giovedì 28 febbraio 2013

A Napoli con 21 giocatori


Sono 21 i giocatori a disposizione di Antonio Conte per il big match contro il Napoli, anticipo dell’ottava giornata di ritorno.
Questo l’elenco dei convocati, diramato dal tecnico al termine dell’allenamento di rifinitura sostenuto a Vinovo:

1 Buffon
3 Chiellini
6 Pogba
8 Marchisio
9 Vucinic
12 Giovinco
13 Peluso
15 Barzagli
19 Bonucci
20 Padoin
21 Pirlo
22 Asamoah
23 Vidal
24 Giaccherini
26 Lichtsteiner
27 Quagliarella
30 Storari
32 Matri
33 Isla
34 Rubinho
39 Marrone

CdA, approvati i dati del primo semestre


Confermando il trend di netto miglioramento dell’andamento economico, il primo semestre dell’esercizio 2012/2013 si è chiuso con un utile di € 11,3 milioni, che evidenzia una variazione positiva di € 45,9 milioni rispetto alla perdita di € 34,6 milioni dell’analogo periodo dell’esercizio precedente.

Per l’esercizio 2012/2013 si prevede un risultato economico negativo, seppur in netto miglioramento rispetto all’esercizio precedente.

Il comunicato

Anelka si racconta su Hurrà Juventus


Conte è unico, ha una sua personalità precisa. Con lui si lavora molto, gli allenamenti sono intensi, sia tecnicamente che tatticamente». Parola di Nicolas Anelka, uno che di allenatori ne ha conosciuti tanti, in ogni parte del pianeta, ma che è subito rimasto affascinato dai metodi di Conte. Per la sua prima intervista “italiana”, l’attaccante francese ha scelto Hurrà Juventus e i tifosi bianconeri potranno andare alla scoperta dei suoi pensieri e delle sue ambizioni sul numero di marzo del magazine bianconero, in edicola da venerdì.

L’esclusiva con Nicolas è solo una delle “chicche” del nuovo Hurrà, che offre a i lettori anche l’intervista a Federico Peluso, che si sta ritagliando uno spazio sempre più importante nello scacchiere di Conte, e quella Stefano Padovan, bomber della Primavera. Quindi l’esito del concorso “C’è solo un Numero Uno”, grazie al quale i Premium Member hanno potuto scrivere a Gigi Buffon: ha vinto Antonio Valentino, member della provincia di Foggia e la sua poesia trova spazio sulle colonne di Hurrà, così come le due lettere più belle indirizzate al portierone bianconero.

Spazio poi il “Club Day”: il resoconto dettagliato della giornata che ha riunito a Torino, prima della partita con il Siena, oltre 750 tifosi in rappresentanza di 500 Juventus Club Doc di tutto il mondo.

Tutto questo e molto altro nel nuovo numero di Hurrà Juventus, in edicola da venerdì 1 marzo

[Video] Conferenza stampa Conte pre Napoli-Juventus



Napoli-Juventus a Orsato!


Sarà Daniele Orsato l’arbitro di Napoli-Juventus, sfida clou dell’ottava giornata del girone di ritorno. Il fischietto di Schio ha già diretto i bianconeri 14 volte in carriera con un bilancio di quattro vittorie, sette pareggi e tre sconfitte.

Orsato in questa stagione ha già arbitrato una gara dei bianconeri in campionato: quella contro la Lazio dello scorso 17 novembre, terminata 0-0. L’arbitro veneto è però anche quello che, con il triplice fischio dello scorso 6 maggio a Trieste, sancì la fine della sfida contro il Cagliari, vinta 2-0 dalla Juve: era la partita che consegno ai bianconeri lo scudetto.

A Napoli Orsato sarà coadiuvato dagli assistenti Tonolini e Cariolato e dagli arbitri d’area De Marco e Celi. Quarto uomo sarà il signor Niccolai.

Napoli-Juve, su Sky un palinsesto speciale


Napoli-Juventus, ovvero, il meglio del calcio italiano. Venerdì 1 marzo al San Paolo di Napoli si affrontano le due squadre che negli ultimi mesi si sono contese Coppa Italia, Supercoppa Italiana e che ora stanno dando vita ad un testa a testa emozionante in campionato. Non sarà una sfida decisiva, viste le 11 giornate che mancheranno ancora al termine della partita, ma il fascino e l’importanza della sfida sono impareggiabili.

E per un simile evento Sky Sport ha in programmazione un palinsesto speciale, che già da questa sera accompagnerà i telespettatori fino al calcio d’inizio. Oggi, a partire dalle 21 su Sky Sport 1 HD, saranno trasmesse le interviste esclusive a Gianfranco Zola e Pavel Nedved (vedi news). Alle 21.15 appuntamento con “History Remix”, per rivivere tutte le sfide più entusiasmanti tra le due squadre e alle 22.30, da non perdere, “Goal Deejay Speciale Juve-Napoli”, con le immagini dei gol più belli della stagione di Juve e Napoli a ritmo di musica.

Venerdì 1° marzo, poi, sarà “Napoli-Juventus Day”: la programmazione inizierà alle 14 su Sky Sport 1 HD, Sky SuperCalcio HD e Sky Calcio 1 HD, in diretta da Napoli, con uno studio allestito nel cuore della città, che ospiterà Marco Cattaneo, Giancarlo Marocchi e Roberto "Pampa" Sosa, in collegamento con numerosi ospiti, con Torino e con le sedi dei ritiri di Napoli e Juventus, per avere tutte le news sulle formazioni.

Auguri Dino!


Undici stagioni, 476 presenze, sei scudetti, due Coppa Italia, una Coppa Uefa. Questo solo per rimanere al curriculum da giocatore, perché Dino Zoff la Juve non l’ha guidata solo dal campo, ma anche dalla panchina, per due stagioni, in 104 partite, conquistando ancora una Coppa Italia e una Coppa Uefa.

Certo, SuperDino non è un patrimonio solo bianconero, ma di tutto il calcio italiano e la Coppa del Mondo, alzata a Madrid nell’82 da capitano della Nazionale, ne è la testimonianza più forte. Della Juve però ha sempre incarnato i valori di uomo sobrio, educato e vincente. E oggi che compie 71 anni, tutta la Juventus e i suoi tifosi gli rivolgono i più sinceri e affettuosi auguri.



Buon compleanno Dino!

Giovinco : “Non capisco le critiche: anche io sono la Juve”


Giovinco, domani sera c’è Napoli-Juve: è la partita più importante della sua carriera?
«Non credo. Affrontiamo una grande squadra, la più vicina a noi in classifica, ma non sarà decisiva».

