solamente dieci anni fa, oggi tutti noi potremmo passare un paio d’ore in un’atmosfera conviviale fatta di sorrisi e di pacche sulle spalle.
Ma il calcio non è più questo: il calcio è un fenomeno che si sta evolvendo rapidamente e in certi casi anche drammaticamente.
Juve, incassati 103 mln dai diritti tv. Champions-Stadium, altri 80 mln di ricavi.
Nel 2014-15 le entrate per la A oltre il tetto del miliardo. Alle due milanesi 87 milioni l'anno, a Napoli e Roma 65. A fare la differenza è il maggior numero di tifosi (e teleutenti) di fede bianconera
TORINO, 26 ottobre 2012 - Una pioggia così non dà fastidio a Ferragosto e neppure nel weekend. Anzi è benedetta, neanche ci trovassimo nel Sahara invece che in Italia. Perché a piovere sulle nostre società calcistiche sono i milioni di euro dei diritti tv relative ai diritti per la serie A. Quindi da sommare alle eventuali entrate legati alla Champions. Cifre grosso modo note, ma che a leggerle nel dettaglio fanno comunque impressione. La Juve, che guida la speciale classifica, si porterà a casa in questa stagione la bellezza di 103,8 milioni. Le due milanesi 87,7, Napoli e Roma 65, la Lazio 52,8 e via così fino a scendere ai 24,8 della neopromossa Pescara. Che comunque è un bel... pescare. Infatti il calcio italiano non lo lascia nessuno. Abbiamo i presidenti più affezionati al loro ruolo del mondo e chi fa un passo indietro, come Maurizio Zamparini , bada più alla forma che alla sostanza.
Marchisio: «Voglio chiudere la carriera con la Juventus»
Claudio Marchisio non esclude un giorno di poter giocare all'estero, ma il suo obiettivo è chiudere la carriera nella Juventus. "Nella vita mai dire mai, ma la mia intenzione è giocare tanti anni con la Juventus, magari raggiungendo i record di Buffon e Del Piero e poi chiudere la mia carriera in bianconero", ha spiegato il centrocampista, che è diventato uno dei leader della squadra ma non si candida al ruolo di capitano. "Da noi c'è sempre stata una gerarchia fondata sulle presenze e l'anzianità - ha spiegato Marchisio all'ANSA, durante la presentazione a Milano di Fifa 13, di cui è testimonial -. Ora la fascia ce l'ha Buffon e il suo vice è Chiellini, che è più grande e ha più partite di me con la Juventus. Non è una cosa a cui penso, il mio obiettivo è giocare e vincere altri trofei come l'anno scorso". Intanto i bianconeri sono in testa al campionato e, dopo aver battuto il Napoli, il 3 novembre affronteranno l'Inter. "Ma assolutamente non sarà una sfida verità - ha notato -, lo si diceva già con il Napoli e probabilmente lo si dirà anche per la partita contro la Lazio, ma ci sono tanti appuntamenti importantissimi, a partire da quello con il Catania". E poi c'è la Champions League, dove finora la Juventus ha raccolto solo tre pareggi. "Con il Nordsjaelland abbiamo giocato una buona partita ma la reazione è stata tardiva, solo dopo aver subito gol. Finche c'è la possibilità di passere il turno - ha spiegato Marchisio - ci dobbiamo credere, senza fare calcoli su quello che succedera" fra Chelsea e Shakhtar, pensiamo solo a vincere contro i danesi al ritorno".
