E poi, contro di noi, tutti cercano di fare la partita della vita. A Trigoria ieri tirava aria pesante, con cori ai dirigenti e contestazione ad Osvaldo, per il rigore scippato a Totti. Ma proprio il capitano ha voluto troncare qualsiasi polemica, con un lungo messaggio sul web, indicando il prossimo nemico: «Siamo arrivati alla vigilia di una partita importante e sentita: andiamo ad affrontare una grande squadra». La buona notizia per la Roma è che mancherà un Claudio Marchisio in grande spolvero, squalificato (come Peluso); quella cattiva, che il pezzo di ricambio ha dimostrato di saper far male comunque: Paul Pogba, è stato utile sempre, perfetto a tratti. Tipo con l’Udinese, quando da trenta metri, due volte, aprì la partita, fin lì sigillata come una scatola. Quattro reti in 991 minuti, cioè una ogni 247, ne fanno il centrocampista più prolifico. E felice, se la voglia di giocare l’aveva fatto fuggire da Manchester: «Ferguson non mi metteva mai in campo - ha ripetuto in settimana al «Times» - e mi parlava anche pochissimo, per questo ero frustrato». Conte, al contrario, lo martella di continuo, «bastone e carota». Stavolta a Pogba toccherà il mestiere di mezz’ala, mentre sulla sinistra rientrerà Asamoah, dopo il mese in Coppa d’Africa. L’esterno ghanese ha smaltito viaggio e stanchezza, ed è di nuovo pronto per l’uso. A occhio deciderà ancora il centrocampo: del resto, proprio con quello la Juve ci spianò la partita d’andata: primo gol di Pirlo, su beffarda punizione rasoterra, bis di Vidal (su rigore), in un luna park che finì 4-1. Per ribaltare il destino, il tecnico giallorosso Aurelio Andreazzoli sta testando la difesa a quattro, alla base di un ipotetico 4-2-3-1, anche se da Trigoria escono spifferi di una trincea ancora a tre. Prove tattiche pure per Conte che però s’affiderà al cementato 3-5-2, confermando la difesa che ha retto a Glasgow (Barzagli-Bonucci-Caceres) e limitando i cambi al minimo. Ci saranno altri tempi, le prossime due settimane libere da partite, e altre sfide (in casa con il Siena) per ampliare i cambi: Roma non è posto da turnover.
Fonte: La Stampa (articolo a firma di Massimiliano Nerozzi)








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