martedì 5 febbraio 2013

Conte agli arbitri: "Stiamo tutti più calmi, io per primo..."


Non c'è un bel clima: l’aria del campionato italiano è satura di tensioni pronte a deflagrare alla prima scintilla. E un errore arbitrale è l’innesco più efficace per esplosioni di notevole impatto mediatico. Antonio Conte ne sa qualcosa e forse è significativo che venga proprio da lui l’invito alla calma e alla collaborazione con gli arbitri da parte di giocatori, allenatori e dirigenti. «Diamoci tutti una calmata» è il succo del suo intervento all’incontro milanese fra i club e i direttori di gara. Un incontro che, al di là di un’infelice scelta della data (mentre i giocatori principali di quasi tutti i club sono impegnati con le Nazionali e la riunione in Qatar dell’Eca impedisce ad Agnelli e Marotta di prendervi parte), ha evidenziato come sia estremamente necessario avviare un dialogo più proficuo fra le parti, in un momento delicatissimo per il campionato. La tensione, per esempio, si è alzata quando Sergio Gasparin , ad del Catania, ha denunciato la «sudditanza psicologica» degli arbitri nei confronti dei grandi club. Il designatore Stefano Braschi non l’ha presa bene, respingendo al mittente le accuse. Ma le scintille del siparietto sono indicative di come gli errori di questa stagione stiano provocando attriti e cattivi pensieri.


SORPRESA! In questo contesto, erano in molti che aspettavano al varco la Juventus. Anzi, forse c’era qualcuno che proprio non se l’aspettava, pensando che dopo le feroci polemiche post Genoa e Lazio i bianconeri snobbassero l’incontro, in qualche modo giustificati dagli altri impegni. E invece Conte, l’unico che poteva rappresentare il club, ha fatto di tutto per esserci. E per portare un messaggio di distensione. Che il tecnico volesse tendere la mano agli arbitri, in fondo, si era già capito dalla scelta di non opporre ricorso alla squalifica di due giornate, rimediata per l’infuocata reazione contro Guida , che alla fine del match contro il Genoa non se l’era sentita di concedere un rigore ai bianconeri per il mani di Granqvist . Mentre la Juventus l’ha fatto per Bonucci (2 giornate) e Marotta (21 giorni di inibizione), Conte ha rinunciato scientemente e si è tenuto le due giornate. Un modo per mostrare il proprio pentimento e cercare un dialogo meno infuocato con i fischietti.

TUTTO CHIARO? L’intervento di ieri è stato perfettamente in linea con quella decisione. Conte ha invitato alla calma colleghi, dirigenti e giocatori. Un invito ovviamente rivolto anche a se stesso, ma che ha voluto allargare a tutti, visto e considerato che non è stato l’unico nell’ultimo periodo ad avere un atteggiamento aggressivo nei confronti degli arbitri e situazioni bollenti si sono registrate su molti altri campi. A partire dal movimentato finale di Milan-Udinese, ricordo piuttosto fresco nella memoria dei presenti. Anche perché Braschi stesso ha approfittato dell’incontro per bacchettare l’arbitro Valeri , reo di aver generosamente concesso il rigore al Milan: «Non era penalty», ha detto chiaramente e pubblicamente Braschi, che si è poi attorcigliato intorno a una complessa spiegazione per giustificare l’arbitro Guida di Juve-Genoa. «Il mani di Granqvist era un episodio al limite, ma non era da rigore», ha detto, salvo aggiungere: «Ma su un episodio simile si potrà vedere fischiare un rigore». Caustico, in questo senso, il tweet di Gianluca Paparesta , l’ex arbitro ora moviolista di Mediaset : «A 8 giorni e 14 ore dall’espisodio contestato i vertici arbitrali spiegano. Tutto chiaro. Anzi no». Molto più tranquillo Conte, che ha accettato la spiegazione, auspicando che ci sia coerenza con questa linea e ha interagito molto con gli arbitri durante l’incontro, domandando anche come sono cambiate le dinamiche fra gli arbitri e gli assistenti di porta, che ora paiono meno “influenti” rispetto a inizio stagione.

LA STORIA Insomma, alla fine Conte ne esce vincitore. Con i complimenti del presidente della Figc Giancarlo Abete («Il suo è stato un intervento di responsabilità») e quelli di Braschi: («Credo che Conte si sia comportato in questo incontro per quello che conosco: anche lui si è accorto di essere andato oltre»). Tutti felici, insomma. Tranne Pulvirenti che la spara grossa, ancora incavolato per Catania-Juve dello scorso ottobre: «Contro la Juventus il Catania ha subito il più grande torto della storia del calcio». Esagerato al Cibali!

Fonte: Tuttosport (articolo a firma di Guido Vaciago)

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