Incredibile, un portavoce di Zingaretti (pres. prov. di Roma) si augura la "Superga juventina" su Twitter
Se il profilo twitter “Kappand” dovesse corrispondere veramente ad Andrea Cappelli, uno dei portavoce di Nicola Zingaretti, sarebbe gravissimo. Dallo staff del presidente della Provincia, contattato da Libero, nessuno ha smentito, il diretto interessato a domanda diretta ha attaccato il telefono e chi lo conosce assicura che quel profilo appartenga proprio a Cappelli. Così, tutto lascia credere che ad augurarsi che l’aereo con a bordo i giocatori della Juventus si schiantasse («magara» su Formello) sia stato proprio lo stretto collaboratore di Zingaretti. Ricapitoliamo. Il 19 settembre scorso Kappand, utente twitter che rilancia tutti i commenti del presidente della Provincia di Roma e attacca con una non troppo sottile ironia il sindaco Gianni Alemanno e il governatore Renata Polverini, sta evidentemente seguendo la partita di Champions League Chelsea-Juventus. Non contento del risultato (è finita 2 a 2), dopo avere scherzato un po’ («Conte a Londra in onore dei Beatles si è messo il parrucchino coi capelli a caschetto come Ringo Star», è il post di debutto sull’argomento), alza i toni. «C’è rimasto da sperà nell’incidente aereo», si legge subito dopo.
Juve, a Catania Pogba in campo dal primo minuto? Conte ha tutti disponibili
Allenamento all'ora di pranzo con la voglia di cancellare la brutta parentesi di Copenaghen e preparare l'importante trasferta di domenica a mezzogiorno. E proprio per questo Antonio Conte ha fatto lavorare la squadra nell'orario in cui si disputerà il match. I campioni d'Italia, dopo il successo nello scontro diretto con il Napoli a Torino, guidano da soli il campionato con tre punti di vantaggio sugli stessi azzurri. E per questo motivo diventa fondamentale tornare dall'isola con un risultato importante.
TUTTI OK L'aspetto confortante è che a questo punto della stagione, con l'imminenza dei primi freddi, Antonio Conte ha tutti i giocatori a disposizione. Nessun infortunio, pure Pepe è tornato abile e si sta allenando con il gruppo. Di conseguenza il tecnico potrà sciegliere e, magari, proseguire nel discorso del turn over.
giovedì 25 ottobre 2012
[Video] Buffon: «Con la Juve emozioni uniche»
Dal campo, alla vita privata. Dai successi ottenuti finora, alle ambizioni future. Da legame con i tifosi a quello con i compagni... Mezz’ora di dialogo fitto con Gigi Buffon, che si è raccontato senza remore, rispondendo alle domande dei Premium Member e dei likers della pagina Facebook della Juventus, con i quali ha dialogato durante la prima video chat organizzata in questa stagione.
Ne è venuta fuori un’intervista intrigante, curiosa, mai banale e fin dalle prime battute Gigi ha regalato delle vere e proprie “chicche”. «Alzare il mio primo trofeo da capitano a Pechino è stato bello, ma io in realtà non amo molto essere al centro dell’attenzione in queste situazioni. Quando si vince, provo una tale riconoscenza nei confronti dei miei compagni, che non trovo giusto che l’onore di alzare il trofeo sia riservato ad uno solo. Ecco perché nelle foto delle premiazioni, sono spesso dietro e di lato. Ed ecco perché a Pechino, dopo aver alzato la coppa, l’ho subito passata agli altri ragazzi». Del resto, indossare la fascia di capitano per Buffon vuol dire «essere credibile , inappuntabile e non avere mai atteggiamenti per i quali si possa venire criticato».
Continassa, la Juve raddoppia, nasce la cittadella bianconera
E’ una città nella città. Dello sport, del loisir, del vivere sano. E’ il nuovo pianeta Juve, quello che riguarda la metamorfosi della Continassa in quella porzione di Torino che confina con lo sfavillante Juventus Stadium e che al momento racchiude due mondi opposti: da un lato, la zona riqualificata, high-tech del nuovo stadio, dall’altro quello fatiscente e abbandonato che la Città non avrebbe mai la forza economica di restituire agli onori del mondo.
