sabato 9 febbraio 2013

Juve-Fiorentina, chi ci ama ci insegua.


Solo una squadra al comando. Come sempre, da due stagioni a questa parte. Anzi, potremmo dire come sempre e basta. Una scrollata, un scossone e si torna primi. Da soli, rigorosamente da soli perché abbiamo molto poco da condividere. Specialmente con chi grande lo è stato solo una o due volte in tutta la sua vita di calcio. Gennaio alle spalle, ecco Febbraio e finalmente si torna a vincere. Queste sono le vittorie da grande squadra. Non i 4-0. Una squadra matura e capisce quando è il momento propizio anche sapendo quando è il momento di gestire e difendersi. Una vittoria ottenuta giocando da grande squadra nel primo tempo e soffrendo nella ripresa forgia il gruppo e dà l‘idea di una squadra in grado di affrontare qualsiasi pericolo, qualunque avversario e ogni tipo di difficoltà. Matri e Lichtsteiner nel primo tempo, poi Thereau accorcia nella ripresa nell’unico momento di appannamento della Juve. Una Juve incerottata ma solida, dunque, fa durare solo una notte il sogno del Napoli e si riporta da sola in testa in classifica (52 punti), dove detta legge dalla primavera 2012. Thereau: "Nel primo tempo sembrava che loro giocassero in tredici, avevano sempre un uomo libero” è l’emblema di cosa pensino gli avversari di noi. Ma anche quando la Juve non fa parlare di sé, c’è sempre qualcuno che vuole parlarne.
Mondonico, l'uomo che “poteva non sapere”, afferma che il merito della vittoria della Juve è la tranquillità della squadra per assenza di Conte. Alessio e Carrera in panchina, infatti, hanno una media punti superiore a quella del mister. Squadra che appare più forte, meno stressata e più rilassata con Carrera e Alessio in panchina. Io credo che sia semplicemente una grande grossa gufata. Vorrei proprio vedere se, col mister, in panchina, avessimo perso in quella maniera contro Milan e Inter. Ma oggi, più che di noi, è delle avversarie che voglio parlare. Cominciamo dal Napoli. Napoli primo per 15 ore. Ritentate. Il primato più breve della storia. Forse la prossima volta servirà una spintarella più forte, perché Calvarese non è bastato. Mancato rosso a Grava per un pugno all’avversario, segnalato dal guardalinee e non inflitto dall’arbitro di campo che sicuramente non se la sarà sentita. Mancato rigore al Catania e probabile gol in fuorigioco di Hamsik. Nei commenti post partita, ho visto tanta incoerenza. Soprattutto da parte di quel Cesari che reputa il tocco di braccio di Zuniga senza aumento di volume, dunque giusto non dare il calcio di rigore". Caro Cesari, questa volta non vale la regola dell'involontarietà? Zuniga non aumenta il volume ma si aggiusta il pallone come vuole per controllarlo meglio. Tra l'altro, se non è rigore perchè non aumenta il volume, perchè il tocco di mano di Granqvist non era rigore nonostante l'aumento NOTEVOLE di volume? Quando si considera l'aumento di volume e quando l'involontarietà? A seconda della squadra che si arbitra? E poi Pulvirenti che a fine gara dice: “Arbitrare al San Paolo, per di più con una squadra che lotta al vertice, è complicato. E’ andata come è andata. Quel che è capitato nel match interneo con la Juve non è paragonabile a nessun altro errore. E’ stato un caso unico nella storia del calcio". Dunque: con l'Inter rigore non concesso, col Milan gol subito in fuorigioco, col Napoli abbiamo visto tutti. Ma per Pulvirenti solo con la Juve si è trattato di un episodio grave. Passiamo all’Inter, il cui triplete è stato “un minuto di rumore in una vita di silenzi”. Alla faccia di chi pensa che tra due provinciali non ci sia spettacolo ed emozioni. Dalla vittoria allo Juventus Stadium,  13 punti in 12 partite (3/4/5). Nelle ultime 15 gare di campionato ben 13 volte subito almeno un gol. Crollo verticale, altro che anti-Juve: nelle ultime 7 giornate solo 6 punti (una vittoria contro il Pescara). 