Neanche se vince la Juve?
«Nove punti sarebbero un bel vantaggio, manel calcio nulla è mai scontato».

Il Napoli le sta antipatico come a Marchisio?
«C’è una grande rivalità, soprattutto negli ultimi anni. Ma finisce lì. Anche Claudio si riferiva a questo. Io poi a Napoli ho molti amici».

Miglior marcatore della squadra (11 gol), secondo più impiegato (34 presenze) dopo Barzagli: che stagione è stata fino a questo momento per lei, tornato da protagonista alla Juve?
«Positiva, per quello che ho fatto io e ha fatto la squadra. Sono cambiate tante cose. I numeri sono dalla mia parte».

Perché non indossa il 10?
«Mi piaceva il 12».

Sia sincero: la maglia di Del Piero non l’attirava a inizio stagione?
«Non penso a queste cose, solo a vincere».

Marchisio : «A Napoli solo per vincere. E in Champions sogno di sfidare il Milan ai quarti»


Claudio Marchisio, lei è razzista?
«No».

Però, si dice che i napoletani le siano poco simpatici...
«Assurdo, mai vista una strumentalizzazione simile. In quell’intervista a Style, di fatto, indicai il Napoli come avversaria più credibile e pericolosa della Juve. Da due anni ci giochiamo tutto in Italia, le nostre partite sono sempre state durissime, comela finale di Coppa Italia e la Supercoppa in particolare. E’ normale che oggi sia questa la sfida che fa scattare qualcosa in più dentro a un giocatore. Io parlavo del Napoli squadra, non dei napoletani o di Napoli città. Ai tempi di Mancini e Mourinho, per esempio, i giocatori dell’Inter nemmenoconsideravano la Juve o il Milan, era infatti la Roma l’avversaria in assoluto, la rivale con la "erre" maiuscola. E lo stesso, probabilmente, valeva per i giallorossi. A volte la marea di internet diventa davvero incontrollabile, e meno male che più di un rappresentante del Napoli ha capito il mio pensiero».

Chi per esempio?
«Beh, penso a Mazzarri, e anche a Maggio. Christian mi ha subito difeso, è stato carino, mi conosce bene. L’ho anche chiamato telefonicamente per ringraziarlo. Però, ripeto, è stato tutto assurdo, e pensare che a me Napoli mette sempre di buonumore...».

Vucinic: Conte mi martella: fai goal! Pogba? Talento mai visto. Jovetic? Lo vorrei alla Juve


"Se battiamo il Napoli non si chiude il discorso scudetto,bastano due cali di tensione come a Roma e ti ritrovi a +3, il Napoli mi ispira gioco sempre bene,Cavani?è il più forte ma non gli invidio nulla.Balotelli o Pogba?mi tengo il nostro..mai visto tanto talento in un ragazzo così giovane:se cresce tranquillo diventa un fenomeno.In nazionale ho un intesa perfetta con Jovetic,mi piacerebbe venisse alla Juve ma di questo si occupano Marotta e Paratici.La Champions?se giochiamo da squadra non temiamo nessuno ne Bayern ne Real..il milan?già battuto.Quale è il concetto che mi ripete sempre Conte?di fare goal..me lo urla sempre durante la partita"

Tuttosport

Napoli prepara la sua notte: città nel pallone per la Juve


Oggi mezza giornata, per i dipendenti comunali che lavorano allo stadio San Paolo. A Walter Mazzarri è venuta la fissa delle spie e sta chiedendo che vadano tutti quanti a casa prima, per sgombrare il campo alla blindatissima rifinitura degli azzurri. Lontano dall’inespugnabile bunker di Castel Volturno, circondato da steward e teloni anti binocolo, il sospettoso allenatore del Napoli non si sente evidentemente al sicuro. Ma il sopralluogo top secret a Fuorigrotta è un’esigenza, per la squadra: c’è infatti da testare il nuovo manto erboso, piantato a tempo di record per la super sfida di domani sera contro la Juve. De Laurentiis non ha badato a spese e ha fatto arrivare le zolle dal migliore vivaio del Nord Est: 200 mila euro sull’unghia, anche per non sfigurare sotto gli occhi di mezzo mondo. Le tv straniere che trasmetteranno in diretta la partita sono una ventina, tra cui ESPN, Al Jazeera e Canal Plus. C’è in palio una fetta di scudetto. Al San Paolo non capitava da un bel po’: per l’esattezza da 23 anni. E il blitz in città di Maradona ha dato un’altra spolverata all’amarcord, anche se Dieguito è ritornato a Dubai e non vedrà dal vivo la partita. Prima di andarsene ha dato la carica alla sua ex squadra, però. «Il Napoli può vincere: è sicuro». E ha sfidato i chili in sovrappeso e la forza di gravità per fare felici i tifosi, danzando con loro. «Chi non salta juventino è».

[FOTO+VIDEO] Juventus Stadium: finalmente si usa il 'sole artificiale'



Bollettino medico: Pepe operato

Nella tarda serata di oggi Simone Pepe è stato sottoposto a intervento chirurgico di asportazione delle calcificazioni muscolari del semimembranoso della coscia sinistra.

L'operazione è stata effettuata dal professor Franco Benazzo, presso il Policlinico San Matteo di Pavia.

Juventus.com

mercoledì 27 febbraio 2013

Uefa.com : Buffon, quando un portiere vuol dire fiducia


"La differenza tra me e un portiere di serie B o C credo che sia impercettibile per quanto riguarda la capacità di parare o di effettuare uscite. Quello che cambia al limite può essere la sicurezza che riesci a trasmettere alla squadra".
Poche parole per centrare il punto. "L'ultimo baluardo", "l'uomo più solo in campo", sono tanti i modi in cui l'estremo difensore viene descritto, ma questa dichiarazione - che per la cronaca appartiene a Gianluigi Buffon - sintetizza al meglio la filosofia di chi sta in mezzo ai pali. Perché portiere vuol dire, soprattutto, fiducia. E chi meglio di Buffon è in grado di infonderla ad un reparto difensivo? La prova provata va ricercata nella sfida di campionato di domenica, vinta 3-0 dalla Juventus contro l'AC Siena. Nella ripresa, con i Bianconeri già in vantaggio per 2-0, Buffon ha impedito ai toscani di rientrare in partita esibendosi in uno strepitoso intervento su Innocent Emeghara. Molti obbietteranno che non è certo la prima volta per lui, ma l'attenzione va focalizzata non tanto sul gesto, quanto sul momento. Già, perché dopo un'ora passata di fatto da spettatori - come nel caso di Buffon, fino a quel momento inoperoso - rimanere concentrati è un'impresa dannatamente complicata. Di quelle che riescono solo ai grandi portieri.

