lunedì 31 dicembre 2012

Un film documentario sulla storia della Juve: "Black & White Stripes" a settembre 2013

La Juve tira, in tutti i sensi. È la squadra del momento, ha la società più propositiva d’Italia e tra le più intraprendenti d’Europa, punta sulle infrastrutture e le cosiddette iniziative parallele. In questo contesto può inserirsi il video-documentario in uscita nel prossimo settembre (data prevista il 19 a livello mondiale) dal titolo “Black & White Stripes - The Juventus Story“, dvd autorizzato dal club bianconero che si è prestato già con John Elkann e Andrea Agnelli alle riprese. Nel cast di coloro che hanno contribuito, trapelano anche i nomi di Gigi Buffon, Alessandro Del Piero, Gianluca Pessotto, Michel Platini, Andrea Pirlo e Pavel Nedved ma non sono gli unici. Girato da una coppia di registi italo-americana, i fratelli Marco e Mauro La Villa, tra New York, Torino e Villar Perosa, il documentario ancora non è stato svelato nel suo filo conduttore e nel taglio dei suoi contenuti che si prevedono come altamente esclusivi oltre che di forte impatto cinematografico. Insomma, la storia della Juventus come nessuno l’hai mai rivissuta e raccontata, a totali strisce bianconere. In un momento storico nel quale la Vecchia Signora è tornata a fare da capofila sul panorama italiano meritandosi ancora una volta i gradi di club che resta di diritto nella top 10 mondiale per fascino, blasone, notorietà e seguito mediatico/commerciale.

Calcioblog.it

Juve, preso Peluso per 5 mln: già oggi le visite mediche?


Juventus- Peluso , ci siamo. Meglio, «è fatta». Trapela l’ottimismo, prima, poi tocca alle certezze. Figlie di una serie di contatti che si sono infittiti sempre di più - in questi giorni - tra l’amministratore delegato bianconero Giuseppe Marotta ed il direttore generale dell’Atalanta, Pierpaolo Marino . Già in estate, del resto, erano state gettate le basi dell’affare, poi sfumato per un soffio (questione di incastri: la Juventus voleva innanzitutto cedere alcuni giocatori in esubero, e solo dopo procedere all’acquisto del difensore nerazzurro). A questo punto, non si trattava che di definire i dettagli e mettere tutto nero su bianco. A Torino c’era grande ottimismo, a Bergamo c’era la voglia di collaborare («Peluso è richiesto da diversi club - Milan e Napoli in particolare -, ma diamo priorità alla Juventus che lo segue da tempo», Marino dixit). Non restava che far convergere le comuni volontà in un contratto scritto.

domenica 30 dicembre 2012

Juventus, Conte ha deciso: a giugno vuole Sanchez


Diego Maradona sponsor del trasferimento di Cavani alla Juve è una finta che ti spiazza, un dribbling a cui nulla puoi opporre. Pura improvvisazione, di altissimo livello. Maradona sponsor di Cavani alla Juve è anche una voce piena di buon senso, quello che il Pibe de Oro non sempre ha dispensato nel corso della sua ormai ultratrentennale parabola calcistica, ma che questa volta esibisce al di là di ogni valutazione tifosa. Perché a livello di intensità l’uruguaiano è naturalmente adatto all’idea di calcio di Antonio Conte e sulla propensione al gol c’è poco da dire: siamo di fronte a uno dei migliori attaccanti al mondo. L’uruguaiano migliorerebbe qualsiasi top club, figuriamoci la Juve che un attaccante di riferimento lo va cercando da quando David Trezeguet ha imboccato la parabola discendente. Cioè da almeno 4-5 stagioni.

Astori: «La Juve mi segue»


Le dichiarazioni post-natalizie del dg Marroccu stridono. Soprattutto riguardo il ritardo negli stipendi. Le società di serie A sono contrallate e si rischia grosso in caso di inadempienze contrattuali. Il polverone, in ogni caso, si è sollevato. E Davide Astori si adegua. Non chiude totalmente le porte ad una sua eventuale partenza già in questa sessione di mercato. Il centrale giura fedeltà ma, al contempo, non si preclude nulla. «Per quanto si legge so che Juventus, Napoli e Milan possono essere interessate a me. Nel caso ci fosse qualche proposta, sarà valutata assieme alla società. Dopo le dichiarazioni del Direttore, anche il presidente ha ribadito la posizione, confermando la situazione non brillante. Al momento non so granché, però noi giocatori siamo gli ultimi a venire coinvolti».

Llorente: "Sì, lascio l’Athletic"


Il volo continua. Sempre più lontano da Bilbao. Il ragazzo di Pamplona ha messo chilometri tra sé e il club che abbandonerà, l’Athletic. Direttamente da Arona, isola di Tenerife, alle Canarie, Fernando Llorente “firma” il suo addio ufficiale. A giugno, com’è noto, scade il contratto con i biancorossi e non rinnoverà. La Juve, com’è altrettanto risaputo, ha un accordo di massima con il giocatore proprio per prelevarlo quando sarà un parametro zero. Al momento, poche le scorciatoie, quasi impossibile averlo subito, ma un tentativo, ancora uno, con il presidente Josu Urrutia sarà fatto, tanto per non lasciare nulla di intentato. Se rimarrà la linea dura del presidente basco, allora tutto sarà rinviato all’estate.

FELICE Al caldo, bagnato dall’Atlantico, l’attaccante ha ritrovato il sorriso e la voglia di parlare. Che in realtà non è proprio la sua specialità, visto che preferisce lunghi periodi di mutismo totale. Ma nell’isola delle vacanze e del torneo giovanile di fine anno, ecco il milagro , massì il miracolo. Anche per merito dello sponsor Adidas che lo ospita. Llorente tra i tifosi e con lui c’è anche Pedro del Barcellona. Roba da spellarsi le mani, da fare la fila per gli autografi, le foto ricordo, la pacca sulla spalla. E, perché no, un sorriso smagliante.

Capello: Complimenti alla Juve, ma rispetto alla mia non ha competitors.


Il ct della Russia, Fabio Capello, è stato intervistato dal colega di Sky Sport 24, Alessandro Alciato. TuttoJuve.com ha trascritto le sue dichiarazioni:
Partiamo subito con la Juventus. Hanno detto che la Juventus di Conte è meglio della Juventus di Capello. Capello cosa risponde?
Sono due Juventus diverse, due periodi diversi. Questa è una Juventus che sta facendo benissimo, bisogna farle i complimenti, però è una Juventus che non ha competitors. Quando parlo della Juventus del mio periodo, parlo di Inter, di Roma, di Milan. Milan e Inter hanno mollato tutti i migliori giocatori, li hanno lasciati andare. L'unica squadra che secondo me potrebbe dare fastidio alla Juventus, sulla carta, credo sia la Roma".
Cosa pensa nel vedere De Rossi in panchina?
"Penso che sono stato io a farlo esordire, assieme ad Aquilani nella stessa partita. Dopo la gara dissi: 'De Rossi può rimanere nella Roma'. Ed è un giocatore importante, ma lo sa anche Zeman che è un giocatore importante, solo che dovrà adattarsi a certe idee dell'allenatore".
Adesso lo ripeterebbe: 'De Rossi deve restare nella Roma?'. O gli consiglierebbe un'avventura all'estero?
"Ballano tante cose. La cosa più importante è che un giocatore sia felice nella squadra in cui gioca. Che questa felicità venga trasmessa ai compagni, perchè De Rossi è un giocatore importante, un giocatore che fa la differenza, un giocatore della Nazionale italiana".
C'è un signore che si chiama Andrea Pirlo che giocava nel Milan, è andato alla Juventus ed è stata forse poi la svolta...
"E' un peccato che sia stato rottamato, un peccato vero, perchè un giocatore così importante, un giocatore che fa la differenza, potrebbe giocare in tutte le migliori squadre del mondo. E sotto questo aspetto devo dire che la Juventus è stata brava a prendere lui, a prendere Barzagli, tutti giocatori a parametro zero".