Ieri mattina il progetto è stato illustrato in commissione dall’assessore all’Urbanistica Ilda Curti, affiancata dall’architetto Rolla che ha curato la trasformazione e la direttrice comunale Paola Virano. Un primo passo per spiegare che anche se l’operatore è privato e si chiama Juve questa metamorfosi ha un interesse pubblico. Senza trascurare il fatto che la Vecchia Signora pagherà alla Città 18 milioni e mezzo per trasformare quei 180 mila metri quadri ora in stato di abbandono nel suo nuovo quartier generale. «L’interesse pubblico c’è, eccome, perché saranno creati grandi parchi, nuove residenze, un albergo, una multisala cinematografica, un centro di benessere» ha detto Curti. Un obiettivo su cui hanno concordato un po’ tutti, e ben sintetizzato dal consigliere radicale Viale, anche se è stato chiesto - sia dalla maggioranza (vedi Altamura, Pd) sia dall’opposizione (ad esempio Sbriglio Idv) di sentire in commissione tutti i soggetti coinvolti in quell’area. Come ha ben sintetizzato Marco Grimaldi di Sel: «Non trascurando anche i gestori dell’attuale pista di go-kart (l’ex sede della mai utilizzata Arena Rock, costata al pubblico, non va dimenticato 5 milioni di euro), quelli del PalaMazda e, naturalmente, la Juventus.
Juve, per Llorente il pericolo è il Tottenham
La campagna di gennaio della Juve dipende molto dal futuro bianconero in Champions League. Un posto negli ottavi può giustificare un nuovo investimento, ma i tempi non sono evidentemente maturi. Quindi le mosse dell’a.d. Beppe Marotta e del d.s. Fabio Paratici sono ancora tutte da decifrare. Soprattutto quelle per l’attacco.
Due piste Di sicuro il club di corso Galileo Ferraris continua a seguire le tracce di Didier Drogba, insofferente per la situazione venutasi a creare nello Shenhua di Shangai. L’ivoriano non può liberarsi facilmente, nonostante il ritardo nei pagamenti degli stipendi. Così continuano ad essere costanti i contatti con l’entourage di Fernando Llorente, a scadenza di contratto con l’Athletic Bilbao. «Per Wenger due schiaffi in faccia dalla Juventus». Lo sosteneva ieri il sito del Daily Mirror, spiegando che i bianconeri sono ormai pronti a mettere sotto contratto il centravanti nato a Pamplona. Su di lui anche i Gunners sono al lavoro da tempo e secondo le fonti inglesi ora l’Arsenal sarebbe stato sorpassato. In realtà la situazione è molto più fluida. Sì, perché sull’attaccante della nazionale spagnola adesso è in pressing anche il Tottenham. E con argomenti economici importanti. Senza dimenticare che per le liste invernali bisogna fare i conti con il presidente basco Urrutia, tutt’altro che disposto a fare sconti sulla clausola da 36 milioni di euro.
Bendtner alla stampa danese: Juve, voglio giocare anch'io"
Sarà la temperatura rigida del nord Europa o semplicemente l'aria di casa. Come a Zlatan Ibrahimovic, anche a Nicklas Bendtner il ritorno in patria suggerisce le migliori riflessioni. Se il ritiro della Svezia per Ibra è diventato un vero e proprio confessionale, al neo attaccante bianconero è bastato transitare da Copenaghen e incrociare i giornalisti danesi per cercare alleati nella candidatura per un posto fisso. Esodato a chi? «Posso giocare e l'ho dimostrato. Non sono al cento per cento, però - le parole rilasciate a sporten.dk - sono convinto di poter far bene. Vorrei aver giocato di più, ma ho fiducia: dentro di me so che succederà con facilità. Sono abbastanza bravo, ho delle qualità per far parte di questo grande club di cui indosso la maglia. Non vedo perché non dovrei giocare, presto spero di esserci, tra i titolari. Contro il Nordsjaelland sono entrato nel finale, è stata una strana sensazione stare nello spogliatoio avversario e non in quello dove di solito mi cambio con la nazionale. Sognavo di segnare al mio amico Hansen - dice a tv2.dk - ma lui è stato fantastico: ha parato tutto».
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