CNN : Bonucci miglior difensore della Champions!


E' Leonardo Bonucci il miglior difensore dell'attuale edizione della Champions League. E' questo il risultato, per certi versi sorprendente, di un sondaggio indetto da 'World Sport', uno dei maggiori blog della CNN, il famoso network televisivo statunitense.

Gli utenti hanno assegnato allo juventino circa l'82% dei voti. Alle sue spalle, molto staccati, il portoghese Pepe del Real Madrid (9%) e il tedesco Mats Hummels (8%), in forza al Borussia Dortmund.

I tre facevano parte della lista ideale stilata da Marcel Desailly, ex giocatore del Milan e della Nazionale francese, che ha speso belle parole per il nazionale azzurro: "Bonucci è imperioso, l'ho osservato più volte dal vivo e mi ha sempre impressionato per il suo senso della posizione, per la capacità di lottare e per le sue doti in fase di impostazione".

Insomma, l'ex Bari, a giudizio di Desailly, rappresenta il prototipo del difensore moderno. Buon per la Juventus e per la Nazionale, che fanno molto affidamento sulle sue qualità.

Pirlo: "Napoli-Juve non sarà decisiva. Le sconfitte? Sempre per colpa nostra: nessuno ci è mai stato superiore."


Andrea Pirlo, Napoli-Juventus è davvero una sfida scudetto o è soltanto un pretesto perché il campionato non precipiti nella noia già all’inizio di marzo?
«No, è una sfida scudetto a tutti gli effetti. Anche se non sarà decisiva».

Lei ha una certa abitudine alle partite di alto livello: questa è tra le più importanti della sua carriera?
«Non la metterei tra le prime. Non è a fine stagione, non stabilirà delle certezze, dopo che l’avremo giocata ci sarà ancora spazio per qualunque genere di ribaltone. È una partita importante, ma non così tanto da circondarla di clamore».

Avverte eccitazione almeno tra i suoi colleghi più giovani?
«Siamo molto tranquilli e l’abbiamo dimostrato anche domenica contro il Siena. Sappiamo quello che dobbiamo fare, sapevamo che prima bisognava vincere quella partita. Al Napoli abbiamo cominciato a pensare soltanto da lunedì».

Comunque andrà, resterete abbondantemente in testa: perché la Juventus è così superiore?
«Perché abbiamo il vantaggio di giocare assieme da un anno e mezzo, le cose che proviamo ci riescono sempre meglio, ormai andiamo a memoria. Però è sempre difficile rimanere ad alto livello. Quest’anno abbiamo perso diverse volte».

Si può dire che sia sempre successo per colpa volta vostra?
«Direi di sì, certe partite non le abbiamo affrontate nella giusta maniera e finora nessuno si è dimostrato migliore di noi. Ma non bisogna mai sottovalutare l’avversario, altrimenti di rischia di perdere contro chiunque».

Dinamite Pogba, nessuno come lui nella storia Juve


Tutte le volte la stessa storia. Paul Pogba sostituisce uno dei tre intoccabili del centrocampo e a fine gara il commento di solito è questo: «Adesso come si fa a lasciarlo fuori alla prossima partita?». Si fa, perché Antonio Conte non è il tipo che si impressiona facilmente. E poi il tecnico sa benissimo che nel processo di crescita di un giovane campione anche le giornate passate in panchina a studiare Pirlo, Vidal e Marchisio sono importanti. Però Pogba è già in un’altra dimensione e non si può ignorare che il suo status non sia più quello di riserva: Paul è un titolare che per scelta dell’allenatore e per la grande concorrenza spesso inizia le partite dalla panchina. Domanda: Pogba giocherebbe dal primo minuto nel Napoli, nel Milan, nella Lazio e nell’Inter? La risposta è sì. E in attesa di verificare gli effetti della sua esplosione sulle strategie di mercato bianconero (se arrivasse un’offerta irrinunciabile a questo punto Vidal potrebbe essere ceduto), è inevitabile chiedersi il peso che il francese potrà avere nella volata-scudetto e valutare il suo valore dando anche un’occhiata al passato.

Che cifre Finora Pogba è sceso in campo in 25 delle 38 partite stagionali della Juve: è il decimopiù utilizzato insieme a Matri, quindici volte è stato titolare (dodicesimo della rosa). In totale ha giocato 1.497 minuti e anche in questo caso sono undici i compagni rimasti di più in campo a dimostrazione che Paul è davvero il dodicesimo uomo. Un altro numero che impressiona riguarda i gol: già 5, di cui pesantissimi quello nel recupero di Juve-Bologna e la doppietta apriscatole con l’Udinese. Pogba ha una facilità di calcio impressionante, usa entrambi i piedi ed è anche molto rapido con le caviglie: la preparazione per la conclusione vincente contro il Siena ha evidenziato proprio la velocità di esecuzione che ha messo fuori causa sia il difensore sia il portiere anche perché è riuscito a calciare quasi contro tempo.

Barzagli-Bonucci-Chiellini, l’assicurazione per Conte


Giorgio Chiellini ieri non si è allenato con i compagni, ma a Vinovo c’è cauto ottimismo. Il difensore della Juve e della Nazionale ha evitato di correre rischi e per precauzione ha svolto una seduta differenziata. Lo staff medico e quello atletico hanno studiato per lui un programma di avvicinamento alla grande sfida di venerdì e al momento è probabile la convocazione di Chiellini. La partita di Napoli, però, si gioca tra due giorni e il difensore bianconero ha solo gli allenamenti di oggi e domani per testare la caviglia destra, che si era gonfiata domenica subito dopo uno scontro fortuito durante Juve-Siena e che non si è ancora sgonfiata del tutto. Se anche stamattina Chiellini non dovesse scendere in campo, allora scatterebbe l’allarme e Conte comincerebbe a pensare al piano B, che prevederebbe probabilmente Peluso sul centro-sinistra. Ma in casa bianconera persiste un certo ottimismo sul pieno recupero di uno dei leader della squadra.