sabato 29 dicembre 2012

Stellini: A Conte ho detto di Carobbio solo prima dell’interrogatorio. Ora pago e alleno i profughi


La squadra si chiama Survivor. E tra i ragazzi africani che sfidano il freddo per un allenamento in notturna c’è Cristian Stellini. In fondo anche l’ex collaboratore di Antonio Conte spera di sopravvivere a una squalifica che lo ha catapultato lontano anni luce dalla Juve e i suoi campioni. Il campo, però, è uguale a ogni categoria: grazie all’associazione «Nicolle e Yves Husson» l’ex di Genoa e Bari è ripartito. «Do una mano a sistemare la difesa», sussurra. Stellini ha gli occhi lucidi e tanta voglia di raccontare la sua versione sulla squalifica patteggiata per il calcioscommesse. E chiarire i passaggi che lo hanno portato da Vinovo al centro sportivo Cit Turin, dove da qualche settimana parla di tattica a dei profughi che sperano di cambiare il destino inseguendo un pallone.

Da Bonucci, Barzagli e Chiellini a una squadra improvvisata. Bello, ma non sarà facile...
«Visto da fuori. In realtà è una cosa che mi riempie il cuore: sto a contatto con ragazzi che possono insegnarti tante cose. Tipo: i nostri "problemi" sono nulla rispetto a quello che hanno affrontato. Avevo bisogno di una ricarica simile. Da quando ho patteggiato non riesco a vedere un futuro. Vivo giorno per giorno. Ora guardo al campionato Uisp. Possono tesserami? Sembra di sì».

Buffon: Questa Juve non parte battuta con nessuno. Il top player? Sì, se si sacrifica.


Un anno da/con le mani di Gigi. Lo scudetto, la finale dell’Europeo, Madama ritornata. Gigi Buffon, capitano della Juventus e della Nazionale. Un grande fratello, testimone del tempo. La sua vita, le sue emozioni, i suoi Oscar 2012, con qualche speranza per il 2013.

Il meglio di Gigi Buffon.
«Non c’è un momento sintetico. Il 2012 è stato un anno importante. Avrò commesso un errore o due e, chiamato in causa, sono stato decisivo. All’Europeo, poi, si è visto il Buffon che tutti conoscono».

Il peggio?
«Quest’anno no. Fosse sempre così, sai che noia. Le difficoltà, l’infortunio, la fatica mi hanno fatto riprendere in mano il mio destino di leadership».

Il peggio del calcio italiano.
«Le polemiche. Mai costruttive, sempre distruttive: tendono a svilire chi ti sta di fronte, l’avversario, i suoi meriti».

Aveva confidato, in passato, di soffrire il coro «sapete solo rubare».
«Dopo tutto quello che ho passato con la Juve, lo ascolto con orgoglio. Sono qui da tanto e so qual è la verità, i nostri meriti e i nostri demeriti. Con questa certezza, quando sento questo coro, capisco che gli altri hanno grande rispetto e molta paura della Juve, come squadra».

Maradona: La Juve di Conte sembra quella di Platini. Chissà cosa sarebbe con Cavani...


Diego Maradona, secondo lei la Juventus di Conte ha già ucciso il campionato?
«Mi sembra un po’ la Juve di Platini, uno squadrone che batteva sempre il mio Napoli. Anche se un Platini adesso non c’è più».

E a voler essere pignoli non c’è neppure un centravanti da venti gol a campionato...
«Non oso immaginare cosa sarebbe la Juve se avesse come punta centrale, per esempio, Cavani. Quanti punti avrebbe di vantaggio sulla seconda se ora ne ha già otto?».

In definitiva?
«In definitiva si tratta di una squadra molto concreta, solida e compatta. Crea almeno cinque opportunità per segnare a ogni partita e due, talora tre, le concretizza».

Il reparto migliore?
«Il centrocampo, senza alcun dubbio. Pirlo, Vidal e Marchisio sono di classe mondiale. Con elementi di questo calibro la Juventus è una delle poche squadre che non ha bisogno di saltare il centrocampo perché è da lui che nasce tutto. I gol o gli assist per gli attaccanti che si alternano passando dalla panchina al campo e viceversa. Per esempio Matri non giocava e non segnava da un pezzo, Conte l’ha riproposto e lui ha sfoderato una doppietta pesantissima contro il Cagliari, fra l’altro sua ex squadra».

Mourinho: Temo la Juve di Conte: è un vascello quasi inaffondabile.


José Mourinho: è stata la settimana più difficile della sua vita?
«Così scrive la stampa, soprattutto spagnola, ma forse sarebbe più giusto allargare il periodo: da due mesi a questa parte perdiamo un po’ con tutti... ».

Lo spirito, almeno quello, non le manca nonostante i tempi di vacche magre...
«Guardi, dopo la sconfitta di sabato scorso a Málaga ho avuto modo di riflettere a lungo e profondamente sulla situazione mia e del Real Madrid. Ho passato il Natale in Portogallo con la mia famiglia e ora sono qui a Dubai per Globe Soccer dove ho salutato tanti amici a partire da Maradona e Capello. E sono giunto a una conclusione: il calcio cambia, cambia, cambia, praticamente ogni giorno, ogni minuto, quasi ogni secondo. Però c’è solo una cosa che non cambia: la squadra la fa sempre l’allenatore».

Quindi niente addio anticipato al Real Madrid?
«Le rispondo citando una frase di Sir Alex Ferguson: “Sono troppo vecchio per esonerarmi”. E io, se me lo permettete, sono ancora troppo “giovane” per esonerarmi. Il mio obiettivo dichiarato è quello di vincere la terza Champions League con tre squadre diverse: il Real dopo il Porto e l’Inter. Nessuno c’è mai riuscito. E per il Real Madrid sarebbe la decima Champions, unica squadra che andrebbe in doppia cifra».

Platini: La Juve è e resterà per sempre la mia squadra del cuore.


Nell’albergo più alto del mondo (il JW Marriott Marquis, 325 metri per 70 piani), Michel Platini ha inaugurato la quarta edizione di Globe Soccer con un brillante intervento che ha suscitato gli applausi scroscianti della platea internazionale ad ampia rappresentanza araba, con decine di sceicchi ed emiri a occupare le prime file. Il tema del dibattito, moderatore Tony Damascelli, era “Etica nel professionismo: teoria e pratica”. Il presidente dell’Uefa ha colto l’occasione per rilanciare la sua battaglia «senza fine» contro le partite truccate, il razzismo, l’uso della tecnologia, il mancato rispetto del fair play finanziario e altri temi di scottante attualità.