5 sconfitte e un pari nelle ultime 6 fuori. Ci vogliono Milito, Samuel e un paio di arbitri, forse. Altro giro altra corsa, la Lazio: ecco cosa succede alle squadre che contro di noi fanno sempre la partita della vita. Seconda sconfitta di fila in campionato e altra anti-Juve…Stabia. Chi di recupero ferisce,di recupero perisce. Anche alla Lazio, Tagliavento non è bastato. Infine, il Milan. Al 93esimo, l’arbitro se l’è sentita eccome! Di concedere un rigore inesistente al Milan da Scudetto di Balotelli. Bella spintarella. Il suo top player, infatti, più che chiamarsi Balotelli, dovrebbe chiamarsi proprio rigore. Uno sguardo anche ai vinti: Pozzo verrà inibito per almeno 2 settimane per le dichiarazioni post-partita o lui può(giustamente, per carità) dire quello che vuole senza problemi? Vi starete chiedendo: “ E la Roma?”. Beh, la Roma non è mica un avversario. Ecco cosa succede a chi parla e straparla di noi invece di allenare. Però sogno Zeman al Palermo, da Zamparini. Ultimi appunti. L'Aia ha fischiato la fine sul caso-Granqvist. Il tocco di mano in area di rigore, nel finale convulso di Juve-Genoa, era regolare dunque non da punire: "Non era calcio di rigore". Questo quello che dice l'Associazione Italiana degli Arbitri nell'incontro con gli allenatori della serie A dopo aver consultato l'Uefa. Stanno dunque facendo passare il messaggio che al di là di qualsiasi regola applicabile e interpretazione, il tocco di mani in area può anche non essere sanzionato. Bene. Sta passando, per l'ennesima volta, il messaggio che SBAGLIARE contro la Juve e pro-rivali giova alla carriera degli arbitri. Sconcertante. Altro messaggio che sta passando è che errori GRAVI come quelli delle ultime settimane non sono puniti. Dunque l’AIA dopo Granqvist e Zuniga sta riabilitando il tocco di mano in area di rigore. A volte penso che certe incomprensibili decisioni arbitrali condizionino veramente il risultano, per quanto umano sbagliare possa essere. Eppure l’arbitro non dovrebbe essere altro che un direttore di gara, in grado di assicurare la massima correttezza, professionalità ed imparzialità. Invece questi arbitri riescono a condizionare l’andamento delle partite e del campionato. Per quanto possa essere umano errare, a volte meglio non decidere se non si è sereni e tranquilli. Sì, perché non sopporto quelli che dicono “non era rigore o si era fuorigioco ma tanto meritava lo stesso di vincere”. Allora ridate i tour ad Armstrong. Ma noi, più forti di tutti. Andiamo a vincere questo campionato. Varrebbe più di ogni Coppa Italia persa e qualsiasi Champions League sognata.
E ora Juve-Fiorentina, la partita che, dopo quella con i partenopei, fa parlare poco il campo e molto la gente fuori dal campo. Odio calcistico? Antipatia calcistica? O entrambi senza l’aggettivo pallonaro? L’fdio tra le due società ha raggiunto il top quest’estate quando, a dire dai viola, la Juve si inserì nell’affare Berbatov quando il giocatore svincolatosi dal Manchester United stava per imbarcarsi alla volta di Firenze con tanto di biglietto pagato dal club toscano per firmare il contratto. A Torino, naturalmente, hanno rispedito al mittente le accuse sostenendo che il campione era libero. Fermato a Monaco alla fine il bulgaro, vero fuoriclasse nel cambiare idea, è tornato in Inghilterra e raggiunto Londra per firmare con il Fulham. Questa pare sia stata l’ultima goccia d’acqua che ha fatto traboccare il vaso della sopportazione tra i due club. Più da parte viola che bianconera, comunque. Dopo Padè, dunque, anche Della Valle pare sia ancora offeso: “ Dopo ciò che è successo nell’ultimo periodo non ci sono i presupposti per avere dei rapporti con la Juventus». Poi c’è quel Jovetic per il quale i dirigenti Viola avrebbero pensato di inserire una clausola nel contratto del giocatore che impedirebbe una sua cessione alla Juventus. Clausola poi smentita dallo stesso presidente  viola, Cognini, che ha parlato di “professionale distacco dalla Juve”.