Super difesa Contro il Napoli la fisicità e l’esperienza di Chiellini risulterebbero molto preziose. E poi la possibilità di schierarlo insieme a Barzagli e Bonucci renderebbe Conte probabilmente molto sereno, almeno per una questione statistica. La Juve è in assoluto la squadra meno battuta della Serie A: 17 gol incassati in 26 partite (0,65 a gara). L’unico ad avere un rendimento simile è proprio il Napoli che ha preso 21 reti. Ma quando Conte ha potuto schierare i tre centrali titolari (appunto Barzagli, Bonucci e Chiellini) le cose sono andate ancora meglio: 10 incontri, una sola sconfitta (con l’Inter), 6 gol subiti (0,6 a gara), ma solo una volta con più di una rete al passivo (sempre contro l’Inter). In pratica, se escludiamo la serata storta con i nerazzurri, la difesa titolare della Juve ha incassato 3 reti in 9 partite. E nelle cinque esibizioni in Champions la storia è molto simile: 3 gol al passivo, 2 dei quali a Londra contro il Chelsea grazie a una sfortunata deviazione di Bonucci su tiro di Oscar e a una prodezza dello stesso Oscar. Una specie di bunker, insomma, cui troppo spesso però è mancato un pezzo.

Il duro Vidal alza il muro: "Napoli attento, a noi campionato e la Champions"


L’isola di Arturo è la Juventus. E su quest’isola Arturo Erasmo Vidal Pardo, 26 anni il 22 maggio, sta a guardia del muro (perché il mondo è pieno di muri e su ognuno c’è un uomo con il fucile). Fuor di metafora, in una squadra c’è sempre bisogno di uno così, avanti e indietro a tappare i buchi e a mettere la freccia. Alla Juventus il ruolo è suo; Arturo, però, ribalta immediatamente questa immagine di aggressivo azzannatore di spazi e di caviglie, descrivendosi, lontano dal furore agonistico, come un tranquillo padre di famiglia, dedito a moglie, figlio, biliardo e bowling. Tempo (e Conte) permettendo. «Quando sono a casa mi piace giocare con mio figlio Alonso — no, il nome non c’entra con la Formula 1 — che, per ora, al pallone preferisce i supereroi, adesso è Spiderman; o guardare un film di Steven Seagal con mia moglie Maria Teresa». Azione sempre e comunque. E se invece si concedesse un momento vero di relax? Dica l’attrice con cui andrebbe a cena. «No, no, per favore, se lo sente mia moglie mi ammazza...». Via, Arturo Vidal non ha paura di niente. «Solo in campo, in realtà sono un buono». Si fa fatica a crederlo con la cresta che pare la criniera di un elmo. Vidal è il guerriero di Madama. Il soprannome gliel’hanno dato a Leverkusen, dove è arrivato nel 2007 dal Colo Colo, Santiago del Cile. Gli occhi stanchi, ma nel cuore il sereno. Nessuna nostalgia per quello che si era lasciato alle spalle. «È stato un viaggio lunghissimo, non finiva più. Venti ore.

martedì 26 febbraio 2013

Conte premiato: l'allenatore della Juve è "da sogno"

Antonio Conte continua a collezionare premi prestigiosi. Dopo quello assegnatogli dall’Aic, dopo la Panchina d’oro, ecco allora l’”Allenatore dei sogni”. A scegliere il tecnico bianconero -scrive juventus.com- come successore di Walter Mazzarri, che aveva vinto l’edizione precedente, sono stati i ragazzi che hanno partecipato al 41° torneo “Città di Arco - Beppe Viola”, riservato alla categoria Allievi. Conte ha ricevuto il riconoscimento questa mattina a Vinovo, prima di guidare l’allenamento.

Conte, aria di rinnovo per il progetto Europa


Il tavolo è pronto, va solo apparecchiato con un nuovo accordo. La Juve ha blindato Antonio Conte nella scorsa primavera con un triennale che scadrà nel giugno 2015, ma le parole del tecnico leccese nel dopogara con il Siena sono la conferma indiretta che qualcosa si sta muovendo in corso Galileo Ferraris. Il rapporto di fiducia con il presidente Andrea Agnelli e il management bianconero è intatto. Ma le ultime parole di Conte confermano che all’orizzonte non tutto è come prima. Anche se in via indiretta il Chelsea ha sondato la disponibilità dell’allenatore che ha riportato lo scudetto dopo anni di magra per il popolo bianconero. Lui ha preso tempo, ha solo la Juve in testa e nella sua forma mentis non c’è spazio per le scorciatoie: la voglia di riportare la sua Juve anche sul tetto d’Europa viene prima di tutto. Ciò non toglie, però, che prima o poi lo lusinga l’idea «di fare un’esperienza all’estero». Esattamente quel che ha confessato in sala stampa nel dopo-Siena. E questa ammissione permette di capire come da qui a fine stagione il dialogo tra la guida tecnica juventina e i vertici societari verterà proprio su come pianificare al meglio il futuro insieme.

Quei fischi a Giovinco nascono dalla storia bianconera

Sebastian Giovinco se ne faccia una ragione: i tifosi della Juve hanno fischiato perfino Zinedine Zidane. E allora vale tutto, perché criticare Zizou su un campo da calcio è come bestemmiare in chiesa. Non si può, semplicemente. E nulla può giustificare chi lo fa. Giovinco c’è rimasto male anche perché non è la prima volta: arrivare dal vivaio non lo aiuta esattamente come non ha aiutato De Ceglie, preso di mira qualche settimana fa. E nel marzo 2012, quindi due mesi prima dello scudetto, furono sonoramente fischiati Bonucci (oggi un idolo) e Vucinic. Insomma, capita. Ma perché?

Pretenziosità Detto che succede un po’ dappertutto perché le logiche del tifo spesso sono... illogiche, il popolo della Juve ha delle specificità che è il caso di analizzare visto l’appello di Conte, la rabbia di Giovinco e le polemiche che gonfiano la Rete. Il tifoso della Juve non ha una localizzazione precisa: è dappertutto. E il giorno della partita basta percorrere la tangenziale di Torino in direzione Stadium per accorgersi della variegata provenienza dei pullman: chi affronta viaggi lunghi poi «pretende» di vincere e possibilmente di divertirsi. L’ottimo lavoro tecnico-filosofico di Conte ha sviluppato, ahilui, la pretenziosità del pubblico che (per fortuna) non si accontenta più solo del risultato ma (purtroppo) a volte esagera nel dissenso come se pagare il biglietto fosse il lasciapassare per ogni tipo di sfogo. Il tifoso della Juve che non va allo stadio, invece, è più dolce nei giudizi e ieri sottolineava l’importanza dei risultati per applaudire lo sfogo di Conte e difendere Giovinco (capocannoniere stagionale: giusto ricordarlo, anche per comprendere meglio la sua stizza). Seba, però, si è giocato un’altra fetta di simpatie con quel ditino davanti alla bocca: i contestatori si zittiscono in modo diverso, con il sorriso e i gol decisivi.