Presidente, nel corso del dibattito - quando ha dovuto citare alcuni esempi - ha usato spesso la Juventus come termine di paragone.
«Certo, perché la Juve è sempre e sempre resterà la squadra del mio cuore dove fra l’altro ho vinto tutto a livello di club. Il Mondiale purtroppo l’ho perso con la Francia, ma con la Juve ho conquistato la Coppa Intercontinentale che - di fatto - è il titolo mondiale per club, esattamente come si chiama oggi il trofeo».

venerdì 28 dicembre 2012

Primo giorno di lavoro!


Con una doppia seduta di lavoro a Vinovo, in una giornata dal clima tutt’altro che invernale, la squadra si è lasciata alle spalle una settimana di relax e ha ripreso la preparazione in vista dei primi impegni ufficiali del 2013. Gruppo praticamente al completo quello che ha lavorato sul campo, agli ordini di Antonio Conte e del suo staff. Presenti anche i sudamericani e Asamoah, che hanno raggiunto i compagni all’ora di pranzo.

Domani, sabato 30 dicembre, si replica con un’altra doppia seduta di lavoro allo Juventus Center.

Nel mirino di tutti c’è la sfida in programma alla ripresa. Domenica 6 gennaio 2013, allo Juventus Stadium c’è la gara di campionato contro la Sampdoria. Tre giorni dopo (mercoledì 9), sempre a Torino, ci sarà il match di Coppa Italia contro il Milan. Gara per la quale oggi è partita la vendita libera dei biglietti (vedi news).

Cittadella Juve, firmato preliminare vendita area

È stato firmato oggi il contratto preliminare di vendita alla Juventus dell'area della Continassa, vicino allo stadio del club bianconero. Con quest'atto è stato avviata in concreto l'operazione di recupero della cascina omonima dove sarà realizzata la nuova sede della società calcistica, il centro per gli allenamenti, residenze, servizi ed aree verdi. La trasformazione dell'area è prevista dalla variante 277 del piano regolatore di Torino, approvata dal consiglio comunale.

Andrea Agnelli: «Nuovo anno, stessa determinazione»



Marino : La Juve ha la priorità su Peluso


Countdown per Peluso alla Juventus. L'annuncio arriva direttamente dal direttore generale dell'Atalanta, Pierpaolo Marino. "Il giocatore piace a tante squadre che hanno chiesto informazioni sul suo cartellino, c'è stata una manifestazione d'interesse della Juventus che già la scorsa estate ha trattato il giocatore - ha spiegato -. Moralmente c'è l'impegno di sederci per primi con loro, avranno la nostra preferenza".

Niente da fare, dunque, per il Napoli, che nei giorni scorsi si era inserita nella trattativa, rovinando un po' i piani dei dirigenti bianconeri. Se la Juventus vorrà, dunque, Peluso presto potrebbe arrivare a Torino. "Non abbiamo problemi a discutere serenamente la situazione di Peluso con i bianconeri", ha precisato ancora Marino, lasciando intendere che l'affare si può fare senza problemi. Dopo l'infortunio di Chiellini, alla Juventus serve un rinforzo in difesa e il nome giusto potrebbe essere proprio quello di Peluso. Per chiudere la trattativa sembrano mancare solo i dettagli.

Ma Peluso non sembra l'unico con la valigia pronta a Bergamo. "Schelotto? E' un giocatore importantissimo per noi, ha dato tantissimo a questa squadra dal punto di vista tecnico e della forza atletica, non vorremmo privarci di lui, ma siamo una società pronta a cedere i giocatori davanti a offerte importanti per il club e per i calciatori stessi", ha concluso Marino.

Hall of fame Juventus - Leader difesa



LEADER DIFESA - BARZAGLI, THURAM, CANNAVARO, FERRARA, PESSOTTO, CUCCUREDDU. 

Lì dietro non si passa. Non si passa perché loro non ti fanno passare. E puoi sbatterti, correre, attaccare, dribblare, calciare, crossare, fintare. Tanto non si passa perché i leader della difesa sono peggio di un muro: se insisti ti schianti. I leader della difesa sono uomini che guidano se stessi e i compagni, che non giocano da soli ma con tutto il reparto, che hanno appreso l’arte del comando e la usano nei momenti più importanti delle partite. Barzagli, Thuram, Cannavaro, Ferrara, Pessotto, Cuccureddu: bello essere difesi da gente così.

http://www.ddlstorage.com/folder/lCtSlsxFRG

Hall of fame Juventus - Le frecce




LE FRECCE - LICHTSTEINER, CABRINI, DI LIVIO, TORRICELLI, ZAMBROTTA, DE AGOSTINI. 

Sono i messaggeri delle vittorie. Loro scattano sulle fasce, vanno veloci per avvicinarsi alla porta avversaria e consegnare il pallone a chi ha il compito di segnare e di garantire i successi della squadra. Le frecce, terzini o ali che siano, sono armi importanti: le scagli all’improvviso per aprire le difese più impenetrabili e loro, in un modo o nell’altro, trovano la strada giusta per cambiare la partita. De Agostini, Lichtsteiner, Di Livio, Cabrini, Zambrotta e Torricelli sono esempi eccezionali di frecce.

http://www.ddlstorage.com/folder/0EBjXazpYx

Hall of fame Juventus - I Signori del centrocampo




I SIGNORI DEL CENTROCAMPO - PIRLO, DESCHAMPS, BRADY, P.SOUSA, EMERSON, VIEIRA. 

È lì che si vincono le partite: in mezzo al campo, dove il prato sembra un bosco pericoloso; dove a ogni metro c’è qualcuno che vuole prenderti la palla o in alternativa la caviglia. È lì che emergono la testa oltre i piedi, la forza delle idee oltre quella delle gambe. È lì che Andrea Pirlo gestisce il gioco come un raffinato direttore d’orchestra, che Didier Deschamps ha fatto della scivolata un’arte, che Liam Brady ha scritto trattati di geometria, che Paulo Sousa ha tenuto corsi di pressing e intensità, che Emerson ha insegnato senso tattico, che Patrick Vieira ha unito classe e fisicità.

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Hall of Fame Juventus - I guerrieri



I GUERRIERI - VIDAL, DAVIDS, RAVANELLI, BENETTI, TACCHINARDI, BONINI.

Sono i veri idoli dei tifosi perché ne incarnano lo spirito, la voglia di vincere, il piacere di indossare quella maglia, il bisogno quasi fisico di andare oltre ogni limite, oltre la stanchezza, oltre ogni barriera. Sono i guerrieri, ossia quei giocatori che vivono la partita come una battaglia, che non accettano l’idea di perdere, che quando l’arbitro fischia la fine sono privi di energie perché le hanno bruciate tutte in campo. La storia bianconera racconta le gesta di Edgar Davids, Fabrizio Ravanelli, Romeo Benetti, Alessio Tacchinardi, Massimo Bonini. E Arturo Vidal.

http://www.ddlstorage.com/folder/CZ7nKf9jn0

Jovetic: La Juve ha qualcosa in più, se dovessi cambiare squadra mi piacerebbe restare in Italia

Stevan Jovetic ha parlato al Corriere della Sera anche della Juventus: «Ha qualcosa in più delle altre. Non so bene cosa: forse l’unità del gruppo, lo spirito di squadra, la determinazione. O forse, più semplicemente, è partita prima. Questo gruppo lavora con Conte dall’anno scorso. Noi, per esempio, abbiamo cominciato ora. E anche Inter e Roma hanno intrapreso un nuovo viaggio. Entusiasmante, ma serve tempo. Sono concentrato sul presente. L’estate scorsa il presidente Andrea Della Valle mi aveva promesso una squadra forte ed è stato di parola. A Firenze sto bene e la testa è qui: voglio vincere qualcosa con la Fiorentina. A giugno si vedrà. Ci sarà tempo per parlarne. Però se dovessi cambiare squadra, mi piacerebbe restare in Italia. A me piace il vostro campionato. Inoltre conosco il Paese, le abitudini, la lingua. E poi il calcio italiano non lo vedo così depresso: è il più tattico e difficile del mondo. Chi emerge da voi può andare a giocare in qualsiasi parte del mondo. Questa è la vera scuola: la più dura».

