La svolta è arrivata con il loro arrivo. Portava appresso un binomio dialettico: Nuova Politica la denominarono, anche se non erano in lista per un partito. Marotta e Paratici : non il gatto e la volpe, al massimo il regista e l’ala di una società che necessitava di rinnovamento per poter respirare aria a un’altezza adeguata senza avere il portafoglio del Bayern, del Barcellona, del Real, del Manchester United. Cogliamo dagli ultimi fatturati elaborati dalla Deloitte: i madrileni, in testa a quota 512 milioni di euro; poi i catalani, a 483; gli inglesi, sul gradone dei 395 milioni; i tedeschi, volati a 368. All’ottavo posto nel mondo c’è il Milan, con 256. Decima la Juventus targata 2012, 195 milioni (153 nel 2011): grazie anche all’impennata prodotta dallo stadio nuovo, ricavi quasi triplicati tra quelle quattro mura della Continassa. Sulla carta dei conti non ci sarebbe partita. Sul prato e sulla strada del rinnovamento la palla è rotonda e di solito va in buca dal lato del più lungimirante. L’operazione del baby Pogba (preso dallo United in scadenza con un gentile cadeaux di un milione a favore del Manchester per versare olio nel motore dei rapporti tra società) è l’ultimo esempio limite. La solennità indossa invece i panni dell’estremo opposto, quanto a età: Pirlo , chiave di volta di uno scudetto. L’ex milanista si portò il futuro a Torino, visto che a Milano lo coniugavano al passato come un participio.
NUOVA POLITICA La Nuova Politica è qualcosa che va persino oltre l’aggancio del francese e il ratto del rossonero. E’ una strategia gestionale che ha già fatto uscire dalle casse bianconere, a livello di investimenti, una ventina di milioni in 3 anni soltanto per i trenta ragazzi d’oro di queste pagine. Una tattica che ruota attorno a costi e benefici nella stessa misura in cui la semina asseconda il presente, ma soltanto se un giorno riuscirà a dettare il futuro. Poche società in Europa - non diciamo in Italia - hanno allungato le mani su così tanti giocatori di prospettiva quali possono essere definiti coloro che compaiono nella pagina a fianco. L’ultimo - al fianco dell’ecuadoriano Cevallos , il più giovane del gruppetto ingaggiato a gennaio - è Pepic , montenegrino come Vucinic . Toh: e come Jovetic . Ma andiamo per ordine. Il ragionamento obbliga prima a un passaggio logico: che senso ha gestire in proprio o in comproprietà (ma in questo caso mantenendo il bastone del comando, cioè dei destini dei giocatori) che senso ha investire energie e risorse in un numero non solo così ampio di giovani calciatori, ma destinato a ingrossarsi sessione dopo sessione di mercato? Sono partiti idealmente in trenta, a fine dicembre, con vista sul nuovo anno: quelli che la Juventus aveva già in mano, in Primavera a Vinovo o in fase di crescita nei quattro angoli del calcio italiano. Sono arrivati in trentacinque, a fine gennaio: grazie i nuovi innesti rilanciati dal mercato, appunto da Buchel a Pepic, in questo caso viaggiando in ordine alfabetico. Trenta ragazzi d’oro, dal portiere Leali ora a Lanciano a Boakye che sta spingendo il Sassuolo in A con i suoi gol (9). In un modo o nell’altro possono rappresentare tutti il futuro della Juventus. Per qualità oggettiva, se sapranno meritarsi le strisce verticali della prima squadra. Per interesse di bottega, se i loro spostamenti (e quindi i loro cartellini) si riveleranno utili per trovare la quadra economica con un’altra società nella definizione di un trasferimento, di un affare di valore superiore: un pacchetto di denaro non sempre basta quando si vuole dare l’assalto a un giocatore di primo livello, specie sul mercato italiano. Vedi le dinamiche dell’ultima trattativa con la Sampdoria per Poli , in corso di definizione dopo la fumata non candida del 31 gennaio. Farsi in casa i nuovi Buffon e i nuovi Pirlo è un’impresa. Scovarli è l’impresa per eccellenza. E più che un dettaglio è il fatto che la Juventus vanti un osservatore deputato a seguire soltanto i ragazzi di proprietà bianconera in giro per l’Italia. Non ci sarebbe da stupirsi se uno tra Immobile e Gabbiadini , piuttosto che proprio Boakye, possa rubare a Bendtner l’armadietto a Vinovo, in estate. La curiosità porta invece al 19enne Pepic, razzetto di sinistra per la Primavera di Baroni , ala montenegrina in attesa di passaporto tedesco. Bloccato nella scorsa estate. Prelevato adesso attraverso la rescissione del suo contratto in Germania e il versamento da parte della Juventus di 150 mila euro, filosoficamente in stile Pogba. Il suo procuratore è il medesimo di Jovetic. I maligni sostengono che questa mossa potrebbe rivelarsi (anche) un grimaldello per arrivare al campione montenegrino della Fiorentina, sfruttando i rapporti in costante miglioramento con l’agente di Jo-Jo. La Nuova Politica ha bisogno pure di questo genere di fantasia?
Fonte: Tuttosport (articolo a firma di Bonetto-Vaciago)








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