mercoledì 6 febbraio 2013

Hooper sul trampolino Juve


Lo vuole il Tottenham di Villas Boas , che è andato a spiarlo nella partita contro il Dundee United. Lo ha adocchiato pure il Liverpool e si è mormorato dell’interesse di alcuni club spagnoli di seconda fascia. Non solo, il suo nome è stato accostato pure alla Juventus e forse non solo per movimentare l’attesa della doppia sfida con il Celtic di Glasgow. Insomma, i gol di Gary Hooper stanno attirando l’attenzione del grande calcio al quale sembrava destinato già da qualche anno.

IL PACCO Tutta colpa di Fabio Capello . Oddio, magari non tutta , ma Don Fabio c’entra. Stagione 2009-10, nella Championship, la serie B inglese esplodono due centravanti: Andy Carrol del Newcastle e, per l’appunto, Gary Hooper dello Scunthorpe United. Segnano a raffica e mantengono un livello sempre molto alto delle loro prestazioni, sui giornali inizia a circolare il gossip che Capello li sta seguendo e la conferma arriva a novembre, quando il ct dell’Inghilterra ne convoca uno: Carroll. La storia cambia in quel momento: dopo l’esordio contro la Francia, il 17 novembre 2010, a Wembley, le quotazioni di Carroll schizzano e il Liverpool spende 35 milioni di sterline (40 milioni di euro) per ingaggiarlo. Hooper, nonostante finisca la stagione a diciannove gol, stesso numero di Carroll, trova squadra solo nella Premier Scottish League nel Celtic che lo paga due milioni di euro.

VISTO GIUSTO Alla fine, però, l’affare sembra proprio averlo fatto il Celtic. Perché la parabola discendente di Carroll è storia nota (appena 6 gol in 44 partite con il Liverpool, prestazioni sempre più deludenti e il prestito al West Ham, dove non sta facendo molto meglio), mentre sono forse meno note le formidabili statistiche di Hooper che nelle ultime due annate ha segnato 22 e 29 gol, mentre in questa stagione ha già all’attivo l’incredibile cifra di 23 gol in 34 partite, fra campionato, coppa e Champions League, dove Hooper ha firmato quattro reti. Chissà se Capello si è pentito, di sicuro l’ha fatto il Liverpool. Al Celtic si fregano le mani e hanno iniziato a respingere le offerte già durante il mercato invernale. Gli undici milioni di euro che ha offerto il Tottenham sono stati respinti al mittente, con grande scorno dello stesso Hooper che, nel caso di un passaggio al club di White Hart Lane, si sarebbe preso la più grande rivincita della sua vita professionale.

LA DELUSIONE Tifoso del Tottenham, a quattordici anni, Hooper aveva sostenuto un provino con la sua squadra del cuore, dopo aver frequentato la loro scuola calcio. Tutt’ora uno dei ricordi più dolorosi da calciatore: «Mi fecero un provino di venti minuti. Capite? Venti minuti! E mi dissero che non ero abbastanza bravo... Come cavolo hanno fatto a giudicarmi in venti minuti? Fu una grandissima delusione, ma anche un momento cruciale: da lì in poi mi sono impegnato il triplo per dimostrare che si erano sbagliati». Il fatto che il manager di quel club, una decina di anni dopo, stia cercando di strapparlo al Celtic, in fondo, può già essere considerata una piccola vendetta.

I PRECEDENTI Ma i gol segnati in Scozia non pesano di meno rispetto a quelli in Premier? La domanda è circolata fra la critica inglese che ha commentato l’interesse del Tottenham per Hooper. E la risposta è unanime: sì. Molti sottovalutano i giocatori della Scottish League, in quanto campionato non esattamente competitivo, ma ci sono molti esempi di attaccanti che, esplosi lì, si sono ripetuti altrove: l’esempio più clamoroso è lo svedese Henrik Larsson , che, dopo aver segnato una valanga di gol nel Celtic, si è tolto la soddisfazione di segnare pure nel Barcellona. Insomma, su Hooper sono in tanti ad avere certezze.

E POI... Hooper non è altissimo (1,75), ma è fisicamente forte e, soprattutto, è velocissimo. In area spesso schizza fuori dal controllo dei difensori e ha la fondamentale dote di essere sempre al posto giusto nel momento giusto. E sa segnare: «Il gol per me è una ragione di vita», ha spiegato, sintetico ed efficace, come quando si muove sotto porta. La Juventus lo osserva, per il momento per evitare di fargliene segnare uno, poi si vedrà.

Fonte: Tuttosport (articolo a firma di Guido Vaciago)

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