Juve, oggi si torna al lavoro: per Conte gennaio è un mese chiave. Subito carichi duri per provare l'allungo decisivo.


Torna al lavoro la dominatrice del calcio italiano. Preceduta solo da Cagliari (che ha ripreso ieri ad Assemini) e Siena (Colle Val d’Elsa), la banda Conte si ritrova questa mattina, a una settimana esatta dalla vittoria di Parma contro il Cagliari. Subito una doppia seduta a Vinovo, e così sarà fino a domenica compresa. Lunedì 31 un solo allenamento, poi testa al cenone. Bontà sua, Conte ha concesso il primo dell’anno libero alla truppa, ma state certi che la convocazione per il 2 gennaio sarà più vicina all’alba che all’ora di pranzo.

Antonio il martello «Non possiamo permetterci di mollare un centimetro», ha sempre detto il Mou italiano, che fra l’altro avrebbe voluto chiudere già ieri le vacanze natalizie, «ma poi i ragazzi, risultati alla mano, mi hanno "estorto" un giorno in più». Le rivali storiche se la sono presa più comoda: Milan in campo fra 48 ore (come la Fiorentina); Napoli e Lazio il 31; addirittura dieci giorni di ferie (raduno il 2 gennaio) per l’Inter, che più o meno fece la stessa cosa l’anno scorso.

giovedì 27 dicembre 2012

«Doria il nuovo Chiellini: che colpo per la Juve»


Doria è della Juventus, scrivono in Brasile. Globoesporte si sbilancia, dicendo che l’offerta è stata aumentata. Nella realtà, si lavora fitto fitto per trovare la formula giusta. Ma in sostanza il giovane difensore brasiliano è stato bloccato dai bianconeri. Jolden Vergette, uno degli agenti del giocatore, ha sottolineato: «Non c’è ancora nulla di definitivo, ma l’operazione dovrebbe andare in porto i primi di gennaio». Il club bianconero vorrebbe lasciare il ragazzo al Botafogo fino al termine della stagione, anche perché adesso sta rispondendo alla chiamata del Sub 20 e quindi per quasi due mesi non sarebbe a disposizione.

IL PREZZO La cifra pattuita con il club di Rio è di 4,2 milioni per il diciottenne, grande promessa verdeoro. Poi, bisognerà affinare l’accordo con le altre parti: il cartellino è suddiviso anche con la banca Bmg (20%) e altri investitori (40%), come ormai è regola nel paese. Quindi, il diciottenne può restare al Botafogo, a meno che una squadra italiana non intervenga nell’operazione per la metà, portandolo subito in Italia.

Lippi: Juve fortissima. Real mi vuole? Fa piacere

Marcello Lippi, attuale tecnico del Guangzhou, é intervenuto a Radio Kiss Kiss Napoli parlando delle indiscrezioni provenienti dalla Spagna che lo vorrebbero sulla panchina del Real il prossimo anno: "Non è affatto vero. Non è che dispiaccia essere accostato ad un club importante come il Real, ma non c'è nulla di concreto. Non so cosa si siano detti Zinedine e Florentino Perez, ho letto anch'io sui giornali ma ho un contratto di altri 2 anni al Guangzhou e lì mi trovo molto bene sotto tutti i punti vista. Non è successo ancora niente, se mi dovessero chiamare ribadirei quanto detto prima, ovvero che sono ancora sotto contratto. Juventus? E' talmente evidente che la squadra di Conte ha qualcosa in più non solo del Napoli ma delle stesse milanesi e delle romane".

Auguri alla Leggenda Bettega


Il 27 dicembre è il giorno speciale per un uomo che la Juventus ce l’ha nel sangue: Roberto Bettega. Oggi, “Bobby Gol” festeggia il suo 62° compleanno.

La vita di Bettega è stata all’insegna del bianconero. Iniziata nel Settore Giovanile, proseguita come trascinatore della Prima Squadra (178 gol, che hanno contribuito alla vittoria di sette Scudetti, due Coppe Italia e una Coppa Uefa) e ripresa poi da dirigente dal 1993 al 2006.

Alla Leggenda Roberto Bettega vanno gli auguri della Juventus e di tutti i tifosi bianconeri.

martedì 25 dicembre 2012

[Video] Natale Con....te






Lo Scudetto simbolo del 2012

L’immagine del 2012 è il triplice fischio finale a Trieste, che sancisce la vittoria dello scudetto e l’abbraccio collettivo con i giocatori, con i dirigenti a festeggiare qualcosa di straordinario che abbiamo fatto quest’anno. La Juve è tornata a vincere perché ha iniziato un progetto. Abbiamo progettato nella maniera giusta. In questo inizio di stagione è proseguito il lavoro iniziato l’anno scorso e penso che abbiamo messo delle ottime fondamenta. Abbiamo voglia di stupire. Ho la fortuna di avere calciatori speciali. Avendo loro non ho paura di niente ed è giusto coltivare il sogno di ottenere il massimo da tutte le cose. Se saremo bravi ad arrivarci avremo fatto qualcosa di super straordinario.

lunedì 24 dicembre 2012

Un “Natale Con…te” su Sky


Sarà un Natale con tanto bianconero quello di Sky. SkySport è pronto a fare un regalo speciale a tutti gli abbonati bianconeri. Anzi, un doppio regalo: uno speciale dedicato ad Antonio Conte e un'intera giornata per ripercorrere il fantastico 2012 della Juventus.

Suggestivo già il titolo per lo speciale dedicato al mister: "Natale Con...te". L'intervista esclusiva, girata nello spogliatoio dello Juventus Stadium, andrà in onda lunedì 24 dicembre (alle 21 su SkySport1HD canale 201 e alle 22.30 su SupercalcioHD canale 205) e il giorno di Natale (alle 17:30 su SkySport1 e alle 24 su Supercalcio).

Per la prima volta uno speciale dedicato a un giocatore/allenatore verrà inserito anche nel servizio On Demand, dunque i tifosi della Juventus abbonati a Sky potranno rivedere l'™intervista realizzata negli spogliatoi dello Juventus Stadium non solo con il decoder, ma anche su tablet, pc e Mac con il servizio SkyGO.

Le sorprese per i tifosi juventini non sono finite: lunedì 24 dicembre su SkySport3 la giornata sarà  interamente dedicata al 2012 dei bianconeri. In "œUN ANNO IN UN GIORNO" verranno riproposte le sintesi delle partite che hanno segnato la stagione vincente della squadra di Conte, le interviste più belle, gli History Remix con le grandi sfide storiche, la rubrica "œI Signori del Calcio" dedicata a Gianluca Pessotto e alla sua Juventus, due speciali sull'addio alla Juventus di Alessandro Del Piero e sulla grande festa per il ritorno a Torino dello scudetto.

