martedì 12 febbraio 2013

Anelka tenta Conte: «Io sono pronto»


La capacità di Anelka di passare dal trionfo in Champions col Real, 13 anni fa, alla vittoria dell’Intertoto nella stagione successiva col Psg, è inversamente proporzionale al suo destino nella Juventus, ancora tutto da scrivere, ma volendo già tratteggiabile: dalla morbida durezza delle panchine moderne, comodose che sembrano tante poltroncine - ma pur sempre panchine sono - alla prospettiva di avere la... prospettiva di entrare dentro a 33 anni suonati per risolvere l’arcano di una partita. «Io sono pronto», diceva qualche giorno fa in un’intervista con un giornalista scozzese. «Sta a Conte decidere». Il suo rapporto con allenatori e ct, quasi sempre contorto e nodoso come una pianta di ulivo, potrebbe però conoscere una svolta finalmente morbida nella stagione in corso. Perché il francese, preso come ruota di scorta superlusso ma solo dopo aver bucato gli obiettivi primari sul mercato, potrebbe aver cambiato un pezzetto della sua testa in questi ultimi mesi. E non per il casino che mise su contro Domenech ai Mondiali del Sud Africa, un pandemonio che lo gambizzò davanti ai francesi. Per un altro motivo ancora. Nello Shanghai Shenhua, là dove la Juve l’ha preso, non era solo compagno di Drogba. Per un po’ in Cina ha fatto anche l’allenatore-giocatore, prima dell’arrivo di Sergio Daniel Batista, ex ct dell’Argentina: la qual cosa dovrebbe avergli aperto le strade estreme della maturità, obbligandolo a ragionare in parallelo, anche da motivatore di gruppo.

INTERTOTO Conte lo tiene nel taschino. «Se ho scelto la Juve è anche perché la squadra ha le qualità per vincere la Champions e sarebbe un sogno per me ripetermi dopo la Coppa alzata col Real». Contro il Chievo ha conosciuto la prima panchina in bianconero, contro la Fiorentina ha toccato con le natiche quella dello Stadium. Stasera, in assenza di colpi di scena, partirà di nuovo dal suo personalissimo Intertoto in panca, confidando di approdare davvero in Champions. Così, magari, si comincia a vedere in che stato realmente è. Lo danno in forma, tirato a lucido, motivatissimo. Bene. Siamo qui che aspettiamo.

Fonte: Tuttosport (articolo a firma di M. Bon.)

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