Palazzi «chiama» Conte e Ranocchia


Quando il 14 febbraio la Procura federale stilò il primo calendario delle audizioni sul secondo filone barese per le presunte combine di Bari-Treviso 0-1 (maggio 2008) e Salernitana-Bari 3-2 (maggio 2009) lo avevamo messo tra le possibilità che aveva Stefano Palazzi per la sua inchiesta: Antonio Conte (l’11 marzo) e Andrea Ranocchia (il 7, ma l’Inter gioca in Europa League: l’udienza sarà rinviata), i nomi più «pesanti» che erano usciti dalle carte della Procura di Bari, sono stati convocati. Con loro altri 31 tra dirigenti, calciatori e tecnici saranno sentiti nei nuovi uffici federali di via Campania.

Posizioni diverse Conte è stato sentito dalla Procura di Bari solo come persona «informata dei fatti». Ma il capo della Procura, Antonio Laudati, e i sostituti Ciro Angelillis e Giuseppe Dentamaro hanno pensato a un suo coinvolgimento. Anzi ne hanno apprezzato la collaborazione «a capire la filosofia dello spogliatoio» per poter valutare con maggior attenzione le posizioni dei singoli calciatori. La Procura federale dovrebbe avere nei suoi confronti la stessa posizione. Nessun calciatore in questi documenti (e parliamo innanzitutto delle dichiarazioni ai magistrati baresi) ha mai detto che Conte sapesse o fosse stato in qualche modo informato delle due presunte combine. Anzi uno dei principali pentiti, Marco Esposito, aveva anche inviato ai magistrati pugliesi un fax con cui spiegava la totale estraneità di Conte, dopo alcune voci trapelate sui giornali di sue dichiarazioni.

lunedì 25 febbraio 2013

Agnelli: «Vincere è la nostra essenza»


Giornata di festa per la Juventus, che ieri ha fatto il suo dovere sul campo e si è portata a + 7 sul Napoli, in attesa del confronto di questa sera fra azzurri e Udinese. Ma ieri è stata una mattinata di festa anche per i circa 800 tifosi in rappresentanza dei club bianconeri di tutto il mondo, compresi Australia, Dubai e Russia.

A Venaria Era il «Juventus club day», ospitato dal teatro Concordia di Venaria. E ad accogliere il popolo juventino c’era tutto lo stato maggiore di corso Galileo Ferraris: Andrea Agnelli in testa, ma anche gli amministratori delegati Marotta e Mazzia, oltre a Pavel Nedved, idolo mai tramontato. «La mia famiglia celebra i 90 di legame con la Juventus — ha detto dal palco il presidente —, nessuno come noi in giro per il mondo. Dal punto di vista personale, quando sono arrivato nel 2010 ho trovato una tifoseria divisa e una squadra da ricostruire. Abbiamo lavorato sodo, e lo scudetto dell’anno scorso ha un sapore particolare, dolcissimo, perché è stato il primo dopo i fatti del 2006. La Juve esiste solo per vincere, è la nostra essenza». Nedved, poco più in là, annuisce e rilancia: «State tranquilli, non ci fermiamo certo qui».

Fonte: GdS (articolo a firma di Mirko Graziano)

domenica 24 febbraio 2013

[Video] Conferenza stampa Conte post Juventus-Siena 3-0



[Video] Interviste post Juventus-Siena 3-0



Sintesi Juventus-Siena 3-0


Live Meteo da Torino: Juventus-Siena sotto la neve?

Nevicata notturna su Torino con 5-10 centimetri di neve. Al momento non sta nevicando e tutte le strade che portano allo stadio sono pulite. Il regolare svolgimento della partita non è in discussione e anche grazie al nuovissimo stadio non ci sono problemi per il pubblico.


Foto dello Juventus ClubMalta Cuore Bianconero alle ore 8.15


Foto dello Juventus Club Massa ore 9.24





Fonte: Tuttojuve.com-Vecchiasignora.com

Juventus-Siena, ore 15.00: le probabili formazioni.


Giovinco, ultima chiamata? Dal canto suo, Conte non ha trascurato nulla nell’avvicinamento alla gara di oggi. Indigestione di video a inizio settimana, massima attenzione ai movimenti dei toscani e a quella zona, corsia di sinistra del fronte offensivo senese, da dove nascono gol e riscossa dei ragazzi di Iachini. E allora «zero calcoli, non mi interessa il numero dei diffidati, in campo ci va la Juve migliore, senza pensare al Napoli: in palio ci sono sempre tre punti, a prescindere dell’avversario». E’ dall’allenamento di giovedì che a Vinovo si lavora sulla tattica. «Chiellini parte dalla panchina, Caceres non recupera e Vidal non è al meglio», spiega il 43enne leccese. Gli altri però ci saranno tutti, compresi i diffidati di lusso, ovvero Barzagli, Pirlo e Matri. Ballottaggio, in avanti, fra Giovinco e Vucinic, con l’azzurro favorito e quindi di fronte a un esame importante, forse decisivo: i fischi non sono più una rarità, anche al minimo errore; occorrono quindi gol pesanti e prestazioni da vero Giovinco.

Fonte: GdS (estratto dall'artioclo a firma di Mirko Graziano)

Juve-Siena, ennesima prova


Le fatiche di Champions hanno riportato ancora sulla Terra la Juve, per la 4° volta in Campionato. All’ Olimpico paga pegno al cospetto di una Roma che ha dimostrato di aver studiato tatticamente la Juve in settimana. È uno scotto che non può essere imputato a presunte arroganze di squadra, piuttosto alle prestazioni post Champions che andrebbero migliorate, certo. Forse la prestazione di Champions molto “sulla difensiva” non era stata né cercata né voluta dal mister, col senno del poi. Forse la squadra non è ancora uscita del tutto da un periodo di forma altalenante. Ma la sconfitta ha messo ancora una volta in evidenza i limiti di una rosa non ancora all’altezza del doppio impegno(il mister stesso ha detto che “Non abbiamo le giocate dei singoli per risolvere certe gare ma ci serve il gioco totale") e di un sistema di gioco da applicare sempre al massimo delle forze fisiche e mentali perché risulti sempre efficace. Sono ordini di Conte quelli di allargare tatticamente le mezzali per creare superiorità sulle fasce e fare spazio agli attaccanti. Questo poi scopre la difesa e provoca enormi buchi all‘interno di essa e pericolosissime ripartenze degli avversari, come capitato spesso nel mese di Gennaio e come capitato con la Roma che avrebbe potuto raddoppiare in almeno tre occasioni. Da un punto di vista tattico, sono mancati tremendamente gli inserimenti delle mezzali, bloccate dall'affollata difesa romanista. Se non avessimo temporeggiato nel primo tempo, magari avremmo potuto indurli ad uscire dalla propria area per facilitare proprio la manovra, invece di farci infilare in contropiede nella ripresa. Avremmo dovuto gestire meglio il possesso palla per vanificare proprio le loro incursioni in area.