Conte esclusivo: Solo Juve. Poi l'estero e l'azzurro


Nella pancia dello Stadium, là lungo il corridoio che conduce agli spogliatoi, dove né le telecamere né i comuni mortali possono buttare l’occhio neppure per sbaglio, sono appese le gigantografie in bianco-e-nero di tutti i capitani della Juventus. Alle pareti, ogni tanto, compaiono anche i graffiti di frasi famose pronunciate dai calciatori che la storia della società più scudettata d’Italia l’hanno scolpita negli annali, dal 1897 a oggi. Proprio di rimpetto allo stanzone della prima squadra c’è spazio per il dettato di Omar Sivori, il Cabezòn: «Qui bisogna lottare sempre. E quando sembra che tutto sia perduto, credici ancora. Alla Juventus non si molla mai». A forza di leggerla e rileggerla, Antonio Conte deve averla fatta diventare la colonna sonora della sua esistenza di allenatore-combattente. In campo e fuori..

Buon Natale, Conte. Era da tempo che ne sognava uno così...
«Un buon Natale, sì. Il bilancio del mio 2012 è più che positivo, sotto tutti i punti di vista. Abbiamo conquistato lo scudetto da imbattuti, siamo arrivati a disputare la finale di Coppa Italia, abbiamo vinto la Supercoppa, concludiamo l’anno in testa alla classifica, negli ottavi di Champions League e nei quarti di Coppa Italia... Insomma, più di così».

Togliamoci subito la grana più pelosa: Scommessopoli. Nemmeno questa vicenda le ha rovinato la festa?
«Assolutamente no. Il primo scudetto da tecnico mi ha regalato una gioia indescrivibile, un trionfo che ha superato in termini di emozioni anche il successo ottenuto in Champions League da giocatore. No, niente e nessuno possono sporcare questa felicità, anche se è stata una vicenda dolorosa che mi ha portato a riflettere e a lavorare su me stesso per costruire qualcosa di positivo. Ora posso tranquillamente affermare di essere più forte».

Agnelli: Il top player? Un giorno arriverà. Pirlo-Pogba-Barzagli i migliori affari. Il ricorso da 443 mln va avanti


Presidente Agnelli, lo sa che avete ucciso in culla il campionato?
«Non è così. Il campionato è deciso quando lo dice la matematica. Mancano 20 partite e non abbiamo ucciso un bel niente».

Uomini chiave?
«Non c’è singolo che possa fare la differenza da solo. Questo è un lavoro di gruppo. Fare squadra a tutti i livelli, questo è il nostro credo. Fare squadra ti consente di far sembrare normale una cosa assolutamente non normale, come quella di giocare quattro mesi senza allenatore. Certo, uno dei nomi è indubbiamente quello di Conte. Ma anche lui non sarebbe stato così importante senza la squadra».

Champions, Celtic buon sorteggio. Obiettivi?
«La Juventus ambisce a vincere sempre. La cosa più importante oggi è ripetersi in Italia. La Champions ci permette di sognare, e ci piace sognare. Ce la possiamo giocare con tutti, fino in fondo».

Giovinco: Voglio rimanere a lungo alla Juve, ma per il rinnovo non c'è fretta.


Il Barcellona è un modello lontano, la cantera bianconera un progetto ma anche un orgoglio. Sebastian Giovinco, in fondo, i primi gol li ha segnati da bambino, tra un dettato, una merenda e una figurina da incollare. Con lui, come lui, Claudio Marchisio e Paolo De Ceglie, che però hanno incontrato meno intoppi, completando la scalata dopo ordinari prestiti in provincia. Sebastian no. Sebastian ha perduto e ritrovato la Juventus. Sebastian ha sofferto il pregiudizio e barattato i sentimenti con la voglia di giocare. Sebastian ha incantato Parma e riacciuffato il sogno: gol e assist ne hanno raccontato il valore, finché la Juve, pur di riabbracciarlo, ha riacquistato la metà del cartellino ceduta. Un sacrificio che si poteva evitare con un filo di coraggio in più, ma l’Italia non è un Paese per giovani e quando Seba partì la nuova tendenza bianconera era all’alba, comunque il club di corso Ferraris è stato ripagato, fin qui, da otto reti e cinque assist, da cento spazi aperti e cento opportunità costruite, da quell’uno contro uno, merce rara, che crea superiorità e cattura falli, propizia punizioni e rigori: l’ultimo, sprecato da Arturo Vidal, venerdì sera al Tardini contro il Cagliari. Semplice, con queste caratteristiche e questi numeri, arrampicarsi nelle gerarchie di Antonio Conte, incredibilmente complicato scrollarsi di dosso critiche prevenute e dubbi appiccicosi.

Pirlo, genio d’artista e cuore da mediano: “Nato per avere la palla”


Per raccontare questa storia dall’inizio e capire perché l’abbiamo scelto come il calciatore che ha segnato di sé il 2012, bisogna tornare a un po’ più di anno e mezzo fa quando Pirlo era stato di fatto “rottamato” (è la parola dell’anno) dal Milan, squadra nella quale aveva giocato dieci anni vincendo tutto quel che un calciatore può sognare di vincere. Fu allora che a Torino gli offrirono una maglia con un passato glorioso e un futuro tutto da conquistare. Pirlo ha preso l’una e l’altro, se li è messi sulle spalle, ha vinto lo scudetto e rottamato i suoi rottamatori. Amen. Vendetta? Rivincita? Non sono parole da Pirlo. Chi c’era, nello spogliatoio di Trieste, alla fine di Cagliari-Juventus, il 6 maggio di quest’anno, quando fu matematico che lo scudetto tornava sulla maglia che più di tutte ne era orfana, racconta che Andrea Pirlo ha pianto. E tanto basta per capire che sotto la corazza batte quel cuore da ragazzo che tutti i calciatori dovrebbero custodire perché il calcio resti il calcio e non altro. Proviamo a cominciare dall’ultimo gol, Juve-Atalanta, domenica, 16 dicembre, minuto 16 del primo tempo. Punizione di prima una decina di metri fuori dall’area, leggermente spostata sulla sinistra. Pirlo calcia, il pallone si alza, supera la barriera, si alza ancora e quando sta per avvicinarsi alla porta come se fosse teleguidato, scende in picchiata e si infila tra palo e traversa.

Juve, contatto Marotta-Marino: per Peluso ballano 2 milioni


Iniziati ufficialmente i contatti fra Beppe Marotta e Pierpaolo Marino per Federico Peluso. La Juve è pronta a chiudere con la formula del prestito oneroso e riscatto obbligatorio a giugno: valutazione complessiva di cinque milioni di euro. L’Atalanta parte invece da una base di sette milioni di euro a livello di cartellino. Troppo per il club bianconero, mala discussione è appena iniziata e i margini sembrano buoni, anche perché i nerazzurri bergamaschi non potranno non tenere conto della volontà del 28enne jolly difensivo di Roma, attratto (e vorremmo vedere) dall’ipotesi bianconera.

