Clamoroso: Alex... Delpierinho, alla brasiliana. Cioè in campo con la maglia color rubro-negro del Flamengo, la squadra che fu tra gli altri di Zico , di Leo Junior , di Romario . Tutto molto poetico, romantico. Intrigante. Ma anche molto, molto concreto. Già, perché i vertici del club di Rio de Janeiro insistono e la trattativa, peraltro già abbozzata in estate, poi ripresa a gennaio, ora decolla. E più nello specifico decolla - meglio, è decollata: ieri - una delegazione ad hoc, composta dal fratello-manager dell’ex capitano bianconero, Stefano Del Piero , e da alcuni agenti che fanno da intermediari nell’operazione. Lo scopo del viaggio a Rio, chiaramente, è quello di approfondire ulteriormente i discorsi, valutare e addirittura definire quelli che potrebbero rivelarsi gli ultimi dettagli di un accordo di durata biennale, secondo il quale Del Piero andrebbe sì a svolgere il ruolo - solito - di attaccante a disposizione del tecnico rossonero Dorival Junior , ma anche di uomo simbolo a livello internazionale, di ambasciatore (ospite) del futebol bailado , in vista dei prossimi campionati mondiali, appunto in Brasile nel 2014. Non è un caso, del resto, che a portare avanti i discorsi per parte carioca sia niente meno che Arthur Antunes Coimbra, in arte Zico. Bandiera del Mengão e monumento del calcio brasiliano. E’ molto amico del nuovo presidente del club, Eduardo Bandeira de Mello , e il suo carisma planetario rappresenta un ulteriore atout a disposizione del Flamengo. Quello che è stato intavolato è un discorso alla pari, tra campioni.
FUMATA NERA Come detto, le avances dei brasiliani non rappresentano una novità in senso assoluto. I primi contatti risalgono alla scorsa estate, a fine giugno-inizio luglio. La partenza di Ronaldinho aveva indotto i vertici del club a mettersi alla ricerca di un nuovo numero 10, di conseguenza fu pressoché inevitabile pensare all’Alex bianconero. Oltre che a Diego Ribas da Cunha (ex juventino anche lui, ma ha lasciato ricordi decisamente meno indelebili) e a Juan Roman Riquelme . Ebbene, Del Piero ed il suo staff erano parsi abbastanza interessati all’ipotesi di un trasferimento in Brasile, ma le parti in causa si erano dovute scontrare con intoppi di marketing e logisitici. Il mercato per gli stranieri chiudeva il 10 agosto, le poche settimane a disposizione non furono sufficienti per definire ogni aspetto del trasferimento e, soprattutto, per coinvolgere alcuni sponsor. Imprescindibili, in Brasile, per portare a termine e sovvenzionare questo tipo di operazioni. Del Piero fu di conseguenza costretto ad accantonare l’ipotesi, concentrandosi invece su altre offerte giunte dalla Svizzera (il Sion), dalla Gran Bretagna (voci su Tottenham e Celtic) e Australia: il Sydney, che poi la spuntò.
FINALE ROMANTICO Ora, a distanza di sei-sette mesi dai primi contatti, i vertici rossoneri sono riusciti a far combaciare tutti i tasselli del caso e sono di conseguenza tornati alla carica facendo leva - per convincere Del Piero - sulle difficoltà che il Sydney sta incontrando in campionato e sul fatto che quella grande esplosione mediatica che in molti si attendevano in realtà non c’è stata. Da una parte gli stadi mezzi vuoti, dall’altra il Maracanã, autentico tempio del calcio da 95 mila posti (per la cronaca: ora l’impianto è in fase di ristrutturazione in vista dei Mondiali, ma da giugno sarà di nuovo agibile). In teoria lo scontro appare abbastanza impari. Pure la stragrande maggioranza dei fan del campione bianconero, quella più “romantica”, a suo tempo s’era entusiasmata all’idea di vedere uno dei più grandi numeri 10 della storia del calcio italiano andare a chiudere la carriera nella patria del futebol bailado , il Brasile. In uno dei club più titolati al mondo, il più vincente del Sudamerica. E, come la Juventus, il più amato. Mutuando il motto che campeggia accanto al simbolo ufficiale del club, o mais querido do Brasil.
Fonte: Tuttosport (articolo a firma di Francyne Veiga Reis)








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