Jovetic e la clausola: c’è una mossa pro Juve


Il solito foglio, ma con inedita lettura: stavolta alla clausola liberatoria di Jo-Jo verrà data un’interpretazione che non permetterà contro-repliche viola. Questo almeno è quanto crede di avere in mano l’entourage del numero 8, che le previsioni danno in arrivo su Firenze per la prossima settimana.

Dettagli La novità fa felice la Juve, che non a caso ha già fatto filtrare ottimismo e nuove aperture: lavorare sullo svincolo contrattuale di Jovetic è una delle possibilità più semplici per consegnare la punta a Conte. L’altro modo, più tortuoso, implica infatti una serie di passaggi: confidare nel totale disgelo Agnelli-Della Valle, poi disporre al tavolo Marotta&Paratici, uomini mercato juventini, con Pradè&Macia, colleghi viola. Certo, se anche la formula studiata dai manager di Jo-Jo per rendere efficace la clausola trovasse conferme, andrebbe comunque pianificato un super investimento: il valore della liberatoria è di trenta milioni di euro, ci mancherebbe altro che la Fiorentina concedesse lo sconto. Ma a Torino, informati della possibilità e della prossima tappa fiorentina dei procuratori, hanno rimesso Jovetic sul primo posto del podio dei più graditi, seguito da Sanchez (Barça) e Muriel (Udinese).

sabato 23 febbraio 2013

[Video] Conferenza stampa Conte pre Juventus-Siena



22 convocati per la sfida contro il Siena


Sono 22 i giocatori presenti nell’elenco dei convocati per la sfida contro il Siena, diramato da Antonio Conte al termine dell’allenamento di rifinitura sostenuto allo Juventus Stadium. In gruppo, oltre a Peluso e Marchisio, che hanno scontato a Roma la giornata di squalifica inflitta loro dal giudice sportivo, rientra anche Giorgio Chiellini.

Questo l'elenco completo dei giocatori a disposizione:

1 Buffon
3 Chiellini
6 Pogba
8 Marchisio
9 Vucinic
12 Giovinco
13 Peluso
15 Barzagli
18 Anelka
19 Bonucci
20 Padoin
21 Pirlo
22 Asamoah
23 Vidal
24 Giaccherini
26 Lichtsteiner
27 Quagliarella
30 Storari
32 Matri
33 Isla
34 Rubinho
39 Marrone

Conte: «Voglio una bolgia»


«E’ arrivato il momento che lo Juventus Stadium si trasformi in una bolgia». Non le manda a dire Antonio Conte. A 13 partite dalla fine del campionato, il tecnico sa che non si possono commettere passi falsi e la sua attenzione è massima ed è solo dedicata alla gara di domenica contro il Siena. Niente Napoli o Milan, niente Champions League. Nel mirino di Conte al momento ci sono solo i toscani e per i tifosi dev’essere altrettanto: «Dovremo giocare 13 finali mondiali e lasciare punti per strada potrebbe essere determinante. Domani affrontiamo una gara molto difficile e mi auguro che i tifosi lo capiscano e inizino a “schiarirsi un po’ la voce”. E’ ora che inizino a spingere la squadra come lo scorso anno e come hanno fatto qualche volta in questa stagione. Altre volte si limitano ad assistere e sembra di essere a teatro. Bene, ora il tempo del teatro è finito. Ora c’è bisogno di una bolgia».

«Il Siena domani ci farà soffrire - prevede il tecnico - E’ una squadra in salute: nelle ultime 5 partite ha subito solo 3 gol, ha battuto Inter e Lazio nettamente e a Udine ha perso solo per una ripartenza. Ha mentalità, cultura del lavoro, un ottimo allenatore come Iachini... Sulla carta si pensa che sia facile, ma non sarà così».

I Workshop di Juventus University allo Stadium


Con il calcio giocato lontano da Torino, nello scorso fine settimana lo Juventus Stadium si è nuovamente trasformato in aula accademica. Grazie a Juventus University che ha dato vita a due Workshop Tematici, dedicati al calcio giovanile, durante i quali non sono mancati gli interventi di alcuni esponenti bianconeri tra i quali i dottori Tencone e Semperboni, gli allenatori Gabetta, Ramello, Pini e il preparatore atletico Teoli.

L’incontro di sabato 16 febbraio è stato dedicato all’area tecnica, in particolare al tema della gestione della partita: gli aspetti organizzativi dal punto di vista tecnico-tattico da curare durante il pre-partita, la gestione del match e del post-gara.

Il giorno dopo, domenica 17, spazio invece all’area fisico motoria, cioè l’importanza dell’allenamento, in particolare le basi dell'allenamento della forza dei giovani: mezzi e strumenti per allenarla, aspetti fondamentali legati al livello psicologico e della comunicazione, gli esercizi e le esercitazioni pratiche migliori da applicare.

Per maggiori informazioni sui prossimi appuntamenti, consultare il sito www.juvesoccerschool.com

Conte vuole Diamanti


Al presente ci pensano Antonio Conte e i suoi ragazzi. Domani il Siena, poi il Napoli, quindi il ritorno di Champions League e i quarti di finale lì, a un passettino. Main corso Galileo Ferraris c’è già chi pianifica il futuro, la prossima stagione. E’ inevitabile. Il mercato è chiuso, la riapertura è lontana qualche mese, ma le basi più solide vanno gettate ora, a tutti i livelli. Dal top player (il colombiano Muriel, il montenegrino Jovetic e il cileno Sanchez in pole) ai baby (preso Cevallos, Castillo e Berardi nel mirino, Bebeto junior a dicembre), passando per il rafforzamento qualitativo e quantitativo della rosa. E in quest’ultimo campo, gli occhi dell’amministratore delegato Beppe Marotta e del direttore sportivo Fabio Paratici si sarebbero posati su Alessandro Diamanti, 29enne centrocampista offensivo legato al Bologna fino al 2014, nove presenze in Nazionale, protagonista in Polonia-Ucraina 2012.

Il retroscena Il ragazzo è nel mirino bianconero già da qualche tempo. Negli ultimi giorni del mercato di gennaio, infatti, la Juventus aveva chiesto serie informazioni ai vertici del Bologna riguardo al talento di Prato, ma proprio quest’ultimo stoppò ogni tentativo di contatto, spiegando di non voler lasciare il club emiliano a metà strada, con la salvezza ancora tutta da costruire e da conquistare. Diverso è il discorso a luglio, quando oltretutto Diamanti entrerà in scadenza di contratto.