Chiesto Burdisso «In linea di massima, ci fermeremo all’acquisto di un solo difensore, nonostante il lungo infortunio di Chiellini», fanno sapere i vertici della Juventus. In realtà, è solo una questione di opportunità. E infatti i sondaggi sono parecchi in queste ore. Per esempio, è stata valutata anche la situazione di Burdisso, che però la Roma giudica incedibile.

domenica 23 dicembre 2012

Juve, AAA rigorista cercasi


Leonardo Bonucci parla da leader. Più forte, più maturo, più sereno. Forse anche più... rigorista a partire dal prossimo anno. Già, in fin dei conti il ritratto caratteriale collima abbastanza con l’identikit del perfetto cecchino dagli undici metri, che deve essere freddo e dotato di personalità. Oltre che in possesso di un “buon piede”, che al difensore-playmaker non manca. «Io rigorista? Non decido io. Ci sono anche Giovinco , Vucinic e Matri . In ogni caso sono a disposizione», spiega lui. E Antonio Conte prende atto, medita. Di sicuro sa che la questione rigori deve essere affrontata, possibilmente risolta visto che la media di errori dal dischetto è decisamente troppo alta: 50%. Con lo sbaglio di Vidal al Tardini il bilancio stagionale sale a 3 occasioni sciupate su 6; mentre quello della gestione Conte nel complesso (stagione 2011-12, stagione 2012-13) sale a quota 5 su 10. Tre errori su tre di Pirlo, due errori su cinque di Vidal. Impeccabili invece Vucinic (1/1) e Barzagli (1/1).

CAMMINO CHAMPIONS Il dato statistico risulta ancor più preoccupante se si pensa al versante Champions. In campionato il divario tecnico tra la Juventus e le altre sembra essere così corposo da far “tollerare” anche qualche svista; in Europa invece l’importanza di un singolo episodio è destinata a crescere in maniera esponenziale. Non ci si può permettere di compromettere il cammino continentale con un rigore sbagliato... Come se non bastasse, non si può nemmanco escludere che prima o poi i bianconeri debbano partecipare alla “lotteria” da post supplementari. A quel punto stilare una lista di battitori basandosi sul criterio dei “meno peggio” non sarebbe benaugurante. MERCATO A partire dalla ripresa degli allenamenti, dunque, Conte torchierà i suoi: esercizi supplementari, full immersion, eventuali modifiche delle graduatorie. Non è escluso neppure che l’abilità dal dischetto possa diventare una discriminante affatto marginale al momento di acquistare un giocatore piuttosto che un altro.

Fonte: Tuttosport (articolo a firma di Fabio Riva)

Juve, Conte vuole Peluso con la Samp! La proposta di Marotta a Marino: 1,5 mln per il prestito e 3-3,5 mln per il riscatto.


Federico Peluso in pole. Più di ieri. La Juventus farà passare il Natale e tornerà dall’Atalanta per l’ultima accelerazione e la definizione dell’affare: 1,5 milioni per il prestito e il riscatto a tra i 3 e i 3,5 milioni. E’ il giocatore che Conte conosce meglio, è la soluzione ideale per gennaio perché non deve far altro che calarsi nello stesso campionato in cui è cresciuto, con un tecnico che ha già avuto per un periodo a Bergamo. E vestire solo una maglia più pesante, in questo momento la più pesante visto che è quella dei campioni d’Italia. Pierpaolo Marino, dirigente navigato, sente l’odore della trattativa e nicchia. «In estate Federico è stato vicino alla Juve. Ora no, o almeno non ancora...». Leggiamo tra le righe... serve qualcosa che possa spingere l’Atalanta a fare il sacrificio a gennaio. E quel qualcosa dovrà farlo la Juve. Anche perché strategicamente Peluso è il top senza essere un top: e non gli si toglie nulla dicendolo, perché alla Juve potrà diventarlo. In un centrocampo a 5 è il quinto a sinistra che non aggiunge troppo nella fase offensiva, in cui serve lo spunto per creare superiorità, ma che in copertura garantisce applicazione e affidabilità, potendo all’occorrenza diventare il terzo a sinistra della difesa, laddove mancherà per un bel po’ Chiellini. Non potendo avere Asamoah, che andrà in Coppa d’Africa e che è un mostro nell’interpretazione tattica di quel ruolo su 70-80 metri di campo, Peluso è un giocatore che in termini di rendimento è in una fascia medioalta nel nostro campionato. Prandelli lo tiene sotto osservazione: tre presenze per lui, Italia-Inghilterra ad agosto e poi nelle qualificazioni mondiali contro Bulgaria e Malta: in quest’ultima gara, a Modena, ha fatto anche gol. E poi risponde anche a quei requisiti umani che in casa Juve contano molto. E poi la concorrenza si sgrana: l’Udinese si tiene stretta Armero, Kolarov costa troppo. I due sarebbero poi esterni puri, non adattabili in difesa.

Fonte: Corsport (estratto dall'articolo a firma di Fabio Massimo Splendore)

sabato 22 dicembre 2012

Progetto Area Continassa


Juventus rende noto che il Consiglio Comunale della Città di Torino ha approvato la Variante Parziale n. 277 al vigente P.R.G. e la proposta per la riqualificazione dell'Area Continassa, contigua allo Juventus Stadium, attualmente in grave stato di abbandono e degrado.

Pertanto, Juventus acquisirà dalla Città di Torino per un periodo di 99 anni, rinnovabile, il diritto di superficie su una parte dell'Area Continassa, pari a 180.000 metri quadrati, e la relativa SLP (Superficie Lorda di Pavimento) di 33.000 metri quadrati, destinati ad accogliere il nuovo Centro Allenamento e Media della Prima Squadra, attività turistico-ricettive, attività per lo spettacolo, residenze private, nonché attività commerciali, di ristorazione e pubblici esercizi di supporto ("Area Juventus").

Il corrispettivo, così come individuato dalla perizia redatta su incarico della Città di Torino, è stato fissato in € 11,7 milioni, che valorizza in € 355 circa al metro quadrato la SLP (in totale 33.000 metri quadrati) e in € 65 al metro quadrato il diritto di superficie (in totale 180.000 metri quadrati).

Sull'Area Juventus sarà inoltre trasferita una SLP di 5.000 metri quadrati già acquisita da Juventus e destinata alla realizzazione di uffici che ospiteranno la nuova sede sociale.

Conte: «Più forti anche della Juve di Capello»


Ai microfoni di Sky Sport HD, nel dopo partita del Tardini, l’allenatore della Juventus Antonio Conte.

Aveva detto ieri che non bisognava sentirsi in vacanza, aveva sentito qualche scricchiolio, soprattutto nel primo tempo?
«No, assolutamente, anche perché la squadra ha risposto benissimo sul campo, anche nel primo tempo, Buffon non ha praticamente fatto una parata, c’è stato un rigore, assegnato, se non sbaglio da Orsato. Questo è stato il Cagliari in tutta la partita. Quindi, grande partita, grande applicazione, è inevitabile che chi gioca contro do noi vuole fare la partita della vita, triplica sempre le forze. Infatti, alla fine, tutti i giocatori del Cagliari erano con i crampi. Questa è la verità».

La classifica dell’anno dice che la Juve è stata nettamente la squadra più forte
«E’ una squadra che oggi ha fatto un record, 94 punti, ha battuto pure la Juve di Capello e basta guardare un po’ che Juve era quella di Capello per capire quello che abbiamo fatto in questa annata calcistica, qualcosa di straordinario, qualcosa di super, di veramente eccezionale, calcolando che siamo partiti da due settimi posti. La classifica parla chiaro, le altre sono tutte chiacchiere. Si dice che quando il lupo non arriva all’uva vuol dire che è amara».