47 vittorie, 20 pareggi e sei sconfitte: il bilancio degli appuntamenti torinesi tra Juventus e Fiorentina parla decisamente a favore dei padroni di casa. Il dato che si impone è contraddittorio: perché il risultato più frequentemente verificatosi è l’1-0 (ben 12 volte), ma fino al 1965 la gara non aveva mai visto la Juve segnare meno di 3 gol. Di diverso peso sono i gol e i marcatori che sono risultati decisivi nelle vittorie di stretta misura. Nel 1965 è Stacchini a risolvere la sfida con una rete nel primo tempo. Nel 1972 a colpire è Roberto Bettega con un impetuoso colpo di testa. Una rete importante, l’ultima di una stagione per lui sfortunata perché un’infezione polmonare lo costringe a saltare il resto del campionato, dopo un girone d’andata disputato alla perfezione. Nel 1981 si ha il momento topico degli Juventus-Fiorentina finiti 1-0: il gol di Cabrini determina l’assegnazione dello scudetto numero 19 della Vecchia Signora (il Bell’Antonio si ripeterà anche nel 1987). Tre anni più tardi le emozioni si concentrano al novantesimo, quando Vignola si presenta al dischetto e realizza un rigore importante nella corsa tricolore. Anche Sergio Brio, nel 1985/86, iscrive il suo nome nel tabellino dei marcatori che decidono Juventus-Fiorentina. Bianconeri e viola si affrontano alla prima giornata del torneo 1991/92. La sfida è risolta da un colpo di testa di Casiraghi, che lascia impalato il portiere Mareggini. I due Juventus-Fiorentina successivi al pirotecnico 3-2 del 1994/95 vedono la squadra di Lippi prevalere con due colpi di testa: nel primo caso ad opera ancora di Del Piero (che deciderà anche la sfida del 2000), nel secondo è Padovano a superare Toldo dopo soli 9 minuti. Nel primo anno di Capello è Olivera, con una deviazione sotto porta, a determinare la sconfitta della Fiorentina, nella quale gioca un giovanissimo Giorgio Chiellini. Infine, l’1-0 del 2009 vede protagonista Claudio Marchisio, bravo a sfruttare un geniale assist di Alessandro Del Piero. La squadra viola, all’epoca, era guidata dall’attuale Commissario Tecnico della Nazionale, Cesare Prandelli.
È lo spagnolo Borja Valero, finora interprete di una stagione di altissimo profilo, l’unico giocatore dei 21 utilizzati da Montella ad avere disputato tutti i 23 incontri del campionato. Con una presenza in meno c’è il colombiano Cuadrado. Due finora le espulsioni maturate: i colpevoli sono Rodriguez e Aquilani, mentre con 10 ammonizioni è David Pizarro il giocatore che ha ricevuto più gialli. Il goleador della squadra è Jovetic, con nove centri. Dietro di lui vi è l’ex juventino Luca Toni con sette reti. Seguono Rodriguez con cinque, Aquilani con quattro, Roncaglia ed El Hamdaoui con tre, Savic con due e una nutrita schiera di uomini con un gol: Cuadrado, Pasqual, Migliaccio, Romulo, Pizarro. Borja Valero e Ljajic.
Tre vittorie, tre pareggi e cinque sconfitte: il bilancio della Fiorentina lontano dalla propria città non è all’altezza del rendimento casalingo, dove ha conquistato 27 punti su 39. I viola in trasferta segnano di meno (17 gol contro i 24 al Franchi) e subiscono il doppio (18 gol contro i 9 di Firenze). I tre successi sono tutti riferiti al girone d’andata. Genoa, Milan e Palermo. I tre pareggi sono stati maturati a Parma e all’Olimpico di Torino. I cinque stop sono partiti da Napoli, poi Inter, Roma, Udinese e  Catania. Con il successo sul Parma di domenica scorsa, ottenuto davanti al proprio pubblico, Jovetic e compagni sono tornati a conquistare i tre punti dopo che nei primi quattro turni del ritorno avevano raccolto solo un punto sui 12 a disposizione.
Per Juventus-Fiorentina di sabato pomeriggio è stato designato l’arbitro Paolo Silvio Mazzoleni di Bergamo. La Juventus trova il direttore di gara lombardo per la quarta volta in questa stagione. I tre precedenti hanno portato tre vittorie in altrettante competizioni diverse: con il Napoli in Supercoppa a Pechino, a Siena in campionato e in Coppa Italia con il Milan. In totale, sono 12 le gare dei bianconeri con Mazzoleini, con bilancio di sette vittorie, quattro pareggi e una sconfitta. Tra questi non ce ne sono con la Fiorentina. Per l’anticipo dello Juventus Stadium, gli assistenti saranno Giulio Dobosz e Mauro Tonolini. Il quarto uomo Riccardo Di Fiore e gli assistenti d’area Daniele Doveri e Gianpaolo Calvarese. Forza Juve.

Rubrica “Attimi Di Juve” – Profilo Twitter: @eldavidinho94 / Profilo Facebook: Eldavidinho Juve

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