Malagò in Lega: fronte comune per rifare gli stadi


Scena mai vista dalle parti di via Rosellini. Il presidente del Coni, appena eletto, che varca la porta della Lega, sale al quarto piano e saluta i presidenti di Serie A riuniti in assemblea. Il blitz di Giovanni Malagò, che ha colto al volo la trasferta milanese per il Candido Day e l’invito di Maurizio Beretta, è carico di significati politici, soprattutto pensando alle staffilate della campagna elettorale. «Se dovessi essere eletto — aveva annunciato Malagò posso assicurare che il calcio non entrerà nella giunta Coni. Quello delle scommesse è un problema solo del calcio, il danno d’immagine che questa disciplina sta facendo gravare sull’intero impianto sportivo nazionale è mostruoso». Giancarlo Abete è entrato lo stesso nell’esecutivo del Comitato olimpico, e comunque Malagò ha spiegato ai club del massimo campionato i motivi di quell’attacco: «La Figc non era tra i miei grandi elettori».

venerdì 22 febbraio 2013

Calcioscommesse, Gillet: "Conte? E' sempre stato estraneo a tutto"


Qualche voce, un po’ di rumore e stanchezza e il pullman che imbocca la strada del ritorno. Il Bari ha appena perso 3-2 a Salerno, sfida, secondo i pmdella procura della Repubblica del capoluogo pugliese, taroccata così come quella del maggio dell’anno prima (stagione 2007/08) fra i pugliesi e il Treviso: è in questo momento che Jean François Gillet si sarebbe accorto che qualcosa nell’impegno dei compagni di squadra non era andato come sempre. Il portiere granata, ieri, ha ribadito davanti ai tre sostituti procuratori federali che lo hanno interrogato nel nuovo palazzo di giustizia della Federcalcio come «non abbia mai preso parte ad alcun incontro o riunione per alterare i risultati delle due sfide incriminate», tantomeno di «aver preso soldi...». Unica nota stonata proprio questa strana sensazione, o meglio atmosfera, vissuta dal capitano di quel Bari nell’immediato dopo gara di Salerno. Gillet non viene mai accusato direttamente dagli ex compagni rei confessi di aver partecipato alle spartizioni di denaro prima o dopo Bari-Treviso o Salernitana-Bari.

Buffon: «Napoli, che rivale! Ma noi abbiamo le nostre certezze»


Calcio e politica. Gigi Buffon, ospite di «Porta a Porta» come «testimonial» di Mario Monti, parla della prossima supersfida con il Napoli e del premier. Prima il calcio. Alla domanda di Vespa su chi vincerà il titolo, ha detto: «Abbiamo grande rispetto del Napoli. È la nostra antagonista numero uno, ma noi abbiamo le nostre certezze». Poi la politica: «Credo che il presidente Monti abbia fatto delle cose importanti per l’Italia e per la nostra dignità. Ci sono stati momenti in cui gli Stati esteri erano pronti a sbranarci e a farci fare la fine della Grecia. Monti ci ha ridato credibilità e questo non ha prezzo».

Fonte: GdS (artioclo a firma di G.B. Olivero)

Hall of fame Juventus - I condottieri




I CONDOTTIERI - CONTE, LIPPI, CAPELLO, TRAPATTONI, PAROLA, VYCPALEK. 

Hanno tutto in mano. Prendono le decisioni più difficili, fanno le formazioni, organizzano gli allenamenti, motivano il gruppo, studiano gli avversari, si travestono da parafulmini, sono invidiati (perché tutti vorremmo essere al loro posto), applauditi, magari criticati. Devono gestire le pressioni, i malumori, le aspirazioni individuali. Sono gli allenatori. Le guide. I maestri. I condottieri. Uomini speciali come Antonio Conte, Marcello Lippi, Fabio Capello, Giovanni Trapattoni, Carlo Parola, Cestmir Vycpálek.

http://www.ddlstorage.com/folder/tBE5bWhGdT

Hall of fame Juventus - I mastini della difesa




MASTINI DIFESA - CHIELLINI, BONUCCI, MONTERO, GENTILE, BRIO, MORINI. 

Quel soprannome, mastini, è già abbastanza eloquente. Perché ci sono difensori che trattano gli attaccanti avversari senza troppi riguardi, con la consapevolezza che è meglio non lasciare mai un’occasione, un po’ di spazio, un briciolo di libertà. I mastini quando hanno l’osso in bocca non se lo fanno scappare. I mastini sono aggressivi, feroci nella marcatura, fanno paura non perché siano cattivi ma perché il loro obiettivo è cancellare dal campo l’avversario: renderlo inutile, invisibile. Abbiamo scelto per voi alcuni dei mastini migliori di sempre: Giorgio Chiellini, Leonardo Bonucci, Paolo Montero, Claudio Gentile, Sergio Brio e Francesco Morini.

http://www.ddlstorage.com/folder/3ndTnbwhWf 

giovedì 21 febbraio 2013

Esposito: «Ho preso soldi per perdere ,Conte non era informato delle combine»

È durata due ore, nella nuova sede della Procura federale, l’audizione dell’ex calciatore del Bari Marco Esposito, accompagnato dall’avvocato Angelo Dibenedetto. Due ore nelle quali Esposito ha di fatto confermato quanto già raccontato a Bari nell’ora e mezza di interrogatorio davanti ai magistrati Ciro Angelillis e Giuseppe Dentamaro che, sotto la direzione del capo della Procura Antonio Laudati, hanno condotto le indagini sul calcioscommesse e sulle combine delle partite giocate dal Bari. Oggi tocca a Gillet, ex portiere del Bari ora al Torino.