Chiusura da grandi numeri


Un’ultima gara dominata, tanto per gradire. I numeri del post Cagliari-Juventus non lasciano dubbi sull’andamento. Bianconeri nettamente migliori in tutti gli indici del match, in particolare grazie a una grande ripresa giocata in superiorità numerica nella seconda parte.

La supremazia della squadra di Antonio Conte la si riscontra soprattutto negli indici offensivi. Non a caso le reti portano la firma degli attaccanti, quanto mai fondamentali per portare a casa i tre punti. In totale, i tiri in porta sono stati 22 (a quattro), ben 11 dei quali nello specchio della porta (a due) che hanno permesso al portiere rossoblu Agazzi di essere nettamente il migliore dei suoi.

La supremazia territoriale è stata di quasi 15 minuti contro i neppure cinque dei sardi e la percentuale di pericolosità è addirittura del 96,4%! Anche il computo degli angoli (6-1) dimostra il dominio sul campo. Confermato anche da altri fattori come il possesso palla (64% contro 36%) e le palle giocate (669 a 410, con una percentuale di passaggi riusciti dai bianconeri del 71,9).

[Video] Sacchi: La Juve è una squadra straordinaria. Antonio non ti curar di loro, in Italia chi vince non viene perdonato






Ora in vacanza: si torna il 27


E da ieri sera tutti in vacanza. Con la sfida al Cagliari, ultimo impegno del 2012, la Juventus stacca la spina e si gode le festività natalizie in famiglia. Cinque giorni ha concesso Antonio Conte nel varo del programma, che resta rigidissimo: la squadra ritornerà nel quartiere generale di Vinovo per la ripresa degli allenamenti giovedì 27 dicembre, anche se i sudamericani ( Vidal , Caceres e Isla ) godono di un giorno in più di vacanza considerando il doppio volo intercontinentale che devono affrontare. E se qualcuno confidava in uno sconto-premio in caso di vittoria contro il Cagliari, è rimasto deluso perché, nonostante l’1-3, Conte è stato irremovibile.

Marotta: «Cellino ha detto delle cose vergognose»



Botta e risposta tra il presidente del Cagliari, Massimo cellino, e l'ad della Juventus, Beppe Marotta al termine della partita giocata stasera sul neutro di Parma. "Credo che Cellino abbia detto delle cose vergognose - ha tuonato il dirigente bianconero ai microfoni di Sky, replicando a Cellino che aveva criticato la "poca sportivita" della Juventus - Noi ci comportiamo con correttezza e sportività onorando le tre stelle che abbiamo sul petto. Noi abbiamo ricevuto solo un comunicato dalla Lega e noi abbiamo seguito quanto detto dalla Lega". "L'ho detto prima della partita con toni cortesi ed educati, ora lo dico in modo deciso - ha proseguito Marotta - Noi siamo ospiti ed ha deciso tutto la Lega. Trovo solo sorprendente che per due stagioni siamo costretti a giocare su due campi diversi. Noi non ci siamo opposti a nulla, anzi abbiamo subito un danno perchè avevamo prenotato un aereo ed i nostri tifosi hanno perso i biglietti. Il Cagliari non ci ha mai chiesto in extremis di giocare all'Is Arenas. La Lega dovrebbe prendere posizione ed invece tace e si crea questa posizione di ambiguità - ha concluso Marotta - Noi non centriamo proprio niente. Se l'omologazione del campo è arrivata dal sindaco quando la Lega aveva già emanato un comunicato bisogna attenersi al comunicato. Giocare a Parma o a Cagliari per noi non cambia nulla, anzi avremo avuto più tifosi in Sardegna".

[Video] Conferenza stampa Conte post Cagliari-Juventus 1-3



venerdì 21 dicembre 2012

[Video] Interviste post Cagliari-Juventus 1-3

Sintesi Cagliari-Juventus 1-3


Coppa Italia, Juve-Milan mercoledì 9 gennaio


La Lega calcio ha reso noto il programma di quarti e semifinali di Coppa Italia (gli orari saranno comunicati successivamente). Questo il quadro completo

TIM CUP 2012/2013

DATE QUARTI DI FINALE E SEMIFINALI

QUARTI DI FINALE
LAZIO – CATANIA MARTEDÌ 8 GENNAIO 2013 
JUVENTUS – MILAN MERCOLEDÌ 9 GENNAIO 2013
INTER – BOLOGNA MARTEDÌ 15 GENNAIO 2013 
FIORENTINA – ROMA MERCOLEDÌ 16 GENNAIO 2013

SEMIFINALI ANDATA
vincente LAZIO/CATANIA – vincente JUVENTUS/MILAN (*) MARTEDÌ 22 GENNAIO 2013 
vincente FIORENTINA/ROMA – vincente INTER/BOLOGNA (*) MERCOLEDÌ 23 GENNAIO 2013

SEMIFINALI RITORNO
vincente JUVENTUS/MILAN – vincente LAZIO/CATANIA (*) MARTEDÌ 29 GENNAIO 2013 
vincente INTER/BOLOGNA – vincente FIORENTINA/ROMA (*) MERCOLEDÌ 30 GENNAIO 2013

(*) L’ordine delle gare in casa e in trasferta dipende dalla posizione di ingresso nel tabellone della competizione delle due società coinvolte (art. 3.8 del Regolamento della TIM Cup 2012/2013, pubblicato con CU n. 247 del 4 giugno 2012).

Il 6 gennaio la prima del 2013


Se il 21 dicembre - con la gara di stasera con il Cagliari - rappresenta la data dell’ultima gara del 2012 bianconero, il 6 gennaio segnerà l’inizio del 2013 ufficiale. La prima gara dell’anno nuovo, quella casalinga contro la Sampdoria, si giocherà appunto domenica 6 gennaio alle ore 15, allo Juventus Stadium. L’ha deciso la Lega Serie A, che ha comunicato gli anticipi e i posticipi fino alla fine di marzo.

Ecco tutti gli appuntamenti che attendono la squadra di Antonio Conte.

19ª giornata d’andata, Juventus-Sampdoria, domenica 06/01/2013, ore 15
1ª giornata di ritorno, Parma-Juventus, domenica 13/01/2013, ore 15
2ª giornata di ritorno, Juventus-Udinese, sabato 19/01/2013, ore 20.45 (solo in caso di qualificazione alla semifinale di Tim Cup)
3ª giornata di ritorno, Juventus-Genoa, sabato 26/01/2013, ore 20.45 (solo in caso di qualificazione alla semifinale di Tim Cup)
4ª giornata di ritorno, Chievo-Juventus, domenica 03/02/2013, ore 12.30
5ª giornata di ritorno, Juventus-Fiorentina, sabato 09/02/2013, ore 18
6ª giornata di ritorno, Roma-Juventus, sabato 16/02/2013, ore 20.45
7ª giornata di ritorno, Juventus-Siena, domenica 24/02/2013, ore 15
8ª giornata di ritorno, Napoli-Juventus, venerdì 01/03/2013, ore 20.45
9ª giornata di ritorno, Juventus-Catania, domenica 10/03/2013, ore 15
10ª giornata di ritorno, Bologna-Juventus, sabato 16/03/2013, ore 20.45

Cagliari-Juve, più sette e Campioni d’Inverno.