Le accuse Marco Esposito era stato sentito una prima volta a Bari il 9 agosto, masi era avvalso della facoltà di non rispondere, in seguito era tornato nel capoluogo pugliese dopo aver cambiato avvocato il 3 ottobre. «Io ho bisogno di parlare», spiega ai magistrati per indicare la sua volontà a collaborare. E le sue accuse sono precise per entrambe le partite per le quali da ieri la Procura federale sta indagando: Bari-Treviso (dell’11 maggio 2008) e Salernitana-Bari (del 23 maggio 2009). In particolare relativamente a Bari-Treviso dice: «Io ho preso soldi per perdere la partita. C’erano delle persone che non volevano fare quella combine, come Cristian Stellini». E dice anche chi aveva portato a lui i soldi. «Ricordo che si chiuse la porta dello spogliatoio, penso il giorno prima della partita, di venerdì mattina. Giocai la partita, poi passò da casa mia Ivan Raijcic che mi diede 20 mila euro. Io abitavo sul lungomare a Bari». Inguaia anche la dirigenza del Treviso perché spiega ai magistrati baresi: «Sono quasi sicuro che i soldi provenissero dalla società del Treviso». Sull’altra partita è anche più preciso quando racconta che lui e Stellini in un primo tempo avevano proposto alla squadra di «regalare» la vittoria alla Salernitana. «Lo dicemmo ai ragazzi e loro ci dissero che senza soldi avrebbero giocato per vincere. La mattina del sabato si sbloccò tutto. Per De Vezze e Guberti i soldi (150 mila euro) erano pochi». Ma sempre esclude che l’allenatore (Conte per entrambe le partite) fosse informato delle combine.

Fonte: GdS (articolo a firma di Maurizio Galdi)

Conte, dopo 80 partite è l'allenatore meno battuto nella storia Juve: solo 6 sconfitte!


Dopo ottanta partite ufficiali, i numeri offrono sicuramente indicazioni credibili e concrete riguardo a un qualsiasi progetto. E dopo 80 panchine bianconere, Antonio Conte può obiettivamente gonfiare il petto. La sua Juve è degna delle grandi Signore del passato. Ha cominciato a costruire sulle macerie di due settimi posti, ha centrato immediatamente lo scudetto, è in piena corsa per il bis tricolore e di fatto è già entrato nel G8 europeo, forte del 3-0 conquistato a Glasgow, nella tana del Celtic. In cifre, la Juventus griffata Conte ha finora messo insieme, coppe comprese, 50 vittorie, 24 pareggi e 6 sconfitte. Nelle strisce iniziali dei tecnici juventini, Antonio non vanta più vittorie, ma meno sconfitte. Sì, meno di Fabio Capello (10 sconfitte nelle prime 80 gare della sua gestione, fra l’agosto 2004 e gennaio 2006) e meno di Giovanni Trapattoni (nove stop fra il 1976 e il 1978). Squadre, quelle, ai limiti dell’extraterrestre. Don Fabio disponeva già di Buffon in porta, poi Zambrotta, Ferrara, Cannavaro e Thuram dietro, Emerson in mezzo al campo (dall’estate 2005 pure Vieira), Nedved sulla fascia, quindi Del Piero, Ibrahimovic e Trezeguet davanti. Il grande Trap aveva solo italiani, mapraticamente tutti azzurri: i vari Zoff, Gentile, Scirea, Cabrini, Benetti, Causio, Tardelli, Bettega e Boninsegna. Gente che nel 1977 conquistò l’allora durissima Coppa Uefa, primo trofeo internazionale della storia bianconera. E Conte ha finora perso meno anche della spettacolare squadra di Marcello Lippi, il gruppo al quale spesso viene accostata la Juve attuale. Il tecnico campione del mondo 2006 perse 17 volte fra il 1994 e il 1996, ma gettò basi solide che garantirono in rapida successione ogni tipo di trofeo, nazionale e internazionale. E non c’era ancora Zinedine Zidane in quelle prime ottanta gare firmate Lippi.

Capello comanda in vittorie Conte insegue invece a livello di vittorie, dove guida Fabio Capello (56) davanti a Carlo Carcano (55 successi fra il 1930 e il ’32), Carlo Parola (53, fra il 1959 e il 1961), Trapattoni (52), Lippi (51) e appunto Conte (50). Staccatissimi i vari Ancelotti, Ranieri, Zoff, Marchesi, Heriberto Herrera, Vycpalek e Rosetta.

Juve, Chiellini è recuperato: «Ho sofferto, ma ora sono pronto»


L’ultima tappa prima dello scontro scudetto contro il Napoli è il Siena, e Conte non si fida. Il tecnico bianconero ha visto da vicino le perle di Emeghara contro la Lazio, e può solo sorridere all’idea di uno Juventus Stadium esaurito. Aiuterà a non distrarsi. Intanto, Chiellini è recuperato: insegue uno spezzone di gara domenica e la maglia da titolare al San Paolo. «E' stata dura assistere alle partite dei miei compagni senza poter dare una mano — ha detto il difensore livornese, ospite con Marchisio e Alessio ieri in un istituto scolastico di Chivasso —. Ormai ho ripreso ad allenarmi in gruppo e sono recuperato. Il polpaccio non dà più il minimo fastidio. Spero di rientrare in campo il prima possibile, deciderà Conte insieme allo staff sanitario quando sarà il momento opportuno». Sono sei i diffidati (Chiellini, Barzagli, Vidal, De Ceglie, Pirlo, Matri) e in prospettiva Napoli qualche ragionamento potrebbe essere fatto. In difesa, se Barzagli dovesse partire dalla panchina, dentro Marrone o Peluso. Qualche dubbio anche in attacco, con Giovinco che potrebbe tornare titolare accanto a Vucinic.

Fonte: GdS (articolo a firma di Mirko Graziano)

mercoledì 20 febbraio 2013

Ranking Uefa, la Juve è davanti a Barça e Real


La Juve è la prima delle italiane presenti nella classifica stagionale Uefa per i coefficienti delle squadre impegnate nelle competizioni europee. Secondo questa speciale graduatoria, i bianconeri sono al quarto posto, dietro a Psg, Borussia e Bayern. Diverso, invece, il discorso sui coefficienti basati sui risultati ottenuti dai club nelle cinque precedenti stagioni di Champions League ed Europa League. In questo caso, invece, la Juve è solo 24ª, preceduta dal Milan e dall'Inter. In testa, neanche a dirlo, il Barcellona, primo con oltre 150 punti.

COEFFICIENTI PER CLUB 2012/2013 
1.Barcellona Punti 150.919
2.Bayern Monaco 133.151
3.Manchester United 129.707
4.Real Madrid 127.919
5.Chelsea 122.707
6.Arsenal 110.707
7.Porto 104.366
8.Inter 101.262
9.Valencia 100.919
10.Atletico Madrid p.96.919

Juventus, tentativo per Lewandowski. Ma lui vuole il Bayern

Tentativo fallito. Robert Lewandowski e il Bayern Monaco sono giá promessi sposi. Tanto che nelle ultime ore, la Juventus ha sondato nuovamente il terreno per l’attaccante del Borussia Dortmund, cercando di capire se con il Bayern tutto fosse già concluso. E l’operazione è proprio in via di definizione.

[Video] Intervista esclusiva Pepe e Marotta