Una Juve tremenda e matura. Avevamo invocato il gol di Vucinic, a secco da tre mesi, ed è arrivato. Ci aspettavamo che la pratica Atalanta fosse risolta in poco tempo, magari già nella prima frazione, cosa avvenuta poche volte in questa prima parte di stagione. Contro l’Atalanta in mezz’ora scarsa, è stata chiusa la partita e Vucinic è andato in gol dopo 2 minuti. L’altra ora di gioco è stata pura accademia, con l’obiettivo di deliziare lo Juventus Stadium e congedarsi dal proprio pubblico, per il 2012, con l’ennesima, sonante vittoria. La Juve annienta l’Atalanta con una prova di forza schiacciante, che spegne le velleità dei bergamaschi dopo pochi secondi dal fischio d’inizio. Vucinic ha dunque ritrovato la via del gol, senza dimenticare gli assist e le maiuscole prestazioni comunque sfoderate sino ad ora. Poi viene Pirlo: destro a giro che sorvola il muro e si infila preciso tra palo e traversa. Una “pennellata” alla “Pinturicchio” per i più nostalgici, un gol del suo repertorio per non scontentare proprio nessuno. La quarta rete in stagione (mai così bene dal 2005/06. Fonte FootballData). Ci si aspettava anche il suo gol. Il 3-0 è opera del “principino” Marchisio. Dopo è alta scuola: espulso Manfredini per doppia ammonizione, cominciano i regali natalizi per l’Atalanta che solo grazie all’imprecisione dei nostri e alla buona prova del portiere Consigli non subisce una goleada: occasioni per Chiellini. Giovinco, Vidal, ancora Vidal, ancora Giovinco, due volte, e Quagliarella. A Giovinco, autore di un’ottima prova, è mancato solo il gol. Ancora due occasioni, trovando prima la risposta di Consigli, poi alzando troppo la mira. Ci provano ancora Pirlo, Asamoah, Quagliarella,Vidal. Ma finisce 3-0. Vittoria che Conte e noi tutti tifosi bianconeri abbiamo dedicato ad Ale&Ricky.

Juve, occhi su Antonio Marin: undicenne croato

Giovani talenti crescono, a tutte le età. Anche a undici anni, come Antonio Marin. E’ un trequartista offensivo del 2001, gioca nella Dinamo Zagabria. E’ considerato il nuovo Halilovic, la nuova grande promessa del calcio croato. E’ stato il migliore in campo nei tornei a Poznan l’8 e il 9 dicembre. La Juve l’ha visto e lo sta seguendo, ha undici anni ma è considerato già una grande promessa. Il calciomercato non ha età.
 



Cagliari-Juventus, ore 20.45: le probabili formazioni.


Quando ancora era al Siviglia, Giorgio Chiellini fu il primo a chiamarlo: «Martin, sono davvero contento che torni alla Juve». Caceres apprezzò parecchio la telefonata e con il primo volo raggiunse Torino insieme al suo agente Daniel Fonseca per mettersi a disposizione di Antonio Conte . Un anno dopo c’è sempre Chiellini nel suo destino. Già, toccherà a Caceres inserirsi nella difesa più forte d’Italia (10 gl subiti) e rendere l’assenza del livornese meno dolorosa possibile. Avrebbe preferito un’altra soluzione per mettersi in luce, ma l’infortunio dell’azzurro gli apre un’autostrada. Per la prima volta potrà giocare con continuità nel ruolo che più gradisce. Marcatore nel terzetto difensivo, come gli capita quasi sempre nella Celeste del maestro Tabarez .

DECISIVO «I Caceres me li tengo stretti», ama ripetere Conte. L’uruguaiano fin qui gli ha risolto tanti problemi: si è sacrificato in posizioni diverse (centrale ed esterno su entrambe le fasce) e spesso si è rivelato pure decisivo sottoporta (vedi gol al Napoli). Ma prezioso si è rivelato soprattutto all’interno del gruppo: pur giocando poco (8 presenze, 4 da titolare) si è comportato sempre da professionista. E non parliamo di un ragazzino, bensì di un difensore che ha vinto la Coppa America con l’Uruguay e che ai tempi del Barça ha alzato la coppa dalle grandi orecchie. Quest’anno tra campionato e Champions ha giocato 388’ minuti, quasi sempre come esterno di fascia. Nel trio davanti a Buffon si è visto con Bologna e Milan, in entrambi i casi al posto di Chiellini.

Juve, l'input di Agnelli è chiaro: arrivare al pareggio di bilancio


San Paolo, due sera fa. Un cronista di O’Globo intervista Willian Borges da Silva, per tutti solo Willian . L’asso brasiliano come tutti i suoi connazionali in forza allo Shakhtar ha attraversato l’Oceano il giorno dopo la sconfitta con la Juve, concedendosi un mese di vacanza prima che in Ucraina riprenda la stagione. A fine gennaio gli toccherà il tragitto inverso. Forse. Perché Willian di tornare nella prigione dorata di Donetsk non è sicuro. Potendo, eviterebbe, come spiega al suo interlocutore brasiliano: «La Juventus e il Chelsea hanno presentato delle offerte allo Shakhtar per il mio cartellino e questo mi dà grandi motivazioni per il prossimo futuro. La società sa che voglio partire, lo sanno tutti. Il presidente ha spiegato che per lasciarmi andar via servono 30 milioni, la mia intenzione è di approdare in un grande club».

IL RINVIO Dunque l’offerta della Juve sarebbe partita. Ci concediamo il condizionale perché la notizia in parte stride con quanto filtra dalla sede bianconera e soprattutto con quanto enunciato da Antonio Conte nei giorni scorsi: («Non possiamo permetterci top player da 30 milioni»). Il prezzo di Willian in effetti è quello, se non addirittura superiore. Il Tottenham ha presentato il mese scorso un’offerta ufficiale che si aggirava sui 20, sentendosela respingere da Rinat Akhmetov , magnate ucraino e creatore del grande Shakhtar di questi anni, che subito dopo ha commentato: «In estate però sarà difficile respingere l’assalto dei principali club europei».

Juve, a febbraio sarà un calendario di fuoco


Oggi la Lega dovrebbe ufficializzare i calendari fino a marzo e la Juventus conoscerà con esattezza la sua agenda. Ma già ieri sera, Antonio Conte faceva i calcoli, inquadrando i due cicli infernali che verranno a crearsi intorno alla doppia sfida con il Chelsea. Perché il sorteggio certamente non sfavorevole per i bianconeri, li costringerà tuttavia a un discreto tour de force. La partita di andata, quella in Scozia che si giocherà martedì 9 febbraio, sarà infatti preceduta da Juventus-Fiorentina, una delle gare più impegnative del girone di ritorno. E’ possibile che la Juventus anticipi non solo al sabato, ma addirittura al venerdì la sfida con i viola per avere un giorno in più per smaltire le fatiche in viste della Coppa. E al ritorno dalla Scozia, Conte si ritroverebbe a organizzare la trasferta dell’Olimpico contro la Roma, altro impegno non esattamente tranquillo per i bianconeri che in poco più di una settimana si giocherebbero una bella fetta di stagione.

RITORNO - E pure la gara di ritorno contro il Celtic, da disputare allo Stadium il 6 marzo, verrebbe preceduta da una trasferta decisamente spinosa al San Paolo di Napoli (probabilmente anticipata a sabato 2 marzo), mentre il dopo avrebbe il più morbido impegno con il Catania in casa.

[Video] Conferenza stampa Conte pre Cagliari-Juventus